Toscana
pistoia sport
Gli ultrà si danno le regole «Via i violenti dalla curva»
Saverio Melegari
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La curva Pistoia, covo storico del tifo biancorosso, si è data delle regoleTifosi violenti? Non devono gravitare intorno al PalaFermi. Insulti pesanti e contatti con gli ultras delle altre squadre? No, grazie. Ognuno rimanga al proprio posto: gli sfottò sì, ma niente di più. Uno stimolo verso tutto il pubblico di fede biancorossa, anche quello più da salotto che vuole vedere la partita seduto e compassato, a far sentire la propria voce ed incitare quanto più possibile Toppo e compagni. Nasce con questi intenti lo statuto sociale della "Baraonda Biancorossa", la tifoseria non ultras che dallo scorso febbraio anima il contorno delle partite della Carmatic.
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PISTOIA. Tifosi violenti? Non devono gravitare intorno al PalaFermi. Insulti pesanti e contatti con gli ultras delle altre squadre? No, grazie. Ognuno rimanga al proprio posto: gli sfottò sì, ma niente di più. Uno stimolo verso tutto il pubblico di fede biancorossa, anche quello più da salotto che vuole vedere la partita seduto e compassato, a far sentire la propria voce ed incitare quanto più possibile Toppo e compagni. Nasce con questi intenti lo statuto sociale della "Baraonda Biancorossa", la tifoseria non ultras che dallo scorso febbraio anima il contorno delle partite della Carmatic. Contorno fino ad un certo punto, visto che spesso nelle sfide casalinghe i tifosi hanno dato quel qualcosa in più ai ragazzi di Moretti per raggiungere la salvezza.
Per ora, il direttivo è composto da un presidente, Federico Leporatti, due vicepresidenti, Matteo Gori e Federico Flori, quattordici consiglieri e un cassiere. C'è una sede, provvisoria, che è il circolo Mcl di Chiazzano e gli obiettivi sono piuttosto semplici: far sì che il movimento cresca, che la curva Pistoia possa essere in grado di trasformare il PalaFermi in un catino ancora più infuocato di quanto lo sia attualmente e, soprattutto, avere regole certe di comportamento. Tutti coloro che vorranno diventare soci potranno sottoscrivere la tessera associativa ed entrare a far parte del consiglio stesso.
«Il punto di partenza - dice il presidente del club, Federico Leporatti - è che si riesca a diffondere l'educazione verso i più giovani e che essi stessi siano presenti in curva la domenica a cantare. Ripudiamo la violenza e il confronto diretto con le altre tifoserie: ci sono gli sfottò, ma niente di più. La "Baraonda" non è una associazione lucrativa: lo facciamo soltanto per passione e per la città ed è per questo che saranno organizzati anche eventi collaterali come raccolte di beneficenza (nell'ultima di campionato contro Sassari in tutto il palazzo furono raccolti 1.065 euro per l'Abruzzo, ndr), sostegno socio-umanitario e il mantenimento in vita del club. Nessuno si intasca nemmeno un euro, ma tutto serve per le trasferte, striscioni, coreografie e quant'altro».
Un altro aspetto non di poco conto, però, è quello di ricucire i rapporti che ci sono all'interno della curva. Dopo lo scioglimento dei Red Devils, si sono creati nella seconda parte del campionato due gruppi distinti che, in alcune occasioni, hanno fatto vedere una brutta immagine, con cori separati e quant'altro. «Siamo disposti - prosegue Leporatti - ad avere un confronto con l'altro gruppo per eliminare gli sgradevoli episodi di tifo diviso e che sia basato sul rispetto reciproco».
Di queste regole non può che esserne felice anche la società. «La nascita di nuovi club è sempre un fatto positivo - spiega il presidente della Carmatic, Roberto Maltinti - e con un minimo di collaborazione e di dialogo da parte di tutti ci saranno senz'altro dei benefici perché si possa avere un ambiente sano e concentrato sul bene della squadra».
Per ora, il direttivo è composto da un presidente, Federico Leporatti, due vicepresidenti, Matteo Gori e Federico Flori, quattordici consiglieri e un cassiere. C'è una sede, provvisoria, che è il circolo Mcl di Chiazzano e gli obiettivi sono piuttosto semplici: far sì che il movimento cresca, che la curva Pistoia possa essere in grado di trasformare il PalaFermi in un catino ancora più infuocato di quanto lo sia attualmente e, soprattutto, avere regole certe di comportamento. Tutti coloro che vorranno diventare soci potranno sottoscrivere la tessera associativa ed entrare a far parte del consiglio stesso.
«Il punto di partenza - dice il presidente del club, Federico Leporatti - è che si riesca a diffondere l'educazione verso i più giovani e che essi stessi siano presenti in curva la domenica a cantare. Ripudiamo la violenza e il confronto diretto con le altre tifoserie: ci sono gli sfottò, ma niente di più. La "Baraonda" non è una associazione lucrativa: lo facciamo soltanto per passione e per la città ed è per questo che saranno organizzati anche eventi collaterali come raccolte di beneficenza (nell'ultima di campionato contro Sassari in tutto il palazzo furono raccolti 1.065 euro per l'Abruzzo, ndr), sostegno socio-umanitario e il mantenimento in vita del club. Nessuno si intasca nemmeno un euro, ma tutto serve per le trasferte, striscioni, coreografie e quant'altro».
Un altro aspetto non di poco conto, però, è quello di ricucire i rapporti che ci sono all'interno della curva. Dopo lo scioglimento dei Red Devils, si sono creati nella seconda parte del campionato due gruppi distinti che, in alcune occasioni, hanno fatto vedere una brutta immagine, con cori separati e quant'altro. «Siamo disposti - prosegue Leporatti - ad avere un confronto con l'altro gruppo per eliminare gli sgradevoli episodi di tifo diviso e che sia basato sul rispetto reciproco».
Di queste regole non può che esserne felice anche la società. «La nascita di nuovi club è sempre un fatto positivo - spiega il presidente della Carmatic, Roberto Maltinti - e con un minimo di collaborazione e di dialogo da parte di tutti ci saranno senz'altro dei benefici perché si possa avere un ambiente sano e concentrato sul bene della squadra».
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