Il Tirreno

Pistoia

Verso il fallimento

«Non siamo intenzionati a muoverci. Disponibili ad ascoltare se chiamati»

di Stefano Baccelli
Alcuni mesi fa Fossati si era proposto di rilevare la Pistoiese ricevendo il no di De Simone
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Alcuni mesi fa Fossati si era proposto di rilevare la Pistoiese ricevendo il no di De Simone

Fabio Fossati, presidente dell’Aglianese, sull’ipotesi di “salvare” la società arancione

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PISTOIA. Ieri lo stadio comunale Dossenina di Lodi, in cui si sarebbe dovuto svolgere la partita Fanfulla -Pistoiese, è rimasto tristemente deserto per un forfait abbondantemente previsto. Dopo l’arresto del garante dimissionario del trust, Maurizio De Simone, e dell’ex presidente Stefan Lehamann, per presunte frodi connesse a finanziamenti europei destinati a progetti Pnrr, e la notizia della richiesta di liquidazione giudiziale della società arancione da parte della procura di Pistoia (che indaga anch’essa su De Simone per false fatture e bancarotta fraudolenta) il mondo sportivo arancione è sprofondato in un incubo. I giocatori hanno dato la loro disponibilità a giocare la partita contro il Fanfulla, ma “le condizioni necessarie” che richiedevano non si sono concretizzate. Sembra paradossale, ma una squadra senza allenatore e senza una società alle spalle le aveva tentate tutte per evitare la morte improvvisa dell’Olandesina.

Nella vicina Agliana invece ieri si giocava un’altra partita del medesimo girone di serie D: Aglianese - Sammaurese. Gara frizzante, piacevole da guardare, ma soprattutto era interessante per il clima in tribuna che vedeva la presenza di tanti giornalisti, osservatori (per esempio un emissario del Benevento era lì perché interessato alle gesta dei giovani neroverdi). L’Aglianese si è imposta con un rotondo 3-0, tra l’altro mandando in goal due gioiellini classe 2004: Grilli e Maloku. Convitata di pietra era però la Pistoiese di cui un po’ tutti parlavano in tribuna.

Da tempo la dirigenza neroverde è accostata ad una possibile operazione di salvataggio della navicella arancione dal naufragio. Le bocche del management del club della Piana restano cucite. Il presidente Fabio Fossati prima di decidere di acquistare la maggioranza delle quote ad Agliana aveva approcciato con De Simone, il quale a stretto giro rispose con un laconico: «La Pistoiese non è in vendita». Adesso che la Pistoiese è praticamente sparita tornerà alla carica? «Non abbiamo intenzione di compiere passi in tale direzione. Possiamo solo rispondere che se saremo chiamati in causa (da sindaco Tomasi? Nda) non saremo scortesi e ci rendiamo disponibili ad ascoltare».

Il discorso è prematuro: la Pistoiese non è ancora esclusa dal campionato (basterebbe un altro forfait per esserlo) e la società non è ancora stata dichiarata fallita. Appare molto probabile che riguardo il fallimento ci sarà presto una comunicazione conseguente la richiesta degli inquirenti. In che modo potrebbe intervenire la dirigenza dell’Aglianese? È complicato fare delle ipotesi, ammesso che ci sia una volontà in tal senso. Le prossime settimane ne sapremo di più.

Tra le note curiose che si scorgono osservando la tribuna del Bellucci c’è la presenza di vari addetti ai lavori, come dell’ex diesse neroverde Fabio Ciatti e il dimissionario segretario generale e team manager Manuele Mazzoncini. Tra i presenti c'era il giornalista Niccolò Gramigni, che richiama alla mente un articolo del medesimo con il quale il Sole 24 Ore attestava gli ottimi risultati sia economici che finanziari che caratterizzavano il bilancio della Pistoiese 2014/2015, che classificava il club arancione al primo posto tra le squadre toscane e ai primi di tutto il movimento Lega Pro. Un risultato al quale la società provò a dare risalto, ma una parte consistente dell'opinione pubblica restò indifferente. Sembravano avere più appeal le società che non badano ai bilanci. Si tratta di un problema culturale. Dice Gramigni: «Ricordo quell’articolo. Sembra un altro mondo visto quello che si legge in questi giorni sui conti della Pistoiese».l

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