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La vendita

Pistoia, l’ex Trafilerie Martinelli all’asta per tre milioni

di Massimo Donati
Pistoia, l’ex Trafilerie Martinelli all’asta per tre milioni

L’area di 27.500 metri quadrati fra via Ciliegiole e via Gonfiantini è di proprietà della Omep spa, azienda in concordato preventivo

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PISTOIA. Capannoni industriali, laboratori e magazzini, ma anche uffici e appartamenti, tettoie e piazzali coperti di asfalto ormai distrutto dal passare del tempo. Un complesso abbandonato da anni, per una superficie complessiva di 27.592 metri quadrati racchiusa fra via Gonfiantini e via Ciliegiole, in una posizione un tempo ritenuta strategica, alle porte della città, tra la ferrovia Porrettana e quella che collega Firenze a Lucca, con un accesso diretto ai binari. Dopo un susseguirsi di proposte per il recupero, di bonifiche e polemiche, le ex Trafilerie Martinelli andranno all’asta.

Prezzo base per la vendita all’incanto dell’area, 3 milioni di euro, con un rilancio minimo di 60mila euro nel caso che la presenza di più offerte valide al momento dell’apertura delle buste telematiche richieda una gara per l’aggiudicazione. La data è quella dell’11 settembre prossimo, così come stabilito dal liquidatore della procedura di concordato preventivo in continuità avviata dal tribunale di Pistoia lo scorso anno su richiesta dell’azienda proprietaria del complesso industriale, la Omep spa (Officine meccaniche Pierallini) di Pistoia, alle prese da tempo con una crisi che rischia di mettere in pericolo il posto di lavoro di decine di dipendenti.

Nata nel 1950, la Omep della famiglia Pierallini ha oggi sede in via Zanzotto, nella zona industriale di Sant’Agostino. Specializzata nella lavorazione di carpenteria metallica di medio-leggera entità, che trova impiego essenziale nella fabbricazione di mezzi di trasporto su rotaia, a inizio 2024 i suoi dipendenti erano 52. Il fatturato del 2022, quello precedente al richiesta di concordato, si era attestato a 7 milioni e 980mila euro, con una perdita però di un milione e 360mila euro.

Una situazione che ha portato il liquidatore giudiziario, Angelo Vaccaro, a bandire l’asta per una delle proprietà principali dell’azienda, quella dell’area ex Martinelli. Un bene che però non sarà facile vendere, se non altro al primo incanto, viste le condizioni di abbandono in cui versa e la mole di lavoro che richiederebbe per una sua riconversione.

Se non altro, uno dei principali problemi che lo affliggevano, quello delle coperture in cemento-amianto dei capannoni, è stato risolto dalla stessa proprietà in seguito a un’ordinanza del sindaco che aveva imposto la bonifica per questioni di tutela della salute pubblica.

Resta il nodo della bonifica di un’area di poco meno di mille metri quadrati, risultata inquinata a causa della presenza nel sottosuolo di una cisterna o di qualcosa di simile risalente addirittura a prima che lì venisse edificata la trafileria: si troverebbe al di sotto la palazzina che si trova davanti a quello che era l’ingresso principale, in via Ciliegiole (adesso impedito dalla chiusura dei passaggi a livello: motivo per cui è in corso una causa civile, nella quale in ctu ha stabilito un danno di 350mila euro). Il consulente incaricato dal tribunale ha quantificato tra i 60mila e i 100mila euro il costo dei lavori che sarebbero necessari per demolizione (che comunque andrebbe ugualmente fatta, viste le condizioni dell’edificio) scavi, analisi delle sostanze inquinanti, smaltimento e ripristino.

Fatto sta che al lordo di tale costo, il valore del bene messo all’asta è stato quantificato dal consulente incaricato di effettuarne una stima, l’ingegnere Nicola Gualtieri, in 3.155.000 euro.

Come detto, la superficie complessiva è di 27.592 metri quadrati, di cui 10.517 coperti: una palazzina adibita a uffici e appartamenti, 4 capannoni, una cabina Enel e una vasca di depurazione. La stima del loro valore effettuata in vista dell’asta è stata penalizzata dallo stato degli immobili, “in disuso da moltissimi anni e in pessime condizioni di manutenzione e conservazione”: gran parte dichiarati non più utilizzabili e destinati alla demolizione.

A compensare in parte questo basso valore di partenza (47 euro al metro cubo), la posizione strategica dell’area, vicina alla stazione ferroviaria e all’Hitachi Rail.

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