Lavoro
Violenza sessuale su una minore: chiesti due anni per un barista
La procura di Pistoia contesta anche la cessione di hashish alla ragazza: la ricostruzione della difesa riconduce gli eventuali contatti a gesti involontari
QUARRATA. Due episodi di presunta violenza sessuale e una cessione di hashish a una ragazza allora minorenne. Sono le accuse al centro del processo a carico di un barista di 48 anni, titolare di un’attività nel Quarratino, per il quale il pubblico ministero Giuseppe Grieco, procuratore vicario di Pistoia, ha chiesto una condanna a due anni di reclusione e 800 euro di multa.
L’udienza
L’udienza si è svolta ieri, venerdì, davanti al Tribunale collegiale di Pistoia. L’uomo, nato nel 1978, è imputato per violenza sessuale, ai sensi dell’articolo 609 bis del codice penale, e per cessione di sostanza stupefacente, contestata ai sensi dell’articolo 73 del testo unico sugli stupefacenti. Per entrambe le contestazioni viene indicata l’aggravante del fatto commesso ai danni di persona minorenne. La ragazza indicata come persona offesa è nata nel 2007 e, nel 2022, anno a cui risalgono gli episodi contestati, non aveva ancora compiuto 18 anni.
La ricostruzione dell’accusa
Secondo la ricostruzione prospettata dall’accusa, i due episodi contestati come violenza sessuale sarebbero avvenuti nei pressi del locale. Uno degli episodi al centro dell’istruttoria riguarda una bicicletta. L’uomo si sarebbe offerto di prestarla alla ragazza e, mentre lei saliva sul mezzo, sarebbe avvenuto il contatto che la giovane ha poi denunciato come un palpeggiamento. La Procura ritiene che quel gesto, insieme all’altro episodio contestato, integri una condotta di violenza sessuale.
Nello stesso periodo, sempre secondo l’accusa, sarebbe avvenuta anche la cessione di hashish alla ragazza. È l’ulteriore contestazione formulata a carico del quarantottenne, aggravata – come quella relativa alla violenza sessuale – dalla minore età della persona indicata come offesa.
Al termine della requisitoria, il procuratore vicario Giuseppe Grieco ha chiesto che l’imputato sia condannato a due anni di reclusione e al pagamento di una multa di 800 euro. La richiesta riguarda il complesso delle accuse contestate nel procedimento e non costituisce una decisione del Tribunale.
La difesa
La linea della difesa, rappresentata dall’avvocata Caterina Fedi del Foro di Pistoia, è di segno opposto. L’imputato nega i fatti contestati. La ricostruzione difensiva esclude che siano avvenuti comportamenti sessuali volontari e riconduce gli eventuali contatti a gesti involontari; viene contestata anche l’ipotesi di cessione di stupefacente.
Sarà ora il Tribunale collegiale a valutare il materiale raccolto nel dibattimento, le dichiarazioni acquisite e le tesi contrapposte dell’accusa e della difesa. Solo con la sentenza verrà stabilito se le accuse risultino provate oltre ogni ragionevole dubbio e se l’uomo dovrà rispondere dei reati contestati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
