Toscana
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«Pistoia gruppo di lottatoriDovremo dare il meglio»
L’ex Rosselli ha visto la Carmatic in tv. «I tifosi li ho ancora nel cuore»
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PISTOIA. Dopo esser stato uno dei trascinatori della scorsa stagione verso la turbolenta salvezza della Carmatic, oggi Guido Rosselli sarà uno degli avversari più temuti della squadra di Moretti a Veroli.
Per l'ex sindaco biancorosso l'avventura ciociara è un tassello importante della carriera.
Rilanciato proprio da Pistoia dove arrivò a metà della prima stagione di Legadue chiamato da Lasi dopo mesi di A1 (vista dalla panchina a Biella), il jolly empolese è stato tra i migliori italiani della scorsa stagione e dopo la separazione con Pistoia in tanti gli hanno fatto la corte. Lui ha scelto la Veroli di coach Cancellieri (che era vice proprio negli anni di Biella), un'avventura che impone a Rosselli un ruolo molto diverso da quello che aveva a Pistoia.
Le prime giornate lo dimostrano, con l'empolese sempre partito in quintetto in una squadra dove però le rotazioni sono continue, visto che la panchina (da dove parte ad esempio uno come Charlie Foiera) potrebbe essere lo starting five di un'altra formazione. «Siamo una squadra di dieci giocatori - spiega Rosselli - ci può stare che in una gara tiri poco ma faccia tante cose importanti per la squadra. Tutti dobbiamo entrare in questa filosofia di gioco perché a rotazione può giocare più un giocatore e la domenica dopo può venire fuori l'altro».
Rosselli, che racconta di essersi ambientato benissimo «in una cittadina a misura d'uomo» dove da qualche anno si mangia pane e basket, parla di una Veroli che deve ancora lavorare ma senza perdere occasioni preziose. «Le due gare in casa con Pistoia e poi con Brindisi - continua - sono per noi un'occasione da sfruttare. L'inizio, nonostante la sconfitta di Rimini, è stato buono anche se dobbiamo migliorare tanto. Sappiamo di essere una buona squadra in un campionato tosto, dove in testa ci sono Rimini e Reggio Emilia che nessuno aveva inserito tra le candidate ai primissimi posti».
Con la maglia di Pistoia, da marzo 2008 ad aprile 2009, Rosselli ha totalizzato 41 presenze. La sua ex squadra l'ha studiata bene in tv sabato sera nel match contro Imola rivedendoci qualche caratteristica della formazione di cui lui faceva parte. «Ha mantenuto l'impianto di una squadra che lotta - dice - che ci crede sempre fino alla fine e noi per vincere dovremo giocare un buon basket».
In estate dopo un periodo di tira e molla, la separazione col Pistoia Basket è stata consensuale e senza strascichi anche se Rosselli non ha mai nascosto di partire con molto dispiacere. Una partenza su cui si è aperto un dibattito nella tifoseria. Per lui, dice, oggi sarà un'esperienza molto particolare. «Sono già tornato con Biella a Rieti - conclude - nelle gare da ex c'è sempre qualcosa in più, ma oggi sarà una sensazione strana.
A Pistoia stavo bene, i tifosi li ricordo con grande affetto perché ci sono stati vicini anche nelle difficoltà, come ricordo i miei ex compagni con cui ho passato un'annata intesa come sono quelle di una salvezza così sofferta. Ma dalla palla a 2 i ricordi spariranno».
Per l'ex sindaco biancorosso l'avventura ciociara è un tassello importante della carriera.
Rilanciato proprio da Pistoia dove arrivò a metà della prima stagione di Legadue chiamato da Lasi dopo mesi di A1 (vista dalla panchina a Biella), il jolly empolese è stato tra i migliori italiani della scorsa stagione e dopo la separazione con Pistoia in tanti gli hanno fatto la corte. Lui ha scelto la Veroli di coach Cancellieri (che era vice proprio negli anni di Biella), un'avventura che impone a Rosselli un ruolo molto diverso da quello che aveva a Pistoia.
Le prime giornate lo dimostrano, con l'empolese sempre partito in quintetto in una squadra dove però le rotazioni sono continue, visto che la panchina (da dove parte ad esempio uno come Charlie Foiera) potrebbe essere lo starting five di un'altra formazione. «Siamo una squadra di dieci giocatori - spiega Rosselli - ci può stare che in una gara tiri poco ma faccia tante cose importanti per la squadra. Tutti dobbiamo entrare in questa filosofia di gioco perché a rotazione può giocare più un giocatore e la domenica dopo può venire fuori l'altro».
Rosselli, che racconta di essersi ambientato benissimo «in una cittadina a misura d'uomo» dove da qualche anno si mangia pane e basket, parla di una Veroli che deve ancora lavorare ma senza perdere occasioni preziose. «Le due gare in casa con Pistoia e poi con Brindisi - continua - sono per noi un'occasione da sfruttare. L'inizio, nonostante la sconfitta di Rimini, è stato buono anche se dobbiamo migliorare tanto. Sappiamo di essere una buona squadra in un campionato tosto, dove in testa ci sono Rimini e Reggio Emilia che nessuno aveva inserito tra le candidate ai primissimi posti».
Con la maglia di Pistoia, da marzo 2008 ad aprile 2009, Rosselli ha totalizzato 41 presenze. La sua ex squadra l'ha studiata bene in tv sabato sera nel match contro Imola rivedendoci qualche caratteristica della formazione di cui lui faceva parte. «Ha mantenuto l'impianto di una squadra che lotta - dice - che ci crede sempre fino alla fine e noi per vincere dovremo giocare un buon basket».
In estate dopo un periodo di tira e molla, la separazione col Pistoia Basket è stata consensuale e senza strascichi anche se Rosselli non ha mai nascosto di partire con molto dispiacere. Una partenza su cui si è aperto un dibattito nella tifoseria. Per lui, dice, oggi sarà un'esperienza molto particolare. «Sono già tornato con Biella a Rieti - conclude - nelle gare da ex c'è sempre qualcosa in più, ma oggi sarà una sensazione strana.
A Pistoia stavo bene, i tifosi li ricordo con grande affetto perché ci sono stati vicini anche nelle difficoltà, come ricordo i miei ex compagni con cui ho passato un'annata intesa come sono quelle di una salvezza così sofferta. Ma dalla palla a 2 i ricordi spariranno».
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