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Morto a 66 anni Luciano Caccavale, ex funzionario dell’Asl pistoiese
Dal Sert alle relazioni pubbliche, alle campagne di educazione alla salute
PISTOIA. È mancato oggi (mercoledì 3 aprile), all’età di 66 anni, Luciano Caccavale, ex funzionario dell’Asl Toscana Centro. Lascia la moglie Marestella Donati. Suo padre Antonio fu direttore dell’ospedale psichiatrico “Ville Sbertoli” e anche tra i fautori del suo “superamento”.
Due anni fa a Luciano Caccavale fu diagnosticata una grave patologia, che pareva superata prima della crisi respiratoria che lo ha colto mentre si trovava in casa. Per chi gli vorrà porgere l’ultimo saluto è prevista per venerdì 5 aprile alle ore 10 una funzione laica alla cappella della Croce Verde, in via Fermi.
Laureato in psicologia e con un master in comunicazione, Luciano Caccavale ha iniziato a operare nell’azienda sanitaria al Sert, prima di passare in pianta stabile alle relazioni pubbliche dell’Asl. In questo ambito ha curato varie campagne di educazione alla salute rivolte alla popolazione. È stato anche tra i responsabili del sito aziendale e ha curato, con l’ufficio stampa dell’Asl, la trasmissione “Informa Salute” su Tvl.
La dolcezza del suo carattere cozzava in modo clamoroso con il suo aspetto austero. Aveva da poco sposato Marestella, a suggello di un grande e vero amore dopo tanti anni vissuti in unione civile. Marestella descrive la dolcezza di Luciano con un’immagine tratta dalle sue ultime ore di vita: «Dovevo uscire per fissare degli appuntamenti di carattere sanitario – racconta commossa – Gli ho detto che avrei fatto presto. Lui sorridendo ha risposto che dovevo fare con il tempo che serviva».
Luciano Caccavale era andato in pensione il primo maggio scorso. Persona brillante ed estremamente colta, era in possesso della dote rara dell’ironia e soprattutto dell’autoironia.
«Riguardoso, rispettoso, educatissimo e al tempo stesso divertente e autoironico» sottolinea la ex collega Alessandra Mazzoni. Leggeva moltissimo e, al di là dei titoli accademici, era estremamente colto e preparato.
«Aveva una sola “pecca” – afferma un altro collega, Paolo Baldini – l’estrema riservatezza. Sembrava una persona chiusa, ma era il suo modo d’essere. Per me è stato un grande riferimento. E con lui mi sono divertito tantissimo» aggiunge, racconta un aneddoto che descrive quanto spiccasse la figura austera di Caccavale: «Eravamo insieme a Roma e incrociammo per caso Paolo Gentiloni, quando questi era premier, che si avvicinò sentendo il dovere di stringere calorosamente la mano a Luciano anche se non lo conosceva».
Chi lo ha conosciuto bene ricorda di Luciano Caccavale la carica umana fuori dal comune che gli consentiva di essere empatico a dispetto di una postura elegante e austera. «Sapeva valorizzare l’interlocutore – ricorda Arianna Benigni, altra collega – Gli devo molto. Mi ha insegnato tanto. Una persona meravigliosa».
Una grande presenza per il suo equilibrio e il suo sapere. «Scompare un persona vera» chiosa Valeriana Tesi.
Poco prima di andare in pensione Luciano Caccavale si vide togliere dall’Asl la posizione organizzativa, in quanto l’azienda sanitaria riteneva l’Urp a Pistoia un servizio da sopprimere. Un provvedimento che lui accettò con l’obbedienza che rientrava nei suoi valori umani. Piccole cose terrene. Adesso è tempo del ricordo e della commozione. E per chi lo ha conosciuto è davvero tanta.
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