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«Pistoia come George Mason»

Elisa Pacini
Tony Skinn, il fosforo del basket pistoiese e nella foto piccola Moretti che l’ha voluto fortemente
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Tony Skinn, il fosforo del basket pistoiese e nella foto piccola Moretti che l’ha voluto fortemente

«Il mio amico Hawkins mi ha detto che la Lega2 è molto dura»

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PISTOIA. È il suo primo anno in Italia, ma Tony Skinn non sembra per niente spaesato. Certo forse sul campo dovrà prendere ancora le misure su diverse cose dal feeling coi compagni ai fischi arbitrali, ma il nuovo play biancorosso parla già da leader.

In questi giorni si è allenato a singhiozzo a causa di un forte mal di schiena dovuto ai carichi della due giorni del torneo "Carrara", come ci spiega il dottor Galli mentre Skinn fa lavoro differenziato. Ma a margine dell'allenamento dei compagni, il play nigeriano d'origine ma americano di formazione cestistica (e di passaporto), parla come chi è già calato nella parte di chi sa di aver molte responsabilità.

Per questo quando gli chiediamo quale sia la sua impressione di Pistoia dopo le due gare con Reggio Emilia e Latina, lui scuote subito la testa pensando alla sua prestazione. Quei cinque falli che all'inizio del quarto tempino della finale, lo hanno costretto ad accomodarsi in panchina lasciando la squadra senza la sua guida e non gli sono ancora andati giù. Qualche differenza tra il metro arbitrale italiano e quello del campionato francese dove ha giocato l'anno scorso? «Penso che nel weekend - dice Skinn - abbiamo giocato due buone partite. Eravamo senza due giocatori importanti, erano le prime gare in cui davvero volevamo vincere ed è stata una buona sfida. I miei cinque falli? E' molto difficile che mi succeda, non sono un giocatore falloso. Non è questione di differenza del metro arbitrale, sono tanti anni che gioco a basket. Ma mi hanno fischiato un fallo quando ho picchiato con un mio compagno - dice mentre indica Basile - e un altro mentre cercavo di difendere la palla».

Tutti i tifosi conoscono del suo curriculum l'anno in cui trascinò il piccolo college statunitense dove è cresciuto (George Mason) alle finali Ncaa. Per Skinn, si può parlare di somiglianze tra quella squadra e i biancorossi. Anche riguardo al suo ruolo. «In questa squadra ci sono molti giocatori giovani - dice il play nigeriano - e so che dovrò essere un leader come lo ero negli Stati Uniti e anche l'anno scorso in Francia. Io so di dover mettere la mia esperienza al servizio della squadra ma l'importante però sarà lavorare ogni giorno insieme e fare un passo dopo l'altro per arrivare pronti all'inizio del campionato. Stiamo lavorando molto e stiamo già crescendo».

Sul campionato, Skinn si è preparato parlando con due suoi grandi amici. «David Hawkins è un mio amico- - dice Skinn - è stato per un pò nella Legadue (quando giocava a Rieti, quest'anno è passato da Milano a Siena, ndr). Lui viene da Washington come me e come Phil Goss. Loro mi hanno parlato di questo campionato e mi hanno detto che è molto duro. Noi siamo una squadra nuova e l'obiettivo è fare meglio una gara dopo l'altra. Ma penso che potremo essere tra le prime otto perché abbiamo grinta e giovinezza».

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