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Pistoia

Animali nel mirino di lupi e cinghiali. Sos di 4 imprenditrici

I protagonisti della serata che si è svolta al circolo Acli Montemagno, organizzata dalle Donne di Coldiretti Pistoia
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I protagonisti della serata che si è svolta al circolo Acli Montemagno, organizzata dalle Donne di Coldiretti Pistoia

Michelozzi: «Costretta a dormire con gli agnellini»

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QUARRATA. Un racconto delle difficoltà che quattro donne dell’agricoltura pistoiese affrontano giorno per giorno, storie che narrano la sempre maggiore difficoltà delle aziende del settore primario a reggere l’urto dell’eccesso di fauna selvatica. Così Michela Nieri, presidente delle Donne Coldiretti di Pistoia e di tutta la Toscana, ha introdotto la serata “Le imprenditrici agricole raccontano: storie di convivenza con l’eccesso di fauna selvatica”, che si è svolta al circolo Acli di Montemagno, organizzato dalle Donne di Coldiretti Pistoia. «Una convivenza che è sempre più squilibrata – spiega Nieri – Gli animali selvatici occupano sempre più aree non vocate, dai cinghiali ai predatori, lupi in testa».

Così Gabriella Michelozzi ha raccontato degli agnelli trovati morti a pochi metri dal suo agriturismo, e della sua paura che, nonostante le precauzioni (reti, eccetera) un branco piombi nella stalla e faccia razzia. «Il mio rimedio è stato dormire in stalla diverse notti. Ma non si può costringere “in galera” i miei animali», ha detto. La sua azienda agrituristica “Il Canto di primavera del sogno antico” è a Forrottoli, alle pendici del Montalbano. «Colline che da qualche anno sono diventate un habitat per cinghiali e lupi – ha spiegato Franceso Ciarrocchi, direttore di Coldiretti Pistoia, che ha coordinato l’incontro – con conseguenze pesantissime per quelle aziende che operano nei territori più fragili di tutta la provincia, che possono sopravvivere grazie al costante lavoro di manutenzione dei fondi di cui beneficia anche la collettività».

Ancora più in basso è l’azienda di Benedetta Gemignani, azienda agricola agrituristica “Ceppeto primo”: a Santonovo, a 54 metri di altitudine. «Le telecamere messe a protezione della mia azienda dove ci sono gli animali da fattoria (Il Ceppeto è anche fattoria didattica) hanno ripreso i lupi che hanno saltato una rete elettrosaldata di 1,9 metri, e in zona gli avvistamenti continuano, anche nel parco della Villa Magia» ha spiegato.

Lucia Marraccini, invece, è in pensione e ha raccontato quel che era e quel che è la campagna di Marliana, altra zona diventata dominio dei selvatici: «Era un posto bellissimo, dove i miei genitori, poi io, e ora i miei figli e nipoti abbiamo sempre condotto la nostra azienda agricola. Ora spariscono cani, l’intero pollaio. È un continuo avere paura, e anche gli animali da cortile rimangono in casa, giorno e notte. E i bambini non possono fare quello che facevamo noi da giovani: girovagare liberi nella campagna e nei boschi. Le telecamere raccontano la presenza importante di lupi e cinghiali. A 65 anni chiedo a tutti di aiutarci a ritrovare le libertà».

Anche la “Baugiano Oasi agrituristica” di Serena Attucci è sul Montalbano, a Quarrata. «Da noi i lupi sono passati lo scorso inverno, portandoci via 7 capre, che stavano nel recinto insieme agli asini – racconta – Abbiamo rifatto i recinti con rete elettrosaldata, ma nel settembre scorso gli animali selvatici si sono accaniti sul nostro orto: io e mia sorella ci dormivamo nell’orto, ma questi, silenziosissimi, entravano e devastavano. Altre recinzioni, ma ogni settimana dobbiamo assicurarci che non ci siano buchi.

Serena e le altre tre donne hanno creato un gruppo whatsapp dove segnalare gli avvistamenti, per un monitoraggio delle presenze di lupi. Un’idea incoraggiata da Gabriele Romiti, sindaco di Quarrata, che ha espresso preoccupazione per i rischi che corrono attività economiche e cittadini.

«Un quadro desolante –ha chiosato Michela Nieri – che vogliamo chiudere con un segnale di incoraggiamento, regalando a Gabriella un’agnellina che abbiamo ribattezzato Letizia, donata da un altro allevatore pistoiese, Gabriele Tondini». Agnellina accompagnata da un messaggio di Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana.

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