Finanza
Ciclismo
Evans, Quarrata e San Marcello
Stefano Fiori
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CADEL EVANS. Il bacio del ciclista australiano all’arrivo a Mendrisio È l’ennesimo campione del ciclismo sbocciato sulle strade di QuarrataC'è ancora un po' di Quarrata nell'Olimpo del ciclismo. Cadel Evans giunse in Toscana per la prima volta quando era poco più che ventenne, nel mese di luglio del 1997. E dove giunse? Nella città del mobile.
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C'è ancora un po' di Quarrata nell'Olimpo del ciclismo. Cadel Evans giunse in Toscana per la prima volta quando era poco più che ventenne, nel mese di luglio del 1997. E dove giunse? Nella città del mobile.
Già reuccio della mountain bike nella specialità del cross country dove si era appena piazzato 2º nel campionato mondiale degli Under 23, il magrissimo, taciturno ma simpatico Cadel dagli occhi di ghiaccio si aggregò alla nazionale australiana di ciclismo dilettanti che proprio dall'aprile di quell'anno aveva fissato il quartier generale a Quarrata, grazie alle sponsorizzazioni ottenute da alcuni famosi mecenati del ciclismo come Floriano Gemignani (Casa Selezione di Quarrata), Mario Mengoni (Vellutex/D'Etoffe di Montale) e dallo storico team ciclistico di Casini.
Della comitiva australquarratina diretta dal tecnico Shayne Bannan facevano parte alcuni atleti che negli anni successivi sarebbero diventati dei campioni con la C maiuscola come Michael Rogers, tre volte campione mondiale della crono professionisti Allan Davis, Nathan O'Neill, Bradley McGee, Luke Roberts, Brett Lancaster e Graeme Brown, campioni Olimpici su pista ad Atene 2004 o come il più "recente" Simon Gerrans.
Tanto per tenersi in allenamento Cadel prese parte a una gara amatoriale di Mountain Bike a San Marcello Pistoiese, sull'Appennino tosco-emiliano, organizzata dalla locale APT e dalla Polisportiva Silvano Fedi Ciclismo presieduta da Alessandro Pedroni e i suoi primi amici toscani furono il compianto "Ciccio" Tavanti e i suoi figli Fausto e Federico tenutari di un avviato bar -ristoro alle porte di Quarrata denominato "Le Due Ruote", nel quale Cadel imparò ad apprezzare la cucina mediterranea e la vera pizza.
Pochi giorni dopo il ventenne canguro di Katherine si schierò alla partenza della prima gara su strada da dilettante mai disputata in Europa, il tradizionale e impegnativo Giro del Montalbano a Bacchereto (Prato) dove mise subito a profitto la sua attitudine di scalatore; se ne andò infatti all'attacco lungo la secca rampa della Madonna del Papa, circa mille metri con pendenze da brivido tra il 18 e il 20% e rimase da solo al comando della corsa finché una brutta crisi di fame lo costrinse alla resa.
Prima di lasciare la Toscana per una breve trasferta in Francia Cadel ricevette una visita importante, quella dell'ex-campione veneto Giovanni Battaglin (vincitore di un Giro d'Italia e di una Vuelta di Spagna) e affermato industriale della bicicletta in quel di Marostica.
Nel corso di un pranzo top-secret in un noto ristorante collinare pistoiese Battaglin fece un'offerta quasi miliardaria a Evans, per convincerlo ad diventare il capitano della sua nuova squadra di Mountain Bike, la Full Dynamix ma il giovane asso australiano, dopo una lunga riflessione, preferì accettare le più lucrose proposte della Cannondale. Nell'agosto del 1997 Cadel colse la sua prima vittoria italiana nella Corsa Milionaria a Montappone, staccando tutti in salita. Da allora e fino all'estate del 2000 Evans tornò spesso per effettuare dei periodi di allenamento in provincia di Pistoia, sempre giovandosi del supporto tecnico della nazionale australiana dilettanti. Il 23 settembre 1999, infine, debuttò tra i professionisti come stagista con la maglia rossa della Saeco-Cannondale, ovviamente nella "sua" Toscana e più precisamente alla Coppa Sabatini a Peccioli, che fu vinta dal russo Dimitri Konyshev.
Il resto è storia attuale, con quella fiammante maglia iridata appena conquistata a Mendrisio. Resta soltanto da sottolineare come, dal 1997 ad oggi, siano passati da Quarrata molti futuri assi del ciclismo: dai già ricordati australiani agli iridati dei dilettanti Yaroslav Popovych (Ucraina), Leonardo Giordani, Dmytro Grabovskyy (Ucraina), Sergej Lagutin (Uzbekistan), Tomas Vaitkus (Lituania) e Konstantin Siutsou (Bielorussia), fino all'attuale re dello sprint e vincitore della Milano-Sanremo 2009 il britannico Mark Cavendish.
Già reuccio della mountain bike nella specialità del cross country dove si era appena piazzato 2º nel campionato mondiale degli Under 23, il magrissimo, taciturno ma simpatico Cadel dagli occhi di ghiaccio si aggregò alla nazionale australiana di ciclismo dilettanti che proprio dall'aprile di quell'anno aveva fissato il quartier generale a Quarrata, grazie alle sponsorizzazioni ottenute da alcuni famosi mecenati del ciclismo come Floriano Gemignani (Casa Selezione di Quarrata), Mario Mengoni (Vellutex/D'Etoffe di Montale) e dallo storico team ciclistico di Casini.
Della comitiva australquarratina diretta dal tecnico Shayne Bannan facevano parte alcuni atleti che negli anni successivi sarebbero diventati dei campioni con la C maiuscola come Michael Rogers, tre volte campione mondiale della crono professionisti Allan Davis, Nathan O'Neill, Bradley McGee, Luke Roberts, Brett Lancaster e Graeme Brown, campioni Olimpici su pista ad Atene 2004 o come il più "recente" Simon Gerrans.
Tanto per tenersi in allenamento Cadel prese parte a una gara amatoriale di Mountain Bike a San Marcello Pistoiese, sull'Appennino tosco-emiliano, organizzata dalla locale APT e dalla Polisportiva Silvano Fedi Ciclismo presieduta da Alessandro Pedroni e i suoi primi amici toscani furono il compianto "Ciccio" Tavanti e i suoi figli Fausto e Federico tenutari di un avviato bar -ristoro alle porte di Quarrata denominato "Le Due Ruote", nel quale Cadel imparò ad apprezzare la cucina mediterranea e la vera pizza.
Pochi giorni dopo il ventenne canguro di Katherine si schierò alla partenza della prima gara su strada da dilettante mai disputata in Europa, il tradizionale e impegnativo Giro del Montalbano a Bacchereto (Prato) dove mise subito a profitto la sua attitudine di scalatore; se ne andò infatti all'attacco lungo la secca rampa della Madonna del Papa, circa mille metri con pendenze da brivido tra il 18 e il 20% e rimase da solo al comando della corsa finché una brutta crisi di fame lo costrinse alla resa.
Prima di lasciare la Toscana per una breve trasferta in Francia Cadel ricevette una visita importante, quella dell'ex-campione veneto Giovanni Battaglin (vincitore di un Giro d'Italia e di una Vuelta di Spagna) e affermato industriale della bicicletta in quel di Marostica.
Nel corso di un pranzo top-secret in un noto ristorante collinare pistoiese Battaglin fece un'offerta quasi miliardaria a Evans, per convincerlo ad diventare il capitano della sua nuova squadra di Mountain Bike, la Full Dynamix ma il giovane asso australiano, dopo una lunga riflessione, preferì accettare le più lucrose proposte della Cannondale. Nell'agosto del 1997 Cadel colse la sua prima vittoria italiana nella Corsa Milionaria a Montappone, staccando tutti in salita. Da allora e fino all'estate del 2000 Evans tornò spesso per effettuare dei periodi di allenamento in provincia di Pistoia, sempre giovandosi del supporto tecnico della nazionale australiana dilettanti. Il 23 settembre 1999, infine, debuttò tra i professionisti come stagista con la maglia rossa della Saeco-Cannondale, ovviamente nella "sua" Toscana e più precisamente alla Coppa Sabatini a Peccioli, che fu vinta dal russo Dimitri Konyshev.
Il resto è storia attuale, con quella fiammante maglia iridata appena conquistata a Mendrisio. Resta soltanto da sottolineare come, dal 1997 ad oggi, siano passati da Quarrata molti futuri assi del ciclismo: dai già ricordati australiani agli iridati dei dilettanti Yaroslav Popovych (Ucraina), Leonardo Giordani, Dmytro Grabovskyy (Ucraina), Sergej Lagutin (Uzbekistan), Tomas Vaitkus (Lituania) e Konstantin Siutsou (Bielorussia), fino all'attuale re dello sprint e vincitore della Milano-Sanremo 2009 il britannico Mark Cavendish.
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