Sicurezza
CARMATIC AL VIA
Il sogno sono i playoff
Giulio Corsi
La voglia di basket di una città si vede anche da queste cose: martedì pomeriggio di pieno agosto, forse la giornata più bollente dell'intera estate. Il termometro fermo sui 35 gradi nonostante l'orologio segni le 18
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PISTOIA. La voglia di basket di una città si vede anche da queste cose: martedì pomeriggio di pieno agosto, forse la giornata più bollente dell'intera estate. Il termometro fermo sui 35 gradi nonostante l'orologio segni le 18. Il PalaFermi che sembra un forno a microonde, ma la gente di Pistoia che neanche se ne accorge e con la camicia fradicia e la fronte gocciolante si siede tranquilla tranquilla in tribuna per poter ammirare Fiorello Toppo abbronzatissimo dal sole dell'Isola d'Elba e così nero che qualcuno lo scambia per il terzo black della Carmatic, per poter vedere per la prima volta Tony Skinn, l'uomo che fece grande uno dei college più piccoli dell'Ncaa, smistare cinque a destra e manca e guardare incuriosito i ferri di via Fermi, per potersi gustare la faccia bianca-latte di Willy Phillips e immaginarlo nei panni del futuro bisonte dell'area biancorossa, lui così disorientato, forse timido in questa sua prima volta, ma pronto a regalare sorrisi e gentilezze a tutti, e poi il gaucho Casini che ormai si sente davvero a casa, la cresta nera di Alex Infanti e i capelli ritti di Basile, e soprattutto la faccia serena di Paolo Moretti, che così serena non si era mai vista da gennaio. Manca solo Tamar Slay, il colpo che mezza LegaDue invidia a Pistoia, fermato da un problema di passaporto che non può non esserci nel curriculum di un americano doc, ma nessuno quasi se ne accorge. «Arriverà nel fine settimana», garantisce il ds Giulio Iozzelli. Probabilmente venerdì per scendere sul parquet sabato. Poco più in là il capitano ci scherza su, giocando con la sua abbronzatura "eritrea": «Mi hanno detto, "Fiore, Slay è in ritardo, pensaci te". Ed eccomi qua: il sole di Pomonte mi ha dato una bella mano». Poi Toppo, sbarcato poche ore prima dalla sua vacanza elbana, torna serio: «Sono molto contento, vedo entusiasmo tra i ragazzi e nella gente, sono contento perché l'organico mi piace e mi convince la scelta di utilizzare i giovani, è così che si fanno i progetti a lungo termine. In campionato vedo due, tre squadre che hanno allestito dei grandi roster spendendo molto, ma non so se riusciranno a trovare l'equilibrio di una Varese dell'anno scorso o di una Ferrara di due anni fa. Noi? Spero che la fortuna non ci dia addosso come l'anno scorso, il resto sarà tutto nelle nostre mani».
Non parla di obiettivi, il capitano, ma per quelli c'è il coach. Paolo Moretti è felice, questa squadra l'ha costruita lui, e non si nasconde dietro alle parole: «A cosa puntiamo? Intanto a lavorare attorno a un progetto insieme a giocatori giovani che hanno ambizione e voglia di crescere, e poi a creare attaccamento col pubblico, identità coi tifosi giocando un basket che possa piacere, che possa divertire, che coinvolga la gente». E l'obiettivo in classifica? «Emergere dal gruppo di seconda fascia della LegaDue. Sulla carta ci sono otto squadre superiori, ci auguriamo di essere in cima alle altre». Tradotto significa puntare ai playoff? Moretti annuisce: «Il nono posto (l'ultimo utile per giocarsi il salto in A ndr) per noi equivarrà a una promozione e ci proveremo, consapevoli che nella nostra fascia ci sono squadre come Pavia, Jesi, Imola che possono fare qualcosa in più». L'ex golden boy diventato allenatore ha in mente una Carmatic diversa da quella dell'anno scorso, anche quando parla di squadra che saprà divertire: «Vedremo sul campo, ma nel Dna di questi giocatori ci sono ritmi sostenuti, tanti possessi, punteggi alti. L'idea mia è quella di una squadra che sappia correre e che riesca ad andare al tiro anche prima che le difese si schierino, ma per questo c'è tempo».
I duecento e passa tifosi sono ancora sulle tribune ad aspettare la squadra che si prepara ad uscire dal sottopassaggio. Arrivano i soci, gli sponsor, i dirigenti. Ci sono quasi tutti. Ugo Baldi, ad della Conad, con un completo chiaro: «Visto quanta gente? C'è entusiasmo in città, siamo contenti. La nostra presenza? Questo più che un consiglio è un gruppo di amici», dice indicando il vice presidente Lucchesi. Poco più in là c'è il giemme Bulgarelli: «Ai nastri di partenza vedo davanti a tutti Venezia, Brindisi, Casale e Veroli. Peccato che non ci sia la Fortitudo. Noi? Puntiamo ai playoff». Tra i più emozionati il presidente Maltinti: «Ho respirato l'entusiasmo di Moretti. La squadra è quella che immaginava lui a inizio estate e io ho grande fiducia nel suo modo di fare basket».
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