Sicurezza
Pistoiese verso il baratro. L’ex presidente non si sente in colpa per aver lasciato la società all’imprenditore emiliano
Braccialini attacca: colpa del Comune
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Massimiliano Braccialini quando ancora era presidente del club arancione«Io dal sindaco Berti non ci vado, non ho da spiegare nulla»
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PISTOIA. Dopo aver saputo della convocazione da parte dell'assessore allo sport Mario Tuci, per stamattina, Massimiliano Braccialini annuncia che non se ne farà di nulla e che lui dal sindaco Berti non intende presentarsi.
Affermazione perentoria che poi precisa. «Non ho da spiegare nulla - prosegue - perché l'amministrazione pubblica sapeva tutto. Sapeva della cessione della società e sapeva a chi abbiamo venduto, tanto è vero che - e tira fuori un foglietto, evidenziato in rosa in alune sue parti - il sindaco in quell'occasione aveva dichiarato che aveva incontrato il signor Bortolotti, del quale aveva avuto una buona impressione e che pensava potesse contribuire al rilancio della Pistoiese. Se ho sbagliato a giudicare il signor Roberto Bortolotti, non sono certo stato il solo».
Insomma, una chiamata in causa diretta dell'amministrazione comunale, ritenuta corresponsabile nell'aver affidato la società cittadina a una dirigenza che ha fallito (almeno finora) nell'obiettivo più semplice, l'iscrizione al campionato.
Ma Massimiliano Braccialini spiega anche alcuni dettagli sulla cessione della società al gruppo Bortolotti, proprio mentre dichiara che non immaginava di dover incotrnare ancora la stampa. È in compagnia del padre Romano e del fratello Emanuele quando spiega la situazione economica della Pistoiese al momento della cessione.
«Il passaggio - dice - è avenuto al prezzo simbolico di 1 euro, con la benedizione del Comune. Il bilancio in quel momento era composto da una parte di debiti per circa 900.000 euro ed una parte di crediti, ancora oggi esistente, di circa 300.000 euro. Crediti che potranno essere utilizzati solo a settembre, però. In più, c'erano anche i circa 200.000 euro utilizzati da Bortolotti per pagare gli stipendi ed ottenere le liberatorie. Quindi, in totale c'erano circa 500.000 euro di crediti, di cui 200.000 già utilizzati. Inoltre, ed anche quella scade a settembre, quando saranno pagati gli stipendi di maggio e giungo, c'è una fideiussione di 207.000 euro che abbiamo fatto noi l'anno scorso. Il passivo al momento della cessione era di circa 600.000 euro, una cifra irrisoria nel cacio attuale, se è vero che per i conti del Pisa, per fare un esempio, si parla di alcuni milioni di euro».
Quindi, una gestione sana. «Quest'anno - sintetizza - non abbiamo speso nulla, tenendo conto delle valorizzazioni e del minutaggio dei giovani. Quindi mi pare strano che la società non sia riuscita ad iscriversi solo perchè mancava una fideiussione di 100.000 euro. Non apisco nemmeno io il comportamento del Bortolotti».
«il Bortolotti - prosegue - deve delle spiegazioni a noi e alla città. Qaundo l'abbiamo incontrato ci ha detto che aveva grandi progetti, che avrebbe provveduto all'iscrizione, così come alla domanda di ripescaggio. Che avrebbe presentato entro pochi giorni il suo staff, già pronto, i suoi soci, ci ha detto anche che era appoggiato da politici, tra l'altro dello stesso colore politico dell'amministrazione comunale di Pistoia. Che, inoltre, avrebbe provveduto a fare investimenti nella nostra zona. Insomma cose che ci hanno fatto pensare ad un imprenditore concreto e solido. Nulla lasciava immaginare che non fosse in grado di iscrivere la società».
Ma subito dopo parte un altro attacco al sindaco. «Comunque - insiste - l'amministrazione comunale non è stata in grado di trovare una fideiussione di soli 100.000 euro, per garantire l'iscrizione della Pistoiese. Vorrei capire, quindi, come potrà giustificare l'investimento di 800.000 euro per i tornelli e l'aumento dell'affitto a 135.000 euro. Qual è la squadra dilettantistica che potrà permetterselo».
Infine, si scarica ogni responsabilità. «Noi non vogliamo entrarci nulla - conclude - con quanto sta succedendo alla Pistoiese. Se ci sono responsabilità sono da attribuire a Bortolotti, all'amministrazione e ai soci di minoranza». (r.a.)
Affermazione perentoria che poi precisa. «Non ho da spiegare nulla - prosegue - perché l'amministrazione pubblica sapeva tutto. Sapeva della cessione della società e sapeva a chi abbiamo venduto, tanto è vero che - e tira fuori un foglietto, evidenziato in rosa in alune sue parti - il sindaco in quell'occasione aveva dichiarato che aveva incontrato il signor Bortolotti, del quale aveva avuto una buona impressione e che pensava potesse contribuire al rilancio della Pistoiese. Se ho sbagliato a giudicare il signor Roberto Bortolotti, non sono certo stato il solo».
Insomma, una chiamata in causa diretta dell'amministrazione comunale, ritenuta corresponsabile nell'aver affidato la società cittadina a una dirigenza che ha fallito (almeno finora) nell'obiettivo più semplice, l'iscrizione al campionato.
Ma Massimiliano Braccialini spiega anche alcuni dettagli sulla cessione della società al gruppo Bortolotti, proprio mentre dichiara che non immaginava di dover incotrnare ancora la stampa. È in compagnia del padre Romano e del fratello Emanuele quando spiega la situazione economica della Pistoiese al momento della cessione.
«Il passaggio - dice - è avenuto al prezzo simbolico di 1 euro, con la benedizione del Comune. Il bilancio in quel momento era composto da una parte di debiti per circa 900.000 euro ed una parte di crediti, ancora oggi esistente, di circa 300.000 euro. Crediti che potranno essere utilizzati solo a settembre, però. In più, c'erano anche i circa 200.000 euro utilizzati da Bortolotti per pagare gli stipendi ed ottenere le liberatorie. Quindi, in totale c'erano circa 500.000 euro di crediti, di cui 200.000 già utilizzati. Inoltre, ed anche quella scade a settembre, quando saranno pagati gli stipendi di maggio e giungo, c'è una fideiussione di 207.000 euro che abbiamo fatto noi l'anno scorso. Il passivo al momento della cessione era di circa 600.000 euro, una cifra irrisoria nel cacio attuale, se è vero che per i conti del Pisa, per fare un esempio, si parla di alcuni milioni di euro».
Quindi, una gestione sana. «Quest'anno - sintetizza - non abbiamo speso nulla, tenendo conto delle valorizzazioni e del minutaggio dei giovani. Quindi mi pare strano che la società non sia riuscita ad iscriversi solo perchè mancava una fideiussione di 100.000 euro. Non apisco nemmeno io il comportamento del Bortolotti».
«il Bortolotti - prosegue - deve delle spiegazioni a noi e alla città. Qaundo l'abbiamo incontrato ci ha detto che aveva grandi progetti, che avrebbe provveduto all'iscrizione, così come alla domanda di ripescaggio. Che avrebbe presentato entro pochi giorni il suo staff, già pronto, i suoi soci, ci ha detto anche che era appoggiato da politici, tra l'altro dello stesso colore politico dell'amministrazione comunale di Pistoia. Che, inoltre, avrebbe provveduto a fare investimenti nella nostra zona. Insomma cose che ci hanno fatto pensare ad un imprenditore concreto e solido. Nulla lasciava immaginare che non fosse in grado di iscrivere la società».
Ma subito dopo parte un altro attacco al sindaco. «Comunque - insiste - l'amministrazione comunale non è stata in grado di trovare una fideiussione di soli 100.000 euro, per garantire l'iscrizione della Pistoiese. Vorrei capire, quindi, come potrà giustificare l'investimento di 800.000 euro per i tornelli e l'aumento dell'affitto a 135.000 euro. Qual è la squadra dilettantistica che potrà permetterselo».
Infine, si scarica ogni responsabilità. «Noi non vogliamo entrarci nulla - conclude - con quanto sta succedendo alla Pistoiese. Se ci sono responsabilità sono da attribuire a Bortolotti, all'amministrazione e ai soci di minoranza». (r.a.)
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