Sicurezza
PISTOIA SPORT
«Questa maglia comporta responsabilità»
Giulio Corsi
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CAMPAGNA ABBONAMENTI Oltre 100 le tessere staccate Botteghini aperti oggi (17-19), domani (10-12, 17-19) e domenicaChi l'avrebbe mai detto che dopo appena tre giornate (tra l'altro senza sconfitta) la Pistoiese sarebbe già stata davanti al bivio della sua stagione... E invece i prossimi 10 giorni potranno segnare col sangue l'anno arancione, nel bene o nel male. Lo sanno i tifosi, lo sanno i giocatori, lo sa Di Stefano e lo ammette la dirigenza. «Ci aspettano 3 partite importantissime», dice il presidente Fabio Fondatori.
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PISTOIA. Chi l'avrebbe mai detto che dopo appena tre giornate (tra l'altro senza sconfitta) la Pistoiese sarebbe già stata davanti al bivio della sua stagione... E invece i prossimi 10 giorni potranno segnare col sangue l'anno arancione, nel bene o nel male. Lo sanno i tifosi, lo sanno i giocatori, lo sa Di Stefano e lo ammette la dirigenza. «Ci aspettano 3 partite importantissime», dice il presidente Fabio Fondatori.
Tre, perché dopo il match interno con la Virtus Poggibonsi, la Pistoiese sarà di scena mercoledì a Barberino del Mugello e domenica 4 di nuovo in casa col Soci (col quale poi si ritroverà anche per gli ottavi di finale di Coppa Italia). «Purtroppo la classifica dice che non si possono perdere altri punti per strada», riconosce Fondatori. «Quanti ne servirebbero? Io ambisco a farne nove in tre gare, è questo il momento di spiccare il volo». Il numero uno della società arancione sa che così dicendo pone un container di responsabilità sulle spalle della squadra, ma è sincero. E non si perita a dire quel che pensa, dando la carota ai suoi uomini, ma usando anche parole che sanno di bastone. «La squadra sta giocando bene, gioca palla a terra, lavora molto con gli esterni, ha talento e si vede. Crea tanto ma purtroppo segna poco, per ora. Credo che sia necessario essere più cattivi sotto porta, più concreti». E magari anche più grintosi. «È esattamente così. Domenica scorsa, tornando in pullman con i ragazzi ho visto gente arrabbiata perché avrebbe voluto vincere a Castelnuovo.
Questo è l'atteggiamento giusto, che però non tutti finora hanno dimostrato». C'è una stoccata diretta verso qualcuno: «Tutti sanno da quando hanno firmato, che vestire questa maglia rappresenta un onore per la storia della società e per la grandezza della città, ma anche una responsabilità per le ambizioni che abbiamo di vincere. La Pistoiese è la Pistoiese, in serie B o in Eccellenza. Chi si sente appagato o non capisce questa ambizione non può far parte del nostro progetto». Fondatori non fa nomi, ma si sente vicino a Di Stefano dopo la sfuriata di mercoledì sera: «La sua arrabbiatura è giusta - dice -. Il tasso tecnico superiore della nostra squadra doveva spiccare, tanto più su un campo grande come quello di Quarrata, dove non c'erano scuse, e invece così non è stato, anche se non si può dimenticare che la squadra è stata allestita a metà agosto, quasi un mese dopo rispetto al Quarrata».
L'attenzione torna sul trittico che è nel menù dei prossimi dieci giorni: «Una cosa, oltre alla nostra cattiveria, sarà fondamentale: è l'apporto dei tifosi. Finora sono stati encomiabili, a Castelnuovo ci hanno seguito in tanti e pure alla prima casalinga al Melani. Ora ci aspettiamo un grande pubblico domenica. Il nostro sogno sarebbe vedere 1500 persone allo stadio, credo sia possibile. La squadra ha bisogno di sentire che la città è con lei e la spinge».
Tre, perché dopo il match interno con la Virtus Poggibonsi, la Pistoiese sarà di scena mercoledì a Barberino del Mugello e domenica 4 di nuovo in casa col Soci (col quale poi si ritroverà anche per gli ottavi di finale di Coppa Italia). «Purtroppo la classifica dice che non si possono perdere altri punti per strada», riconosce Fondatori. «Quanti ne servirebbero? Io ambisco a farne nove in tre gare, è questo il momento di spiccare il volo». Il numero uno della società arancione sa che così dicendo pone un container di responsabilità sulle spalle della squadra, ma è sincero. E non si perita a dire quel che pensa, dando la carota ai suoi uomini, ma usando anche parole che sanno di bastone. «La squadra sta giocando bene, gioca palla a terra, lavora molto con gli esterni, ha talento e si vede. Crea tanto ma purtroppo segna poco, per ora. Credo che sia necessario essere più cattivi sotto porta, più concreti». E magari anche più grintosi. «È esattamente così. Domenica scorsa, tornando in pullman con i ragazzi ho visto gente arrabbiata perché avrebbe voluto vincere a Castelnuovo.
Questo è l'atteggiamento giusto, che però non tutti finora hanno dimostrato». C'è una stoccata diretta verso qualcuno: «Tutti sanno da quando hanno firmato, che vestire questa maglia rappresenta un onore per la storia della società e per la grandezza della città, ma anche una responsabilità per le ambizioni che abbiamo di vincere. La Pistoiese è la Pistoiese, in serie B o in Eccellenza. Chi si sente appagato o non capisce questa ambizione non può far parte del nostro progetto». Fondatori non fa nomi, ma si sente vicino a Di Stefano dopo la sfuriata di mercoledì sera: «La sua arrabbiatura è giusta - dice -. Il tasso tecnico superiore della nostra squadra doveva spiccare, tanto più su un campo grande come quello di Quarrata, dove non c'erano scuse, e invece così non è stato, anche se non si può dimenticare che la squadra è stata allestita a metà agosto, quasi un mese dopo rispetto al Quarrata».
L'attenzione torna sul trittico che è nel menù dei prossimi dieci giorni: «Una cosa, oltre alla nostra cattiveria, sarà fondamentale: è l'apporto dei tifosi. Finora sono stati encomiabili, a Castelnuovo ci hanno seguito in tanti e pure alla prima casalinga al Melani. Ora ci aspettiamo un grande pubblico domenica. Il nostro sogno sarebbe vedere 1500 persone allo stadio, credo sia possibile. La squadra ha bisogno di sentire che la città è con lei e la spinge».
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