Gioco
PISTOIA SPORT
"Meo" si nasconde: «Che granmercato ha fatto Pistoia»
Elisa Pacini
◗
«GRAN COLPO». Meo Sacchetti coach di Sassari non si sbilancia sulla forza dei suoi ma fa i complimenti a Pistoia: «Bravi a portare Slay in Lega2»Il coach di Sassari mette pressione su Toppo & C: «Hanno molto talento»
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Nessuna differenza di categoria. Per Meo Sacchetti, tornato in Lega2 dopo un anno e mezzo di A1, non è questione di serie. L'importante è il risultato. Così, dopo la stagione formidabile di Capo d'Orlando e la delusione di Udine, Sacchetti è tornato al piano inferiore e ha scelto Sassari che non rappresenta proprio una squadra e una piazza qualsiasi in Legadue. Per il coach, ma anche per la Carmatic che si trova subito un bell'ostacolo all'inizio di questa terza avventura in Lega2.
«Ho fatto tutti i campionati. L'A1, la Legadue, tanta B e C e non ho nessun problema di categoria. La differenza è la ribalta ma penso che, a parte i risultati, il lavoro che si fa per migliorare i giocatori dia più soddisfazioni in Lega2». Una differenza tra l'A1 e la Legadue è anche il diverso peso degli italiani. «Tutti gli allenatori vorrebbero far giocare gli italiani - dice Sacchetti - ma anche i giocatori devono dimostrare di saper tenere il campo». Con un uomo di basket esperto come Sacchetti la parentesi di politica dello sport che da anni stagna intorno ai canestri è doverosa. Ma più interessante e attuale è il match di domani tra la sua rinnovata Sassari e la Carmatic di Paolo Moretti. Due squadre che molti hanno messo agli antipodi nelle previsioni sul campionato ma che per Sacchetti hanno più di un punto in comune.
«Abbiamo tutte e due un play americano - continua il coach del Banco di Sardegna - due grandi realizzatori come Kemp e Slay e i comunitari sono entrambi giocatori molto perimetrali. Sotto canestro Pistoia ha un giocatore più fisico che predilige il gioco interno come Toppo». I ruoli degli stranieri sono senz'altro speculari nelle due squadre, anche se dalla parte sarda i giocatori in questione sono molto più rodati in Italia. Ma Sacchetti nonostante gli addetti ai lavori diano la sua Sassari tra le quattro meraviglie del campionato e Pistoia tra le duellanti per evitare l'inferno, rimarca che la gara di domani non è di facile lettura. «Il precampionato è stato buono - continua il coach biancoblù - abbiamo fatto vedere cose positive anche se con molte pause, come è normale che sia. Ci sarebbe da preoccuparsi se le squadre fossero al 100% ora. Anche Pistoia ha avuto dei problemi con le condizioni degli americani. Ma penso che sia una squadra con molto più talento e più completa dell'anno scorso. Slay non avrei mai pensato di vederlo in Lega2, Pistoia è stata brava a convincerlo».
Sacchetti è uno dei veri colpi del mercato estivo di una società che da due anni è stabilmente ai piani alti e che vorrebbe continuare a esserlo: «Abbiamo un quintetto importante (Rowe, Devecchi, Kemp, Vanuzzo e Hubalek, ndr) - conclude il coach del Banco - e in panchina tanti giovani dalla serie B da cui ci attendiamo un bel contributo. In questi anni molti giocatori sono riusciti a fare il salto e in questo Pistoia insegna. Non ci nascondiamo ma siamo alla ricerca di equilibrio. Siamo una squadra molto perimetrale».
Saccaggi nei 10. Stamani ultima seduta, poi partenza per Sassari. Decimo in panchina il giovane Saccaggi.
«Ho fatto tutti i campionati. L'A1, la Legadue, tanta B e C e non ho nessun problema di categoria. La differenza è la ribalta ma penso che, a parte i risultati, il lavoro che si fa per migliorare i giocatori dia più soddisfazioni in Lega2». Una differenza tra l'A1 e la Legadue è anche il diverso peso degli italiani. «Tutti gli allenatori vorrebbero far giocare gli italiani - dice Sacchetti - ma anche i giocatori devono dimostrare di saper tenere il campo». Con un uomo di basket esperto come Sacchetti la parentesi di politica dello sport che da anni stagna intorno ai canestri è doverosa. Ma più interessante e attuale è il match di domani tra la sua rinnovata Sassari e la Carmatic di Paolo Moretti. Due squadre che molti hanno messo agli antipodi nelle previsioni sul campionato ma che per Sacchetti hanno più di un punto in comune.
«Abbiamo tutte e due un play americano - continua il coach del Banco di Sardegna - due grandi realizzatori come Kemp e Slay e i comunitari sono entrambi giocatori molto perimetrali. Sotto canestro Pistoia ha un giocatore più fisico che predilige il gioco interno come Toppo». I ruoli degli stranieri sono senz'altro speculari nelle due squadre, anche se dalla parte sarda i giocatori in questione sono molto più rodati in Italia. Ma Sacchetti nonostante gli addetti ai lavori diano la sua Sassari tra le quattro meraviglie del campionato e Pistoia tra le duellanti per evitare l'inferno, rimarca che la gara di domani non è di facile lettura. «Il precampionato è stato buono - continua il coach biancoblù - abbiamo fatto vedere cose positive anche se con molte pause, come è normale che sia. Ci sarebbe da preoccuparsi se le squadre fossero al 100% ora. Anche Pistoia ha avuto dei problemi con le condizioni degli americani. Ma penso che sia una squadra con molto più talento e più completa dell'anno scorso. Slay non avrei mai pensato di vederlo in Lega2, Pistoia è stata brava a convincerlo».
Sacchetti è uno dei veri colpi del mercato estivo di una società che da due anni è stabilmente ai piani alti e che vorrebbe continuare a esserlo: «Abbiamo un quintetto importante (Rowe, Devecchi, Kemp, Vanuzzo e Hubalek, ndr) - conclude il coach del Banco - e in panchina tanti giovani dalla serie B da cui ci attendiamo un bel contributo. In questi anni molti giocatori sono riusciti a fare il salto e in questo Pistoia insegna. Non ci nascondiamo ma siamo alla ricerca di equilibrio. Siamo una squadra molto perimetrale».
Saccaggi nei 10. Stamani ultima seduta, poi partenza per Sassari. Decimo in panchina il giovane Saccaggi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
