Il dolore
pistoia sport
«Sono rimasto perché è casa mia»
◗
Phillips con Moretti: il binomio si comporrà di nuovo?«Se non ci sono molti soldi non significa che non faremo un buon campionato»
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Il mercato della Carmatic si è messo in movimento con gli acquisti di Berti e Canavesi, ma non c'è dubbio: il primo colpo vero la società biancorossa l'ha fatto con la conferma (biennale) di Fiorello Toppo, l'uomo su cui Moretti fin da maggio aveva detto di voler ripartire per costruire la "sua" Carmatic.
D'altra parte sotto le plance è stato tra i pochi lunghi italiani ad essersi distinti in Legadue. E sarebbe stato un suicidio lasciarselo portare via nonostante il telefono del suo procuratore sia squillato a raffica. L'ufficialità dell'accordo per la sesta stagione del capitano a Pistoia è arrivata lo scorso weekend dopo un tira e molla dovuto solo alla definizione dei dettagli economici visto che in via Fermi si è più volte dichiarato di non potersi permettere colpi di testa finanziari. E così Toppo ha scelto la sua strada, una strada che ricorda storie di un basket che fu. Pistoia l'ha fatto conoscere ed esplodere come giocatore e ora ne vuole diventare una bandiera, sulla scia di Crippa o Minto.
Cosa vuol dire per un giocatore richiesto come lei, accettare un contratto ribassato?
«Non mi sono mai messo veramente sul mercato anche si le offerte sono comunque arrivate, anche da squadre importanti di Legadue molto ambiziose o da società che potevano darmi maggiori gratificazioni economiche. Sul piatto della bilancia ho messo altre cose: il fatto che Pistoia sia una società solida, che voglia far bene a lungo termine, che ci sia un coach che stimo che subito dopo la fine del campionato mi ha mostrato la sua soddisfazione per la mia stagione. Ha contato il fatto di essere il giocatore con più presenze a vestire questa maglia. E così, mia unica preoccupazione era trovare un accordo che andasse bene ad entrambe le parti»".
Lei non aveva negato le sue ambizioni per la prossima stagione. Ma l'aria che tira in via Fermi è di austerity...
«Se non ci sono tanti soldi come da altre piazze, questo non impedisce che si possa fare un buon campionato. Per me il grande stimolo per la prossima stagione è la voglia di rivalsa sul campionato di quest'anno. Questo mi spinge già a lavorare per traguardi ambiziosi. Il coach è molto presente nella campagna acquisti e mi sembra che stia cercando di dare maggior equilibrio possibile alla squadra cercando di costruire un nucleo di giocatori italiani. Tutto dipenderà dalla voglia di allenarsi insieme».
Come vede Pistoia in un basket in crisi economica che quest'anno ha perso un pezzo da novanta come Livorno?
«Pistoia è una realtà più solida perché il budget non viene da un solo socio. Come giocatori, non possiamo chiedere in questo momento sforzi troppo grandi alle società. Per la mia scelta, ha contato molto il fatto che Pistoia sia una società lungimirante, che non fa un passo più lungo della sua gamba. Per questo quest'anno ho firmato un biennale».
Un biennale a 29 anni per lei che ha sempre firmato contratti di 12 mesi è una dichiarazione di fedeltà di quelle vecchio stile...
«Voglio legare il mio nome con questa città che ormai sento casa mia. A breve termine il mio obiettivo è fare un buon campionato ma a lungo termine ho un sogno ovvero raggiungere il campionato maggiore con Pistoia. Adesso non è facile da realizzare ma io ci credo».
D'altra parte sotto le plance è stato tra i pochi lunghi italiani ad essersi distinti in Legadue. E sarebbe stato un suicidio lasciarselo portare via nonostante il telefono del suo procuratore sia squillato a raffica. L'ufficialità dell'accordo per la sesta stagione del capitano a Pistoia è arrivata lo scorso weekend dopo un tira e molla dovuto solo alla definizione dei dettagli economici visto che in via Fermi si è più volte dichiarato di non potersi permettere colpi di testa finanziari. E così Toppo ha scelto la sua strada, una strada che ricorda storie di un basket che fu. Pistoia l'ha fatto conoscere ed esplodere come giocatore e ora ne vuole diventare una bandiera, sulla scia di Crippa o Minto.
Cosa vuol dire per un giocatore richiesto come lei, accettare un contratto ribassato?
«Non mi sono mai messo veramente sul mercato anche si le offerte sono comunque arrivate, anche da squadre importanti di Legadue molto ambiziose o da società che potevano darmi maggiori gratificazioni economiche. Sul piatto della bilancia ho messo altre cose: il fatto che Pistoia sia una società solida, che voglia far bene a lungo termine, che ci sia un coach che stimo che subito dopo la fine del campionato mi ha mostrato la sua soddisfazione per la mia stagione. Ha contato il fatto di essere il giocatore con più presenze a vestire questa maglia. E così, mia unica preoccupazione era trovare un accordo che andasse bene ad entrambe le parti»".
Lei non aveva negato le sue ambizioni per la prossima stagione. Ma l'aria che tira in via Fermi è di austerity...
«Se non ci sono tanti soldi come da altre piazze, questo non impedisce che si possa fare un buon campionato. Per me il grande stimolo per la prossima stagione è la voglia di rivalsa sul campionato di quest'anno. Questo mi spinge già a lavorare per traguardi ambiziosi. Il coach è molto presente nella campagna acquisti e mi sembra che stia cercando di dare maggior equilibrio possibile alla squadra cercando di costruire un nucleo di giocatori italiani. Tutto dipenderà dalla voglia di allenarsi insieme».
Come vede Pistoia in un basket in crisi economica che quest'anno ha perso un pezzo da novanta come Livorno?
«Pistoia è una realtà più solida perché il budget non viene da un solo socio. Come giocatori, non possiamo chiedere in questo momento sforzi troppo grandi alle società. Per la mia scelta, ha contato molto il fatto che Pistoia sia una società lungimirante, che non fa un passo più lungo della sua gamba. Per questo quest'anno ho firmato un biennale».
Un biennale a 29 anni per lei che ha sempre firmato contratti di 12 mesi è una dichiarazione di fedeltà di quelle vecchio stile...
«Voglio legare il mio nome con questa città che ormai sento casa mia. A breve termine il mio obiettivo è fare un buon campionato ma a lungo termine ho un sogno ovvero raggiungere il campionato maggiore con Pistoia. Adesso non è facile da realizzare ma io ci credo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
