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Da Pistoia i Frecciarossa per il tunnel sotto la Manica

di Tiziana Gori

	Lo stabilimento Hitachi e un Frecciarossa
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Lo stabilimento Hitachi e un Frecciarossa

L’Alta velocità Parigi-Londra sarà una realtà a partire dal 2029. Il sindacato all’azienda: «Hitachi lavori con noi al futuro. Creiamo un mix generazionale, servono ingegneri»

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PISTOIA. I nuovi Frecciarossa destinati anche al futuro collegamento tra Parigi e Londra, attraverso il tunnel della Manica, nasceranno a Pistoia. La novità è emersa dal direttivo della Fim Cisl nello stabilimento Hitachi Rail di via Ciliegiole: il gruppo Fs, attraverso Trenitalia France, ha affidato a Hitachi Rail una commessa per 19 treni ad alta velocità destinati a rafforzare la presenza francese del gruppo ferroviario italiano e a preparare il progetto sulla Manica.

I tempi

I convogli saranno realizzati a partire dal 2027 e avranno una configurazione nuova rispetto ai Frecciarossa attualmente in servizio. Andranno a potenziare i collegamenti Parigi-Milano, Parigi-Lione e Parigi-Marsiglia e saranno predisposti anche per il futuro servizio Parigi-Londra. L’obiettivo del gruppo Fs è far partire quest’ultima relazione nel 2029, entrando così in un mercato che oggi ha un solo operatore: i collegamenti passeggeri ad alta velocità attraverso il tunnel della Manica sono infatti effettuati da Eurostar. Il progetto di Trenitalia France richiede ancora verifiche tecniche, autorizzazioni e l’accesso alle reti ferroviarie francese e britannica ma la data per l’entrata in servizio è stabilita: 2029.

La nuova commessa rientra nel piano di sviluppo internazionale del gruppo Fs, con un investimento complessivo di circa 2 miliardi di euro fra fornitura, manutenzione e assistenza tecnica. I 19 treni sono destinati a rafforzare la flotta di Trenitalia France, già attiva oltreconfine, e rappresentano un passaggio di peso anche per la fabbrica pistoiese, dove i Frecciarossa di nuova generazione vengono prodotti insieme al sito Hitachi di Napoli.

Il sindacato

«È una notizia importante per Pistoia — osserva Marco Fontana, Rsu Fim Cisl Hitachi Rail —. Il carico di lavoro è molto concentrato sull’alta velocità e noi vogliamo essere parte integrante di questo percorso». Il gruppo giapponese è subentrato ad AnsaldoBreda il 2 novembre 2015. A oltre dieci anni dal passaggio di proprietà, lo stabilimento di via Ciliegiole — circa 500 addetti diretti e altrettanti nell’indotto — si trova oggi in una fase produttiva ben diversa da quella vissuta negli anni più difficili dell’ex Breda.

I nuovi treni saranno equipaggiati con Hmax, sistema digitale di Hitachi destinato al monitoraggio del veicolo e della circolazione ferroviaria. Una tecnologia che mette insieme le due grandi competenze del gruppo: costruzione dei convogli e segnalamento. «Hitachi fa una parte il treno e una parte il segnalamento», spiega Fontana, sottolineando come questa integrazione sia destinata a rafforzare affidabilità, sicurezza e sostenibilità del trasporto ferroviario.

Le commesse

La commessa internazionale si aggiunge alle attività già presenti nelle linee pistoiesi. Lo stabilimento sta completando la produzione dei Rock; ha realizzato altri tre Frecciarossa per la Spagna, che si aggiungono ai 20 già inviati, e lavora ai convogli per la relazione Milano-Innsbruck. Parallelamente prosegue la produzione dei Frecciarossa Etr 1000 per il mercato italiano, i convogli di nuova generazione realizzati integralmente da Hitachi dopo la fase industriale precedente, condivisa con Bombardier.

Sul fronte nazionale, Hitachi Rail aveva sottoscritto nel 2023 un accordo con Trenitalia per 30 nuovi Frecciarossa, con opzione per ulteriori dieci. Nel marzo 2026 è arrivato poi un altro contratto per nove treni. Le comunicazioni dell’azienda indicano 57 nuovi Frecciarossa in servizio entro il 2029, con possibilità di arrivare fino a 74 entro il 2031.

L’azienda

La produzione dell’alta velocità, per la Fim Cisl, deve ora accompagnarsi a investimenti sulle persone. «Vogliamo essere parte integrante di questo momento, iniziando anche a creare un mix generazionale», dice Fontana. Il sindacato chiede un rafforzamento della formazione, l’inserimento di giovani ingegneri industriali e nuove competenze capaci di sostenere lo sviluppo dei prodotti e lo sguardo verso nuovi mercati. Nei prossimi mesi sono attesi incontri con l’azienda anche in vista della futura contrattazione integrativa, con una maggiore attenzione alle professionalità e ai temi dell’indotto.

Il Comune

Sul tavolo restano anche le questioni locali. Poco dopo il suo insediamento, il sindaco Giovanni Capecchi ha visitato lo stabilimento con la giunta. La Fim Cisl attende risposte su parcheggi e accessibilità: chiede un servizio navetta per ridurre le auto dirette in via Ciliegiole e alleggerire il raccordo di accesso alla fabbrica, oltre alla riapertura del tratto di via Ciliegiole dove si trovava il passaggio a livello, chiuso da anni. «Faciliterebbe la mobilità dei lavoratori».

La prospettiva, dunque, è che una parte dei treni chiamati a portare il gruppo Fs nel mercato dell’alta velocità sotto la Manica possa prendere forma nelle officine pistoiesi. Oggi il collegamento resta monopolio di Eurostar; dal 2029, se tempi, verifiche e autorizzazioni saranno rispettati, Pistoia potrà essere anche uno dei luoghi di nascita dei Frecciarossa diretti a Londra.

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