Basket
«Non siamo Usa-dipendenti»
Saverio Melegari
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Basile contro Kellin Rivers durante la finale del CarraraLa Carmatic ha perso la propria imbattibilità nel "Trofeo Carrara" ma i segnali venuti dalla concitata finale contro Latina sono incoraggianti. La squadra ha lottato per 45' senza Slay e Phillips, dimostrando la giusta cattiveria agonistica
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PISTOIA. La Carmatic ha perso la propria imbattibilità nel "Trofeo Carrara" ma i segnali venuti dalla concitata finale contro Latina sono incoraggianti. La squadra ha lottato per 45' senza Slay e Phillips, dimostrando la giusta cattiveria agonistica (bene Berti e Casini), giocando sempre in velocità e aggredendo l'avversario nella propria metà campo. Peccato, allora, per un arbitraggio che ha punito eccessivamente ogni minimo contatto (60 falli in tutto il match sono davvero troppi) e ha surriscaldato senza motivo tutto l'ambiente. Lo stesso Paolo Moretti ha avuto da ridire per alcune decisioni, dimostrando anche lui grinta e voglia di spronare la squadra a fare del proprio meglio.
«Dentro di noi - dice il coach biancorosso - avevamo l'idea che si trattasse di una partita normale e non di precampionato per l'atteggiamento da mettere sul parquet. Peccato per il risultato finale, però ho visto tante cose buone: abbiamo sofferto perché le rotazioni erano poche e quindi ho gettato nella mischia per più minuti i giovani che si sono ritagliati uno spazio diverso dal solito "garbage time". Ho avuto conferme da Infanti, Casini e Toppo che dimostrano di essere già vicini al top, ma tutti si sono comportati al meglio. Sulle nostre gambe pesavano anche i carichi di lavoro di questa prima parte di preparazione che può considerarsi conclusa. Adesso c'è bisogno di una maggiore brillantezza atletica e dovremo andare a lavorare sui dettagli dal punto di vista tattico». Una sconfitta, quella con Latina, arrivata dopo un overtime contro una squadra data da tutti per spacciata un mese prima dell'inizio del campionato ma che cerca di sopperire alle proprie lacune menando come fabbri. E anche Pistoia si è abituata a questo tipo di gioco, colpendo da tre quando possibile. «Oltre alle assenze - continua Moretti - con il loro modo di giocare era inevitabile che la situazione-falli divenisse piuttosto deficitaria. Negli ultimi otto secondi, però, ho visto negli occhi dei ragazzi la voglia di soffrire e una squadra che non molla mai mi fa senz'altro pensare positivo. Dall'altra parte, ci sono le 29 palle perse che sono davvero tante, così come le difficoltà a superare la metà campo quando non riusciamo a correre. Ci vuole, complessivamente, una migliore gestione dei possessi e con il rientro di Phillips e Slay potremo affinare meglio i nostri schemi».
A venti giorni dalla partenza della nuova avventura in LegaDue, qual è il Moretti-pensiero su chi dovrà decidere le partite? «In questa due giorni - chiosa l'allenatore biancorosso - l'unica punta era Skinn che è sempre stato contenuto. Con il rientro di Slay saranno due i pericoli da tener d'occhio per gli altri e ci si potrà inserire maggiormente negli spazi liberi. 84 punti contro Reggio e 83 contro Latina dimostrano che gli altri ci sono e non dipendiamo esclusivamente dai due americani».
Saverio Melegari
«Dentro di noi - dice il coach biancorosso - avevamo l'idea che si trattasse di una partita normale e non di precampionato per l'atteggiamento da mettere sul parquet. Peccato per il risultato finale, però ho visto tante cose buone: abbiamo sofferto perché le rotazioni erano poche e quindi ho gettato nella mischia per più minuti i giovani che si sono ritagliati uno spazio diverso dal solito "garbage time". Ho avuto conferme da Infanti, Casini e Toppo che dimostrano di essere già vicini al top, ma tutti si sono comportati al meglio. Sulle nostre gambe pesavano anche i carichi di lavoro di questa prima parte di preparazione che può considerarsi conclusa. Adesso c'è bisogno di una maggiore brillantezza atletica e dovremo andare a lavorare sui dettagli dal punto di vista tattico». Una sconfitta, quella con Latina, arrivata dopo un overtime contro una squadra data da tutti per spacciata un mese prima dell'inizio del campionato ma che cerca di sopperire alle proprie lacune menando come fabbri. E anche Pistoia si è abituata a questo tipo di gioco, colpendo da tre quando possibile. «Oltre alle assenze - continua Moretti - con il loro modo di giocare era inevitabile che la situazione-falli divenisse piuttosto deficitaria. Negli ultimi otto secondi, però, ho visto negli occhi dei ragazzi la voglia di soffrire e una squadra che non molla mai mi fa senz'altro pensare positivo. Dall'altra parte, ci sono le 29 palle perse che sono davvero tante, così come le difficoltà a superare la metà campo quando non riusciamo a correre. Ci vuole, complessivamente, una migliore gestione dei possessi e con il rientro di Phillips e Slay potremo affinare meglio i nostri schemi».
A venti giorni dalla partenza della nuova avventura in LegaDue, qual è il Moretti-pensiero su chi dovrà decidere le partite? «In questa due giorni - chiosa l'allenatore biancorosso - l'unica punta era Skinn che è sempre stato contenuto. Con il rientro di Slay saranno due i pericoli da tener d'occhio per gli altri e ci si potrà inserire maggiormente negli spazi liberi. 84 punti contro Reggio e 83 contro Latina dimostrano che gli altri ci sono e non dipendiamo esclusivamente dai due americani».
Saverio Melegari
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