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Il sindaco prende la situazione in mano
Più passa il tempo, più la situazione diventa complicata. Il salvataggio della Pistoiese è una corsa contro i minuti.
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PISTOIA. Più passa il tempo, più la situazione diventa complicata. Il salvataggio della Pistoiese è una corsa contro i minuti. Nessun calciatore è stato fino ad oggi convocato per la firma delle liberatorie, atto indispensabile alla prosecuzione del sodalizio arancione. Al lavoro, come è noto, sono i due commercialisti incaricati dalla famiglia Braccialini, Edoardo Franceschi e Luca Iozzelli, e l'amministrazione comunale. Un lavoro duro e da dover fare in fretta.
Proprio per questo di soluzioni valide all'orizzonte non se ne prospettano, salvo quella che avevamo indicato sul nostro giornale nei giorni scorsi. Una soluzione ponte, in grado di assicurare la sopravvivenza della società in vista di un passaggio di mano che potrebbe avvenire anche con un maggior lasso di tempo a disposizione. Dunque, sfruttando la disponibilità di alcuni imprenditori pistoiesi, ai quali se ne potrebbero aggiungere anche altri. Da ieri tra questi si può annoverare anche Romeo Dozzi. «Aspetto novità - dice l'accompagnatore della squadra, imprenditore edile - come tutti, ma resto a disposizione anche per un eventuale intervento diretto in società, naturalmente insieme ad altri».
La sua disponibilità si aggiunge a quelle già note di Rodolfo Banchi, Orazio Ferrari e Vannino Vannucci. Ma circola voce anche di altri industriali coinvolti. Insomma, un pool di uomini in grado di mettere insieme un capitale importante e rappresentati da un gestore, una figura istituzionale ma tecnicamente esperta (come il dottor Bonechi) in grado di compiere le operazioni necessarie a dare continuità alla società. La trattativa vera e propria per il passaggio di proprietà, quindi, potrebbe slittare di qualche tempo. Questi imprenditori, tutti attaccati ai colori arancioni, potrebbero restare nella compagine anche dopo il passaggio di mano ai vertici. Si cerca, quindi, un leader in grado di condurre il gruppo. Oggi intanto il sindaco Berti ha convocato la stampa, argomento la Pistoiese. (R.A.)
Proprio per questo di soluzioni valide all'orizzonte non se ne prospettano, salvo quella che avevamo indicato sul nostro giornale nei giorni scorsi. Una soluzione ponte, in grado di assicurare la sopravvivenza della società in vista di un passaggio di mano che potrebbe avvenire anche con un maggior lasso di tempo a disposizione. Dunque, sfruttando la disponibilità di alcuni imprenditori pistoiesi, ai quali se ne potrebbero aggiungere anche altri. Da ieri tra questi si può annoverare anche Romeo Dozzi. «Aspetto novità - dice l'accompagnatore della squadra, imprenditore edile - come tutti, ma resto a disposizione anche per un eventuale intervento diretto in società, naturalmente insieme ad altri».
La sua disponibilità si aggiunge a quelle già note di Rodolfo Banchi, Orazio Ferrari e Vannino Vannucci. Ma circola voce anche di altri industriali coinvolti. Insomma, un pool di uomini in grado di mettere insieme un capitale importante e rappresentati da un gestore, una figura istituzionale ma tecnicamente esperta (come il dottor Bonechi) in grado di compiere le operazioni necessarie a dare continuità alla società. La trattativa vera e propria per il passaggio di proprietà, quindi, potrebbe slittare di qualche tempo. Questi imprenditori, tutti attaccati ai colori arancioni, potrebbero restare nella compagine anche dopo il passaggio di mano ai vertici. Si cerca, quindi, un leader in grado di condurre il gruppo. Oggi intanto il sindaco Berti ha convocato la stampa, argomento la Pistoiese. (R.A.)
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