Pistoia, colpo da film nel laboratorio orafo: in sei svaligiano la “Bottega dei preziosi” e fuggono tra la schiuma – Titolari sotto choc: «Forse chiudiamo»
I malviventi hanno usato delle tronchesi per tagliare il lucchetto e un piccone per sfondare la porta blindata. Scardinata la cassaforte piena d’oro. Il dramma dei titolari: «Ci hanno portato via un pezzo di cuore»
MASOTTI. «Averci portato via la cassaforte con tutto l'oro, che rappresenta il frutto quotidiano del nostro lavoro e di infiniti sacrifici, è come averci strappato un pezzetto di cuore dal petto. Lì dentro c'erano i gioielli in esposizione, ma soprattutto i preziosi in riparazione che ci avevano affidato i nostri clienti. Non sappiamo ancora valutare la cifra esatta del danno, parliamo certamente di diverse migliaia di euro. Ma per un'attività a conduzione familiare e non grande come la nostra, questo è prima di tutto un colpo mortale all'anima. Mia moglie Silvia in queste ore è distrutta; sta valutando seriamente se ha ancora la forza e la voglia di proseguire».
La storia del laboratorio
Nelle parole rotte dall'amarezza di Raffaele Landi, ex consigliere comunale di Serravalle Pistoiese e marito della titolare Silvia Ciampi, c'è il dramma profondo di una vita dedicata all'artigianato orfo che rischia di spegnersi in un istante. Quella della "Bottega dei Preziosi", situata lungo la frequentatissima via Lucchese a Masotti, non è infatti una comune rivendita, ma un vero e proprio laboratorio artigianale. Silvia Ciampi vanta un'esperienza di ben quarant'anni nell'arte della lavorazione dei metalli nobili: ha appreso i segreti del mestiere direttamente dai grandi maestri fiorentini, ha lavorato a lungo per prestigiose realtà del territorio come il Centro Orafo di Pistoia e, nel 2013, aveva deciso di mettersi in proprio.
L’assalto durato un minuto
La dinamica del colpo, avvenuto di precisione alle 3:20 della notte tra venerdì e sabato, ricalca le sequenze di una pellicola cinematografica e svela una pianificazione scientifica da parte di professionisti del crimine. La banda era composta da sei malviventi con il volto travisato non da passamontagna, ma da un mix di cappelli e fazzoletti per nascondere i lineamenti. I banditi si sono mossi a colpo sicuro, sfruttando una falla tecnica inquietante: l'allarme antivibrazione della porta esterna non si è attivato. Il forte sospetto dei titolari, già trasmesso ai carabinieri, è che qualcuno nei giorni scorsi, fingendosi un normale cliente e approfittando di un momento in cui la titolare era impegnata in altre lavorazioni sul retro, sia riuscito a disinnescare fisicamente il sensore.
La violenza dell'assalto è stata fulminea, concentrata in un solo minuto. I malviventi hanno utilizzato delle tronchesi professionali di enormi dimensioni, simili a quelle in dotazione ai vigili del fuoco, per tranciare di netto il lucchetto esterno. Subito dopo hanno sollevato la saracinesca e sfondato a colpi di piccone la porta blindata, un infisso di sicurezza del valore di ben 12mila euro. Una volta dentro, mentre scattava l'allarme volumetrico interno, i sei hanno agito con freddezza militare: hanno disdegnato i 200 euro del fondo cassa e ignorato i preziosi semilavorati immersi nelle delicate operazioni di pulizia in acido, puntando dritti alla cassaforte di un metro e mezzo incassata nel muro. La struttura è stata scardinata dal cemento e trascinata all'esterno in pochi secondi.
Schiuma contro la guardia giurata
I rumori sordi hanno svegliato un residente del primo piano che si è affacciato alla finestra dando l'allarme, proprio mentre sul posto confluiva l'auto di un metronotte, che aveva appena terminato un controllo ispettivo alla vicina macelleria. Vedendosi intercettati, i banditi hanno attuato una contromisura feroce: imbracciati due estintori, hanno spruzzato una violentissima nuvola di schiuma chimica direttamente contro il parabrezza della guardia giurata, accecandola e costringendola a fermarsi per non uscire di strada. «Ho rivisto tutto dai filmati della videosorveglianza – confessa Landi – è stata una scena impressionante, da brividi».
La banda è poi fuggita a fari spenti in direzione Montecatini a bordo di un'auto di grossa cilindrata e di un furgone bianco su cui era stata caricata la cassaforte. I video sono ora al vaglio degli inquirenti, che stanno incrociando i dati anche con i passaggi di alcuni clienti ritenuti sospetti nell'ultimo mese, soprattutto dopo un primo tentativo di furto fallito lo scorso primo maggio. «Oggi abbiamo riaperto per non darla vinta ai delinquenti e per rispetto verso i nostri clienti – conclude Landi – ma la voglia di mollare tutto è tanta. Abbiamo già contattato l'agenzia per un'assicurazione integrativa, ma la ferita psicologica resta enorme».
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