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Pistoia, il caldo fa crollare il turismo: l’allarme di alberghi e ristoranti – C’è però chi sorride

di Alessandro Fioretti

	L'Hotel Cappagli, la più grande struttura albeghiera cittadina
L'Hotel Cappagli, la più grande struttura albeghiera cittadina

Dal confronto con gli operatori del comparto alberghiero e della ristorazione emerge un calo quantificabile dal 10 fino al 40% in meno delle presenze

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PISTOIA. Il gran caldo, ma non solo quello, mette in fuga i turisti da Pistoia. È questo ciò che emerge dal confronto con gli operatori del comparto alberghiero e della ristorazione che denunciano a seconda dei casi, in calo quantificabile da 10 fino al 40% in meno delle presenze. Chi invece sorride, sono coloro che hanno un’attività di pernottamento o di ristorazione in montagna. Qua i circa dieci o anche quindici gradi in meno rispetto alla città fanno aumentare di molto il fatturato.

Il calo in città

«In questo agosto il caldo costituisce una sorta di barriera per i turisti che vogliono venire a visitare Pistoia», dice Veronica Bozzi, titolare dell’hotel Villa Cappugi. «Rispetto allo scorso anno registriamo un calo di presenze che si aggira intorno al 10% e questo, per una città fondamentalmente turistica come Pistoia, è un calo che incide sensibilmente». Il gran caldo è tuttavia solo una delle cause dell’andamento lento degli arrivi turistici a Pistoia. «Nella nostra città non vengono organizzati eventi in forma cadenzata - prosegue l’imprenditrice alberghiera - e questo influisce molto sulla programmazione che magari può essere fatta dai tour operator». Con gli eventi non pervenuti e invece con il termometro che segna allegramente 40 gradi all’ombra, i turisti hanno quindi preferito altre mete.«Questo malgrado la convenienza dei prezzi delle strutture alberghiere cittadine - conclude la titolare di Villa Cappugi - perché rispetto al 2025 i listini o sono rimasti fermi o addirittura hanno presentato un andamento al ribasso».

Sempre meno turisti

Il caldo quindi brucia sul nascere la voglia dei turisti di visitare la città giudicando, magari, troppo esigua l’ombra del campanile di San Jacopo per ripararsi dalla canicola i questi giorni. «Il caldo di questo agosto si sta rivelando deleterio per la nostra attività», ha detto Luca Fabbri dell’osteria del Can Bianco, posta al numero 8 dell’omonima via del centro storico. «Conti alla mano possiamo quantificare un calo che si aggira intorno al 20%. A essersi volatilizzati soprattutto i turisti che quest’anno sono delle autentiche mosche bianche. Gli unici che stanno continuando a frequentarci assiduamente sono gli impiegati degli uffici della zona che tuttavia non devono immergersi in una città assolata per sedersi ai nostri tavoli. Fino all’anno scorso capitava anche spesso di servire tavolate intere di persone che venivano a visitare la nostra città o dall’estero oppure dalle altre città italiane. Quest’anno, sono davvero pochissimi e mai all’ora di pranzo».Chi poi si mette addirittura le mani nei capelli è Daniele Andreotti, proprietario del conosciutissimo ristorante Voronoi di piazzetta dell’Ortaggio, nell’iconica cornice della Sala.«Per noi si tratta di un autentico crollo di presenze stimabile in un 40% come minimo. Il caldo eccessivo non invita a recarsi in pieno centro storico all’ora di pranzo i pochi turisti presenti a Pistoia. Il caldo tuttavia da solo non può essere l’unica causa di questo tracollo. A scoraggiare tanti stranieri a far rotta verso l’Italia è anche la difficile situazione internazionale e Pistoia, non essendo inserita in una corrente importante di flussi turistici, risente immediatamente e più di altre realtà della diminuzione dei turisti».In attesa quindi che questo gran caldo finalmente si plachi, il noto ristoratore pistoiese lancia un appello alla nuova amministrazione. «A Lucca fa caldo come a Pistoia - dice l’uomo - ma là non c’è stato certo il fuggi fuggi che abbiamo visto da noi. Questa estate torrida sicuramente danneggia tutti, non lo metto in dubbio. Ma un calo in una città in cui il turismo già va per la maggiore viene percepito in maniera molto meno drammatica di quanto invece sia avvertito da noi».

Cifre in crescita in montagna

A trarre invece vantaggio dalle temperature degne del deserto del Sahara che stanno caratterizzando quest’agosto pistoiese sono invece i ristoranti e gli hotel della montagna che, mai come quest’anno, vedono i loro affari andare a gonfie vele. «Siamo felici perché il nostro locale sta continuando ad avere il successo che riscuote ormai da anni», dice Aldo Venturi, titolare insieme alla moglie Silvia de dell’albergo ristorante La Selva, nel bellissimo borgo di Orsigna. «I 10 gradi di temperatura in meno rispetto a Pistoia e a tutte le località della Piana si traducono in un incremento nel flusso turistico diretto in montagna. Rispetto all’anno passato, notiamo un andamento stabile ma positivo visto che i nostri tavoli sono praticamente tutti pieni sia a pranzo che a cena». La montagna quindi sta vivendo la sua seconda giovinezza dovuta quanto pare ai cambiamenti climatici che d’estate rendono la vita nelle città insopportabile. «Mi auguro che questa voglia di montagna resti addosso alla gente - conclude il ristoratore d’Orsigna - perché questi sono posti stupendi da frequentare.

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