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Fallito per colpa del lockdown, salva lo stipendio da dipendente: fine di un incubo per un imprenditore di Agliana

di Massimo Donati
Fallito per colpa del lockdown, salva lo stipendio da dipendente: fine di un incubo per un imprenditore di Agliana

Accolta dal tribunale l’istanza di esdebitazione di un 29enne che aveva aperto un bar-gelateria

28 marzo 2024
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AGLIANA. Quando era riuscito ad aprire il suo bar gelateria, per lui era stato il coronamento di un sogno. Sogno che però, con l’arrivo della pandemia e il susseguirsi dei lockdown, si era trasformato in un incubo che, tra mancati incassi e continue spese, aveva portato al fallimento della sua attività. Un decreto che rischiava di mettere una pietra tombale anche sul futuro lavorativo del 29enne imprenditore aglianese, gravato a quel punto da circa 250mila euro di debiti nei confronti dei creditori che, non soddisfatti da quanto avevano incassato dalla procedura a causa della mancanza di attivo, tentavano di pignorargli lo stipendio.

A “salvarlo” da una situazione dalla quale avrebbe potuto non risollevarsi mai più, ci hanno pensato gli avvocati Michela Mancini e Marco Benesperi: il tribunale di Firenze ha infatti accolto l’istanza di esdebitazione da loro presentata per suo conto. Un istituto, quello dell’esdebitazione, che consiste sostanzialmente nella cancellazione dei debiti residui a carico di una persona che ha subito una procedura concorsuale (il nuovo termine con cui viene definito il fallimento), ha acquistato negli ultimi anni una crescente importanza e si basa sul principio che occorre garantire a tale persone una seconda chance, che consente loro di essere liberati dal fardello del debito e quindi di recuperare la capacità di svolgere una nuova attività economica.

«L’intera intricata posizione che abbiamo curato nell’interesse del giovane – affermano i due legali – è stata molto articolata e complessa. Dopo aver interrotto le varie violazioni della “par condicio creditorum” in sede fallimentare, causate dall’impropria condotta di alcuni creditori, il cliente ci ha affidato l’ultimo e più importante incarico, ovvero quello di cercare di ottenere l’esdebitazione da tutti gli ingenti debiti contratti durante l’attività imprenditoriale che la procedura fallimentare ha saldato solo in minima parte».

Fortunatamente i due avvocati sono riusciti a far comprendere al tribunale fallimentare di Firenze la particolare situazione che si era venuta a creare. «Abbiamo tempestivamente depositato l’istanza di esdebitazione dai debiti fallimentari – spiegano – volta a spiegare ai giudicanti che il nostro giovane cliente aveva diritto a vedersi cancellati i debiti non pagati e ad avere la possibilità di rifarsi una vita economica e sociale rientrando con piena dignità nel complesso mondo del lavoro».

Gli avvocati – che ad Agliana hanno il loro studio in via Goldoni 32, proprio davanti all’Itc Aldo Capitini – spiegano che il giovane, che da qualche tempo lavora come dipendente, «ha sempre collaborato con gli organi della procedura fallimentare e la sua condotta corretta e seria è stata testimoniata dalla totale assenza di procedimenti iscritti a suo carico come i due legali hanno evidenziato con ampia produzione di atti e documenti ufficiali».

Nella sua sentenza, il tribunale spiega come il comportamento del 29enne aglianese sia stato irreprensibile: «Ha cooperato con gli organi della procedura e si è adoperato per il proficuo svolgimento delle operazioni – scrivono – Non ha ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura, ha consegnato al curatore la corrispondenza relativa ai rapporti patrimoniali ricompresi nel fallimento. Ha soddisfatto i creditori concorsuali nella misura dell’1,45% del totale dei crediti ammessi al passivo».

Per quanto i creditori siano stati soddisfatti soltanto nella misura dell’1,45%, i giudici sottolineano che «non possa prescindersi dall’esame della situazione individuale dell’imprenditore e debba aversi riguardo non a percentuali di soddisfacimento astratte ma all’attivo in concreto disponibile. Attivo che nella presente procedura fallimentare è stato messo integralmente a disposizione dei creditori, garantendo loro la massima soddisfazione possibile».

«Per noi – concludono gli avvocati – è stata una doppia soddisfazione quella di ottenere un successo così utile e significativo per un giovane concittadino».


 

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