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Pistoia, la sfida del nuovo presidente Maic contro il taglio dei finanziamenti
A rischio 800mila euro. Don Pancaldo: «Dovremo rivedere le prestazioni»
PISTOIA. Un’opera di convincimento verso Asl e Regione affinché rivedano la loro intenzione di tagliare i finanziamenti alla Maic. Questo è il primo compito che, dopo la scomparsa del compianto Luigi Bardelli, il nuovo presidente don Diego Pancaldo e il nuovo direttore generale Alessio Poli dovranno affrontare per traghettare la fondazione “Maria assunta in cielo” verso acque più tranquille.
«Questa opera di persuasione – ammette però don Pancaldo, eletto presidente con 11 voti su 11 giovedì 23 maggio – non è però sufficiente se non viene accompagnata da una presa di coscienza da parte delle istituzioni cittadine del fatto che la Maic è patrimonio dell’intera città e del suo territorio, come ha peraltro fatto intendere il vescovo monsignor Fausto Tardelli nell’omelia funebre, quando ha affermato che la Maic è una delle eredità più importanti che Luigi Bardelli ha lasciato alla città».
Don Pancaldo, attuale rettore della Basilica dell’Umiltà nonché insegnante di religione al Liceo Fortefguerri e docente di teologia alla facoltà teologica dell’Italia centrale di Firenze, è legato a Luigi Bardelli da un comune percorso di vita durato oltre cinquant’anni.
«Negli anni Settanta mi avvicinai all’allora associazione Aias, presieduta proprio da Luigi Bardelli, incoraggiato da don Renato Gargini, mio insegnante di religione al Liceo classico Forteguerri, che, già da tempo, condivideva con lui il comune anelito verso i più bisognosi. Questa bella storia di solidarietà è stata portata avanti per tutti questi anni da Luigi ma l’input decisivo per la sua nascita venne proprio da don Renato, che seppe tracciare a suo tempo la rotta dell’associazione».
Don Diego Pancaldo coordinerà quindi i suoi sforzi con Alessio Poli, il commercialista livornese che, dal 2 aprile scorso, ricopre la carica di direttore generale della fondazione. Il suo approdo in via san Biagio in Cascheri viene visto da don Diego come un autentico segno della provvidenza.
«Dopo pochi giorni dalla nomina del nuovo direttore generale, Luigi percepì i terribili sintomi della malattia che, a breve, lo ha condotto alla morte – spiega – Anche a suo parere l’arrivo di questo professionista andava visto nell’ottica di una volontà superiore».
Nemmeno il tempo per i convenevoli, che il binomio costituito da don Pancaldo e da Alessio Poli si è già trovato in prima linea nella lotta per la sopravvivenza della fondazione Maic, minacciata dai tagli ai finanziamenti e alle convenzioni annunciati da Asl e Regione. Con un debito attorno ai 400 mila euro, la fondazione rischia infatti di non vedersi erogare i finanziamenti di oltre 800mila euro l’anno, visto che la Regione ha imposto una ferrea dieta dimagrante a questi contributi. A essere in apprensione sono i circa 150 dipendenti della Maic che, già da alcuni mesi, temono per il loro posto di lavoro.
«Tutti quanti i nostri dipendenti – puntualizza don Pancaldo – sono consapevoli degli sforzi che la fondazione fa per assicurare loro un futuro sereno. Il numero di dipendenti è peraltro cresciuto perché stiamo affrontando dei casi di disabilità gestibili non da un singolo operatore ma da due contemporaneamente. Adesso, mi sembra assurdo che tali prestazioni prima vengano riconosciute come erogabili da noi per poi dover diventare impossibili da assicurare in virtù dei tagli ai finanziamenti che vengono appunto paventati».
Come prima mossa, comunque, la Maic dovrà ricorrere a una politica di “razionalizzazione” dei servizi, come lo stesso don Pancaldo riconosce.
«La modalità di erogazione di alcune prestazioni dovrà essere rivista, per cercare di ottimizzare le nostre risorse – ammette – Stiamo facendo poi una ricognizione generale su tutto il nostro emisfero per verificare se si possano ridurre in qualche modo le spese gestionali. Quello che però posso affermare è che la Maic intende proseguire per la sua strada, non lasciando mai indietro nessuno».
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