Economia
Pistoia, 400 firme per dire no al semaforo in via Montalbano
La contrarietà dei residenti alla soluzione per la strettoia. L’assessore: «Dobbiamo verificare le alternative e le conseguenze per chi a Bonelle abita e per chi vi transita»
PISTOIA. Il semaforo nella strettoia di Bonelle non è una decisione già presa. È la risposta del Comune alla petizione, sottoscritta da circa quattrocento cittadini, che chiede di rivedere quell'ipotesi per via Montalbano, la strada che in paese tutti chiamano via Bonellina. Il documento, assicura l'amministrazione, entrerà nel percorso di confronto aperto con l'assemblea pubblica dello scorso mese.
Il nodo è un passaggio di pochi metri, con le case che si affacciano sulla carreggiata e le auto che spesso lo attraversano a velocità elevata. Un problema antico, acuito nell'ultimo anno dai lavori di Publiacqua, con cantieri e rallentamenti a ripetizione. Di qui la richiesta di intervenire sulla sicurezza, ma senza soluzioni che ingolfino ancora di più il traffico: è il timore dei firmatari, contrari al semaforo.
«Ringraziamo i cittadini che hanno raccolto e sottoscritto la petizione – dichiara il sindaco Giovanni Capecchi –. Abbiamo chiesto partecipazione e consideriamo questo contributo un'occasione per proseguire il lavoro insieme. Ascoltare significa accogliere osservazioni e proposte, approfondirle e tenerne conto nelle scelte per il territorio».
Sulla strettoia l'amministrazione ribadisce quanto illustrato nell'ultimo incontro: quelle messe sul tavolo erano ipotesi preliminari, da approfondire sul piano tecnico. Fra queste il senso unico alternato, con o senza semaforo, e la riqualificazione dei percorsi pedonali. Gli uffici stanno valutando le alternative tenendo conto degli spazi disponibili, delle caratteristiche della strada, della sicurezza di pedoni e automobilisti e del Codice della strada.
«Comprendiamo la richiesta di evitare il semaforo e la prendiamo in considerazione – spiega l'assessore ai lavori pubblici Matteo Giusti –. Il nostro compito è verificare quali alternative siano realizzabili e quali conseguenze comportino per chi abita a Bonelle e per chi vi transita, chiarendo vantaggi e criticità di ogni possibilità».
Un nuovo incontro pubblico, già annunciato in assemblea, sarà convocato appena gli approfondimenti tecnici consentiranno proposte più definite. «Torneremo a discuterne con i residenti prima della scelta definitiva – aggiunge Giusti –. Sappiamo che nessuna soluzione potrà raccogliere l'unanimità, ma vogliamo costruire una scelta il più possibile condivisa».
Sulla stessa linea il Comitato di quartiere, che non si schiera sulla singola soluzione tecnica e punta invece sul metodo. «Organizzeremo un'assemblea appena il Comune avrà redatto una soluzione tecnica che concili il passaggio pedonale con quello veicolare – dice il referent e Carlo Bonacchi –. Da sempre è il nostro obiettivo come Comitato: conciliare le due esigenze».
L'equilibrio fra pedoni e automobilisti resta il banco di prova: la strettoia è il punto in cui il paese si stringe e chi va a piedi convive a distanza ravvicinata con le auto. Il Comitato chiede che le proposte arrivino ai residenti già verificate dagli uffici, così da discutere su numeri e disegni e non su ipotesi. L'assemblea annunciata dal quartiere si aggiungerà all'incontro promesso dal Comune: due passaggi che dovrebbero portare a una decisione condivisa nei prossimi mesi.
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