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La sentenza

Pistoia, violenta la ex fidanzata nell’androne del palazzo: 25enne condannato

di Tiziana Gori
Pistoia, violenta la ex fidanzata nell’androne del palazzo: 25enne condannato

I fatti risalgono al 7 febbraio 2025: sulle scale si era consumato un rapporto, per lui consenziente, per lei frutto di violenza.

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PISTOIA. Un rapporto finito da un paio d’anni, con rispettive altre storie iniziate. Poi l’incontro nell’androne del palazzo, in una piazza del centro storico, e la denuncia successiva della ragazza, 25enne, di essere stata violentata. A distanza di 14 mesi dai fatti, il tribunale di Pistoia, in sede di udienza preliminare (giudice Alessandro Buzzegoli), ha condannato a tre anni di reclusione un giovane di 25 anni. Ne aveva 24 all’epoca dei fatti (non rendiamo note le generalità per privacy nei confronti della vittima, ndr).

La sentenza

La sentenza, emessa dopo l’accettazione da parte del giudice del rito abbreviato condizionato, condanna il 25enne anche al pagamento di una provvisionale di 10mila euro in favore della parte civile, e al pagamento delle spese processuali. Inizialmente portato in Santa Caterina, il 25enne si trova da oltre un anno agli arresti domiciliari, sulla base di una perizia psichiatrica che ne riconosce una parziale invalidità. Cinque i capi d’imputazione di cui era chiamato a rispondere: violenza sessuale (articolo 609 bis del Codice penale), stalking (art. 612 bis Cp), estorsione, violenza privata, lesioni. L’avvocata Francesca Barontini ha difeso la parte civile, l’avvocata Giulia Tamburini il 25enne. «Gli hanno contestato - dice Tamburini - un po’ di tutto, ma siamo riusciti a far ridurre i capi d’imputazione in base al riscontro delle patologie indicate nella perizia della psichiatra, alla visite al Cim (Centro di igiene mentale) e al rilascio della dichiarazione di handicap. Ho chiesto un abbreviato condizionato, in tre subordini: un’assoluzione per mancanza di riscontri probatori (art. 530 comma 2 Codice di procedura penale), una pena non superiore ai due anni o non superiore ai tre anni e con la possibilità di convertirla in lavori socialmente utili».

I fatti

I due si erano incontrati nell’androne di un palazzo dove la ragazza lavorava, vicino al centro, il 7 febbraio 2025. Sulle scale si era consumato un rapporto, per lui consenziente, per lei frutto di violenza. Era andata al pronto soccorso insieme al nuovo compagno a farsi refertare, le erano stati dati 30 giorni di prognosi. Era scattata la denuncia, e dopo la denuncia il fermo da parte delle forze dell’ordine. Fermo convalidato in arresto dal giudice Luca Gaspari. «Io - prosegue l’avvocata Tamburini - chiesi i domiciliari, a causa delle condizioni psicologiche del mio assistito, mi fu concesso ma non era disponibile alcun braccialetto elettronico e fu portato in carcere per alcuni giorni. Un fatto che ha nuociuto ulteriormente alle sue condizioni di salute». Se l’avvocata di parte civile non presenterà ricorso avverso e se il difensore del 25enne riuscirà a trovare una realtà del terzo settore in cui fargli svolgere lavori di pubblica utilità, entro un mese potrà essere presentata richiesta al tribunale. Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni di carcere.

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