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Pistoia

La protesta

Pistoia, residenti pronti a sfilare in corteo dopo l’ennesimo scontro mortale

di Lorenzo Carducci
Pistoia, residenti pronti a sfilare in corteo dopo l’ennesimo scontro mortale

Il comitato di Pontenuovo rilancia l’allarme sulla sicurezza della Montalese

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PISTOIA. Come aveva anticipato il portavoce Paolo Bovani dopo l’ennesimo tragico incidente in via Montalese, avvenuto lo scorso martedì, il comitato di Pontenuovo è pronto a organizzare una manifestazione. Una volontà che a seguito della morte di Valeria Brachi, la 74enne deceduta nella notte tra giovedì e venerdì a causa delle lesioni subite nello scontro frontale con un’altra auto, è diventata ancora più ferrea e urgente. Tanto che i residenti della frazione, ma anche quelli di Santomato, di via Sestini e della zona di Porta San Marco, stanno già pensando di chiedere alla questura l’autorizzazione per sfilare in corteo in uno dei prossimi fine settimana.

Lo scopo è quello di richiamare il più possibile l’attenzione sulle condizioni di estrema pericolosità della strada provinciale, classificata ad alto rischio, e che conta un terribile bilancio di 16 vittime, sottolineando la necessità sempre più impellente di dare vita alla variante Montalese, di cui si parla ormai da quasi 15 anni in chiave di alleggerimento dal traffico (soprattutto quello pesante) dell’attuale viabilità.

«Forse, con la variante, le ultime morti sarebbero state evitabili – afferma Paolo Bovani, che venerdì sera ha partecipato al direttivo del comitato di Pontenuovo – Abbiamo scelto di iniziare con manifestazioni autorizzate e perciò convocheremo un’assemblea pubblica per decidere il da farsi: l’idea è di un corteo col comitato di Santomato e con quello di via Sestini e zona Porta San Marco, ritrovandosi all’incrocio dov’è accaduto l’incidente e portando i fiori nei punti in cui sono morte le persone in passato. Non abbiamo mai fatto baracconate, speravamo in una soluzione anticipata e più semplice, ma non è successo. Continuiamo a farci sentire in modo educato. Entro fine mese faremo l’assemblea per poi inviare la richiesta di autorizzazione per la manifestazione».

Della situazione si è parlato anche nel consiglio comunale di ieri, con la comunicazione in cui la consigliera del Pd nonché residente della zona di Pontenuovo Stefania Nesi, tornando sul tragico epilogo dell’ultimo incidente, preceduto da un altro avvenuto nel solito punto il primo febbraio precedente senza gravi conseguenze, ha chiesto «un impegno unanime e concreto nell’intercettare finanziamenti per garantire alle persone che usano la Montalese e che vi abitano il massimo della sicurezza».

L’assessore Leonardo Cialdi ha risposto che «la strada provinciale implica che sia la Provincia a dover trovare le risorse e sviluppare una progettualità», negando poi che sul tracciato della nuova variante – di cui attualmente risulta approvato dalla Regione il finanziamento della progettazione esecutiva da 300mila euro – le versioni di Comune e Provincia siano tra loro divergenti.

Martedì della scorsa settimana, Valeria Brachi, stava tornando a casa dopo aver accompagnato a bordo della sua Panda il nipotino all’asilo Marino Marini. A Pontenuovo, all’altezza di via Torricelli, davanti a Villa di Paterno, lo scontro frontale con una Lancia Y che viaggiava in direzione opposta guidata da un ragazzo di 19 anni. Per l’impatto, la Panda della 74enne è stata scagliata contro il muretto di cinta del giardino di un’abitazione. La donna è stata estratta dall’abitacolo in condizioni gravissime. Durante il viaggio al pronto soccorso il suo cuore si è fermato, poi i medici sono riusciti a rianimarla. Giovedì notte, purtroppo, il decesso. Sabato si è svolta l’autopsia e stamani alle 10 nella chiesa della Beata Vergine ci sarà il funerale, mentre proseguono le indagini sulla dinamica ed eventuali responsabilità. Giulia e Stefania Biagioni, figlie della donna, rimasta vedova nel 2019, e rappresentate dall’avvocato Marco Benesperi, intendono mettere nero su bianco che «la madre è stata violentemente travolta a pochi metri dalla scuola da un’auto che proveniva da Montale» e che «non vi sono ragioni per pensare che nostra madre abbia avuto un malore».

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