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Fantoni avverte: Casale è forte

Elisa Pacini
Tamar Slay, ieri si è allenato
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Tamar Slay, ieri si è allenato

«Pistoia è riuscita a lavorare bene, senza fare il passo più lungo della gamba. Ed oggi è l'unico modo per sopravvivere». A parlare così dell'assetto societario della Carmatic è Stefano Fantoni, ex general manager di Basket Livorno

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PISTOIA. «Pistoia è riuscita a lavorare bene, senza fare il passo più lungo della gamba. Ed oggi è l'unico modo per sopravvivere». A parlare così dell'assetto societario della Carmatic è Stefano Fantoni, ex general manager di Basket Livorno.
Ma ancor prima protagonista da giocatore a Pistoia con la maglia dell'Olimpia Maltinti, nonché babbo di Tommaso, ala pivot livornese al suo secondo anno alla Fastweb Casale Monferrato con la quale domenica arriverà da avversario al Palafermi.
E al PalaFermi, ci sarà anche il babbo per vedere il figlio ma anche per trovare i vecchi amici conosciuti nei due anni della Maltinti, quando il basket pian piano stava facendo innamorare la città. «Ho giocato lontano da casa solo quei due anni lì - dice Stefano Fantoni - dall'80 all'82, eravamo in serie C e conservo dei gran bei ricordi. A Pistoia mi portò il primo anno il coach Cianfrini, livornese come me, e l'anno dopo avevamo il bolognese Martini che incontro ancora in giro per i palazzetti e ricordiamo quel periodo. A Pistoia ho tanti amici, da Roberto Maltinti a Becciani, e poi Mauro Camici, Salvatore Esposito. E non potrò mai dimenticare il povero Mauro Maltinti».
Due personalità che in modo diverso facevano trasparire la loro grande passione, così Fantoni ricorda i fratelli Maltinti. «Mauro era più riflessivo e pacato - continua l'ex giocatore dell'Olimpia - Roberto più esuberante, sempre pronto a fare uno scherzo, un compagnone. Mi fa molto piacere averlo ritrovato negli anni da presidente. Lo vedo che è sempre appassionato e si diverte come negli anni d'oro».
Dal passato al presente, Fantoni babbo verrà a Pistoia per vedere da vicino i progressi attesi di Casale sconfitta domenica scorsa in casa da Brindisi. Ma, conoscendo molto bene Paolo Moretti, sa che contro Pistoia non sarà facile. «Io naturalmente tiferò per mio figlio - dice pensando a Tommaso - ma penso che sarà una bella gara. Tutte e due le squadre cercano il riscatto. Penso che in questo periodo, all'inizio del campionato, l'importante sarà riuscire a trovare gli assetti giusti. Casale per ora non riesce ad esprimere il potenziale che ha, ma per me è molto più forte dell'anno scorso. I due americani piccoli sono molto bravi, non sprecano palloni, George è un giocatore importante, arriva dopo aver fatto gli europei e il pacchetto italiani - lo dico senza partigianeria - è tra i migliori. Pistoia è una squadra tosta, la mano di Moretti si vede sempre. E' un allenatore molto preparato, che ha calcato piazze importanti del basket e le sue squadre hanno tutto il suo agonismo».
Dopo aver appeso le scarpette al chiodo, il basket per Stefano Fantoni non è rimasto solo un affare di famiglia (anche il fratello di Tommaso, gioca a basket nella Libertas Livorno) ma è sempre stato un affare di cuore...naturalmente labronico. «Venire a Pistoia mi fa sempre piacere - conclude l'ex - ma quest'anno dopo la perdita del titolo a Livorno, vengo con la morte nel cuore per me che sono stato molto vicino alla società negli ultimi anni. Andare avanti sempre a stenti, sperando in iniziative sporadiche era dura. A livello societario Pistoia ha lavorato molto bene, mentre ho paura che a Livorno dovremo aspettare un po' prima di tornare al vertice».

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