Finanza
PISTOIA SPORT
«Cara Jesi, devo batterti»
◗
Jm Casini con la maglia di Jesi in un tuffo difensivo A destra Gianfranco Bisin, mito della tifoseria pistoieseEssere al centro dell'attenzione per Juan Marcos Casini è una sensazione "strana ma bella". L'argentino della Carmatic non è uno di quelli che sgomita per prendersi le luci della ribalta ma, anzi fa del gioco faticoso "dietro le quinte" una delle sue caratteristiche.
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Essere al centro dell'attenzione per Juan Marcos Casini è una sensazione "strana ma bella". L'argentino della Carmatic non è uno di quelli che sgomita per prendersi le luci della ribalta ma, anzi fa del gioco faticoso "dietro le quinte" una delle sue caratteristiche.
Ma in Legadue è lui il personaggio della settimana, anche perché dopo il suo show decisivo per la seconda vittoria pistoiese, domenica giocherà la sua prima volta da ex contro la Fileni Jesi.
Gli addetti ai lavori (da Roberto Russo ad Attilio Caja) avevano sottolineato quanto il suo apporto sia fondamentale per questa Carmatic. I tifosi lo vedono come una delle colonne non solo quando sfodera i tiri "mancini" alla Manu Ginobili ma anche quando mette in campo un'aggressività difensiva stile Xavier Zanetti, tanto per dirla con due dei suoi idoli sportivi. Dopo Imola aveva scherzato sul suo nuovo record italiano, che in una settimana da 16 si è alzato ai 25 punti di Frosinone. «Tutti sanno qual è il mio ruolo in squadra - dice Casini - sono un giocatore che difende mentre sono altri i giocatori più adatti in attacco. Sono molto felice della prestazione a Veroli, dove i compagni mi hanno trovato nei momenti giusti. Speriamo di riuscire a continuare così, aiutando nella fase offensiva i nostri cecchini, così gli togliamo anche un po' di pressione e gli avversari capiscono che non c'è solo un giocatore come Slay che può segnare».
È la sua grinta, l'arma che ne fa uno dei biancorossi più rappresentativi nonostante sia arrivato solo nello scorso febbraio. «Io e i miei compagni qui dall'anno scorso - continua la guardia argentina - sentiamo molta responsabilità. L'anno scorso abbiamo lottato fino all'ultima giornata per la salvezza, anche se poi ci è mancata solo una gara per andare ai playoff. Abbiamo il ruolo di dover trascinare i nostri compagni, dicendogli che non vogliamo soffrire come la scorsa stagione. L'obiettivo della società rimane la salvezza, ma in tutti c'è la responsabilità e la voglia di andare oltre». Jesi per lui non è un'avversaria come le altre e non potrebbe essere altrimenti, dopo quattro stagioni (dal 2003 al 2007) e una promozione in A1 al primo anno. L'anno scorso arrivò due giorni dopo la gara di ritorno con la Fileni, la prima vittoria morettiana. «A livello personale affrontare Jesi è molto strano - dice il ventinovenne di Cordoba - essere avversario di una maglia che ho indossato a lungo, di un posto dove ho tanti bei ricordi. Ritrovare un amico come Rossini sarà un piacere. Ma ora gioco con Pistoia e ci stiamo preparando bene a questo match, contro una squadra equilibrata soprattutto lavorando sui nostri punti deboli». Tra questi ci sono i troppi brividi finali: «Dobbiamo cercare più regolarità, ci costa molto andare in vantaggio contro squadre forti e su campi difficili, quindi dobbiamo essere più intelligenti a controllare il ritmo del gioco».
Ma in Legadue è lui il personaggio della settimana, anche perché dopo il suo show decisivo per la seconda vittoria pistoiese, domenica giocherà la sua prima volta da ex contro la Fileni Jesi.
Gli addetti ai lavori (da Roberto Russo ad Attilio Caja) avevano sottolineato quanto il suo apporto sia fondamentale per questa Carmatic. I tifosi lo vedono come una delle colonne non solo quando sfodera i tiri "mancini" alla Manu Ginobili ma anche quando mette in campo un'aggressività difensiva stile Xavier Zanetti, tanto per dirla con due dei suoi idoli sportivi. Dopo Imola aveva scherzato sul suo nuovo record italiano, che in una settimana da 16 si è alzato ai 25 punti di Frosinone. «Tutti sanno qual è il mio ruolo in squadra - dice Casini - sono un giocatore che difende mentre sono altri i giocatori più adatti in attacco. Sono molto felice della prestazione a Veroli, dove i compagni mi hanno trovato nei momenti giusti. Speriamo di riuscire a continuare così, aiutando nella fase offensiva i nostri cecchini, così gli togliamo anche un po' di pressione e gli avversari capiscono che non c'è solo un giocatore come Slay che può segnare».
È la sua grinta, l'arma che ne fa uno dei biancorossi più rappresentativi nonostante sia arrivato solo nello scorso febbraio. «Io e i miei compagni qui dall'anno scorso - continua la guardia argentina - sentiamo molta responsabilità. L'anno scorso abbiamo lottato fino all'ultima giornata per la salvezza, anche se poi ci è mancata solo una gara per andare ai playoff. Abbiamo il ruolo di dover trascinare i nostri compagni, dicendogli che non vogliamo soffrire come la scorsa stagione. L'obiettivo della società rimane la salvezza, ma in tutti c'è la responsabilità e la voglia di andare oltre». Jesi per lui non è un'avversaria come le altre e non potrebbe essere altrimenti, dopo quattro stagioni (dal 2003 al 2007) e una promozione in A1 al primo anno. L'anno scorso arrivò due giorni dopo la gara di ritorno con la Fileni, la prima vittoria morettiana. «A livello personale affrontare Jesi è molto strano - dice il ventinovenne di Cordoba - essere avversario di una maglia che ho indossato a lungo, di un posto dove ho tanti bei ricordi. Ritrovare un amico come Rossini sarà un piacere. Ma ora gioco con Pistoia e ci stiamo preparando bene a questo match, contro una squadra equilibrata soprattutto lavorando sui nostri punti deboli». Tra questi ci sono i troppi brividi finali: «Dobbiamo cercare più regolarità, ci costa molto andare in vantaggio contro squadre forti e su campi difficili, quindi dobbiamo essere più intelligenti a controllare il ritmo del gioco».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
