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Montale, proroga al termovalorizzatore: il comitato infuriato con i sindacati

L'impianto di via Tobagi a Montale
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L'impianto di via Tobagi a Montale

Cgil, Cisl e Uil allineati con i sindaci per mantenere attivo l’impianto di Montale per almeno altri tre anni e garantire così il posto di lavoro ai 31 dipendenti

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MONTALE. Disco verde da parte dei sindacati confederali alla proposta dei sindaci di Quarrata Gabriele Romiti e di Montale Ferdinando Betti che prevede una proroga di tre anni, più eventualmente un altro, per il funzionamento dell’attuale termovalorizzatore di Montale. Ad opporsi radicalmente a questa mossa a sorpresa da parte dei tre sindacati più rappresentativi presenti sul territorio, è il comitato “IononCISto”, composto da politici e amministratori della Piana di ogni colore politico.

Alla manifestazione pubblica indetta per le vie di Montale sabato 16 marzo dal comitato, c’è da giurarci che la posizione dei sindacati sarà aspramente criticata da tutti i manifestanti. La mossa di Cgil, Cisl e Uil ha colto un po’ tutti di sorpresa. Con un documento congiunto – firmato da Alessio Bettini, della Cgil Funzione pubblica, da Giovanni Giannini della Fit Cisl e da Lucia Benevieri della Uil Trasporti – le tre organizzazioni sindacali si schierano, senza se e senza ma, contro ogni ipotesi di chiusura dell’impianto a fine 2024, facendo leva sia sulla questione occupazionale sia sull’attuazione del piano regionale dei rifiuti, che prevede in prospettiva la realizzazione di 30 impianti di questo tipo. La presa di posizione dei sindacati confederali si è concretizzata dopo un’assemblea che ha visto riuniti i 28 lavoratori della Ladurner, attuale gestore dell’impianto, e i tre del Cis, il Consorzio intercomunale servizi proprietario dell’impianto di via Walter Tobagi. A margine di quest’incontro, è stato redatto il comunicato congiunto.

«Durante l’assemblea – vi si legge – negli occhi di chi di lavoro vive era evidente il messaggio: “salvate i nostri posti di lavoro qui a Montale!” Abbiamo incontrato l’amministratore di Cis e i tre sindaci. Non saremo certo noi a dire quale impianto realizzare. Questo compito spetta alla politica. Noi diciamo forte di non mettere in contrapposizione il lavoro alla salute e alla sicurezza. Per noi questi sono due capisaldi ineludibili. È possibile continuare a lavorare in sicurezza, come è stato fatto fino a oggi. L’impianto di Montale è un termovalorizzatore non un inceneritore. Questo produce energia elettrica e smaltisce rifiuti. Anche dopo la più spinta raccolta differenziata, esiste un rifiuto indifferenziato che andrebbe comunque in discarica o in un altro impianto di termovalorizzazione, aggravando il costo della tariffa dei rifiuti e diminuendo la disponibilità di risorse nei bilanci delle tre amministrazioni».

Profondamente irritato per questa presa di posizione è Lorenzo Bandinelli, candidato a sindaco della lista civica di centrodestra “Noi per Montale”: «Ignobile e deprimente utilizzare per scopi meramente politici la questione occupazionale. Sia io che Barbara Innocenti abbiamo promesso che i posti di lavoro saranno in ogni modo tutelati. Noi peraltro abbiamo sempre parlato di chiusura del processo di incenerimento e di riconversione dell’impianto in un altra struttura che necessiterà di altrettanti posti di lavoro, senza che nessuno se ne debba perdere per strada.

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