Il Tirreno

Pistoia

Toscana salute
Salute

Il ritorno della pertosse: in tre mesi a Pistoia 17 casi segnalati. Perché è pericolosa nei bambini

Il ritorno della pertosse: in tre mesi a Pistoia 17 casi segnalati. Perché è pericolosa nei bambini

L’allarme del presidente dell’Ordine dei medici. Beppino Montalti. «È l’effetto della falla che si è aperta nel sistema delle vaccinazioni»

4 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Nei primi 3 mesi del 2024 all’Ufficio di igiene pubblica e nutrizione di Pistoia sono già stati rilevati 17 casi di pertosse. Lo scorso anno né i medici di base, né quelli operanti nelle guardie mediche o nei pronto soccorso avevano inviato alcuna segnalazione di questa patologia che, se diagnosticata in pazienti di tutte le età, va prontamente comunicata alle autorità sanitarie competenti.

Situazione analoga potrebbe riguardare anche il morbillo, come fa notare Beppino Montalti, presidente dell’ordine dei medici di Pistoia: «Dai dati del 2024 si evince un incremento del 100% delle denunce dei casi di pertosse. Trattandosi comunque di denunce, è altresì probabile che i casi reali siano ancora di più. La situazione può riguardare anche il morbillo, peraltro molto più pericoloso. Questo perché spesso le due vaccinazioni avvengono negli stessi cicli».

Il riferimento alle campagne vaccinali non è certo casuale, come puntualizza il presidente dell’ordine dei medici di Pistoia: «Un aumento così rilevante di casi denunciati è senz’altro frutto di una grande falla che si è aperta sull’intero sistema delle vaccinazioni in ambito pediatrico, e non solo. La provincia di Pistoia è sempre stata una delle realtà toscane più virtuose per ciò che concerne l’adesione alle vaccinazioni. Dopo la pandemia, purtroppo, questo meccanismo si è inceppato e sono sempre più i genitori che non sottopongono i propri figli alle vaccinazioni consigliate. Questo andamento non riguarda solo la nostra provincia ma, ormai, è una tendenza nazionale che va combattuta con le armi della giusta informazione. È comunque preoccupante che una zona come la nostra abbia accantonato in così poco tempo quel senso civico che la contraddistingueva da sempre per abbracciare posizioni scettiche verso i vaccini che non poggiano su nessuna base scientifica».

La scarsa attenzione di alcuni genitori verso la protezione vaccinale dei propri figli ha indotto tutte le Asl toscane a lanciare un appello alla responsabilità e alla sorveglianza degli eventuali sintomi di queste malattie, rilanciato peraltro con vigore dallo stesso Beppino Montalti: «In qualità di presidente dell’ordine dei medici di Pistoia condivido ed estendo l’appello delle Asl toscane a tutti i medici del nostro territorio a prestare la massima attenzione ai casi di morbillo e di pertosse. Questi casi risultano in netto aumento sia fra i bambini che fra gli adolescenti. Invito inoltre tutti i colleghi a verificare la storia vaccinale degli assistiti, così da procedere a effettuare o completare il ciclo previsto dal calendario regionale a tal proposito».

Quello che poi, in definitiva, Beppino Montalti mette in evidenza è la pericolosità di queste patologie, soprattutto se a essere colpiti sono soggetti fragili: «Il morbillo può provocare complicazioni meningoencefalitiche, mentre la pertosse, qualora dovesse aggredire un organismo già in partenza debilitato, può sfociare rapidamente in esiti fatali».

Quello che poi lascia veramente perplesso Montalti è la possibile ricomparsa, anche nella zona di Pistoia, di malattie che le campagne vaccinali stratificate negli anni avevano relegato nel libro dei (brutti) ricordi, come ad esempio la poliomielite: «Questa malattia mieteva vittime in abbondanza fino al dopoguerra, ma in seguito, grazie ai vaccini, fu debellata. Adesso, se la tendenza a trascurare la vaccinazioni non verrà rapidamente invertita, esiste il rischio concreto di una sua insorgenza in una zona come questa che, grazie alla responsabilità di tutti, era stata fra le prime a liberarsene». 

La pertosse (o tosse canina) è una malattia molto contagiosa provocata da un batterio , che si trasmette per via aerea da persona a persona con la tosse o gli starnuti. Esordisce con sintomi simili ad un comune raffreddore e dopo 10-14 giorni compare una tosse ostinata che rende difficoltosa la respirazione e persino l'alimentazione. Gli accessi di tosse sono costituiti da colpi di tosse violenti e ravvicinati, che si concludono con un tipico "urlo inspiratorio"; a volte gli accessi di tosse sono seguiti da conati di vomito. Nei lattanti si possono avere crisi di soffocamento. La malattia è tanto più grave quanto più precocemente colpisce il bambino. In media, circa il 20% dei casi di pertosse devono essere ricoverati in ospedale (il 50% nel caso di bambini). 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web