Il Tirreno

Pistoia

L’addio

Mondo dell’arte in lutto, è morto Giuseppe Gavazzi: il restauratore con la Toscana nel cuore

di Redazione Pistoia

	L'artista
L'artista

Nel corso della sua lunga carriera ha lavorato su alcuni dei massimi capolavori della pittura murale italiana

2 MINUTI DI LETTURA





La notte scorsa è morto Giuseppe Gavazzi, scultore e uno dei più grandi restauratori italiani di arte antica. Nato il 22 settembre 1936 a Marcoussis, in Francia, da genitori toscani, avrebbe compiuto 90 anni il prossimo settembre. Dopo l’infanzia trascorsa seguendo il padre carbonaio tra Sardegna e Maremma, approda sulla collina pistoiese e si forma all’Istituto d’Arte cittadino, dove nasce un rapporto con l’arte destinato a segnare tutta la sua vita.

La carriera

Nel corso della sua lunga carriera di restauratore ha lavorato su alcuni dei massimi capolavori della pittura murale italiana: dai cicli di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova alle Allegorie del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena, dalla Maestà e dal Guidoriccio di Simone Martini alle grandi decorazioni di Andrea del Castagno e ai cicli senesi di Vecchietta, Beccafumi e Sodoma. In lui il restauratore e lo scultore convivono, in un dialogo continuo tra la sapienza maturata sulle superfici antiche e la libertà del gesto creativo.

Parallelamente al restauro, Gavazzi ha sviluppato un mondo scultoreo personalissimo, in cui pietra, legno, terracotta, stucco forte, ceramica e bronzo diventano materia di un racconto ironico e profondamente umano.

La terracotta policroma

Decisiva per la sua scultura è stata la scoperta della terracotta policroma: da un incidente in fornace nasce l’intuizione di usare il colore per coprire le ferite della materia, mettendo a frutto l’esperienza di ceramista e restauratore di pitture murali. Da quel momento le sue terrecotte si rivestono di pigmenti vivi, preparati in casa con terre e ossidi, tempere a caseina e cere neutre, diventando il linguaggio più riconoscibile della sua opera.

Il legame col Pistoiese

Nel territorio pistoiese la sua presenza è forte: dalla Tenuta di Pieve a Celle, dove si concentra gran parte delle sue sculture e dove la casa studio e il “fienile” sono diventati negli anni una mostra permanente “sotto il sole e le stelle”, alle opere custodite da fondazioni e istituzioni culturali, come la terracotta “Guardatemi tutti” donata alla Fondazione Banca Alta Toscana, fino alle mostre che gli hanno dedicato Pistoia Musei e la Biblioteca San Giorgio. Maternità, cavalli, bambini e figurine policrome compongono una galleria di temi semplici ma mai semplicistici, radicati nella vita quotidiana e nella memoria del territorio, in un’“arte per la gente” che tiene insieme schiettezza e grande complessità di riferimenti e linguaggi.

Il funerale di Giuseppe Gavazzi sarà celebrato lunedì 29 giugno alle 9.30 nella chiesa di San Benedetto e San Vitale; la salma è esposta nelle salette del commiato della Croce Verde in Sant’Agostino.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In Primo Piano
L’evento

Vespa, è il più bel compleanno di sempre: in 25mila e da 67 Paesi per i World Days 2026

di Redazione web