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Pistoia, ciclabile di via Vannucci nel mirino: «Troppo alta, in tanti ci cadono»
Gli ambulanti chiamano in causa il Comune: «I clienti guardano la merce e non si accorgono del gradino. Pochi giorni fa è scivolata una donna incinta»
PISTOIA. La pista ciclabile rialzata di via Atto Vannucci non soddisfa gli ambulanti del mercato pistoiese che, da un anno circa, hanno di fatto incluso nel perimetro di vendita questa importante strada del centro cittadino dove, finora, il mercato non c’ era mai stato. Se da un lato le grandi potenzialità di vendita e l’alto gradimento riscontrato in tutti i settori merceologici inducono a parlare di scommessa vinta, dall’altro il forte dislivello fra manto stradale ore esistente e nuova pista ciclabile fa storcere il naso agli ambulanti, costretti, durante le ore di mercato, a vigilare non solo sulla merce esposta nei banchi ma anche sull’incolumità dei clienti. Numerosi sono stati infatti coloro che, con lo sguardo rivolto a un tailleur, a un reggicalze o a un tappeto da bagno, non si sono accorti della nuova pista ciclabile, rovinando così al suolo. Questi infortuni del resto si verificano solo i giorni di mercato visto che in quei giorni l’ intera sede stradale è gremita di persone.
Per il resto, il mercato in via Atto Vannucci è la storia di una scommessa vinta. Così gli ambulanti descrivono l’ubicazione di una parte del mercato cittadino tra il centro e largo Treviso. «I banchi dislocati in questa strada - dice Cesare Cipriani, storico commerciante di abbigliamento - intercettano per primi il flusso di persone proveniente dalla stazione. La loro presenza è anzi servita in molti casi a far conoscere il mercato a persone che abitualmente non lo frequentavano». Il timore iniziale degli ambulanti, a cui fu proposto di andare a installarsi per primi in questa nuova porzione di mercato, era quello di vedersi sradicati da un contesto commerciale costruito magari con anni di presenza nello stesso punto. «Non nascondo che all’inizio molte erano le perplessità - dice Martina Chessari, giovane commerciante di abbigliamento di Quarrata che rappresenta la terza generazione dell’attività di famiglia - ma già dopo pochi giorni le nubi hanno lasciato spazio al sereno. Quando le clienti abituali hanno individuato dove ci trovavamo, hanno ricominciato a frequentarci e, al contempo, abbiamo acquisito tantissimi clienti in più provenienti dall’area della stazione».
«Quando l’intera area sarà liberata dal cantiere - puntualizza ancora Cesare Cipriani - i banchi potranno fruire di almeno altri 30 centimetri in larghezza, consentendo quindi una migliore esposizione della merce e, di conseguenza, favorendo un maggior afflusso dei potenziali acquirenti». In questo panorama di complessiva soddisfazione, emergono tuttavia delle criticità che i commercianti non esitano a denunciare. «La più grande - dice Carmelina Mingoletti, commerciante di biancheria per la casa - è l’aver costruito in modalità rialzata la pista ciclabile di via Atto Vannucci. In pratica, è stato creato in mezzo di strada un gradino che la gente non vede, soprattutto quando è intenta a "rufolare" fra i banchi. Di recente, alcune persone sono cadute proprio per questo motivo, fra cui anche una signora in stato interessante che, per fortuna, non ha riportato gravi conseguenze».
La presenza di questo dislivello non va giù neanche a Stefano Tempesti, presente in via Atto Vannucci con il suo banco di biancheria intima. «Noi cerchiamo di appoggiare quanto più la nostra esposizione al gradino - specifica indicandolo - in maniera tale da limitarne gli effetti. Tuttavia capita sempre che qualche cliente non se ne avveda. Questo problema è stato comunque portato all’attenzione dell’amministrazione comunale che, a quanto mi risulta, ha già mobilitato gli uffici per poterlo risolvere. La soluzione più logica, sarebbe quella di dotare il gradino di uno scivolo, in modo da evitare cadute anche rovinose non solo nei giorni di mercato».
«Una volta che questa parte di città - conclude Tempesti - avrà i parcheggi di cui ha bisogno, credo davvero che via Atto Vannucci potrà diventare una delle strade più appetibili del mercato cittadino».Tuttavia, se questo avverrà, gran parte del merito andrà a quegli ambulanti che ci hanno creduto per primi, fra cui Haroon Muhmmad Nisar, commerciante di origine pachistana di abbigliamento da donna. «Ho accettato subito di mettere qui il mio banco e ho avuto ragione - dice sorridendo - Il posto è buonissimo, da qui passa un sacco di gente e la clientela è gentile».
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