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Nuove povertà: 3mila persone hanno chiesto aiuto alla Caritas
Il lavoro che non c’è o sottopagato la causa più frequente del disagio
PISTOIA. Il lavoro povero, mal pagato e spesso al nero è una delle maggiori cause delle condizioni di indigenza di molti cittadini residenti nella nostra provincia, i cui bisogni sono stati intercettati, nel 2023, sia dalla Caritas di Pistoia che da quella di Pescia. Il 59,2% di coloro che chiedono il supporto di Caritas lamenta infatti o una totale assenza di reddito oppure un guadagno del tutto insufficiente per far fronte anche alle necessità primarie.
Nel complesso, sono state 2.935 le persone incontrate nel 2023 dai centri operativi delle due Caritas diocesane di Pistoia e di Pescia, segno evidente che la povertà è una realtà endemica nel nostro territorio. È questo quanto è emerso durante il primo rapporto congiunto delle Caritas di Pistoia e di Pescia, presentato nell’aula magna del seminario vescovile di Pistoia alla presenza del vescovo monsignor Fausto Tardelli, del direttore della Caritas di Pistoia Marcello Suppressa, della direttrice della Caritas di Pescia Cristina Brizzi, del responsabile dell’osservatorio povertà della Caritas di Pistoia Giovanni Cerri, della sua omologa per la Caritas di Pescia Rossana Falvella e di Antonino Ruggiero, responsabile della mensa della solidarietà della Caritas diocesana di Pescia.
Mentre a Pistoia vi è una certa prevalenza nel numero delle persone straniere assistite (il 54, 3% contro il 45, 7% degli italiani), questa differenza tende quasi ad annullarsi alla Caritas di Pescia, dove a fronte di un 50,9% di stranieri fruitori di interventi, gli italiani si attestano al 49,1%. Fra gli stranieri assistiti, quelli di nazionalità marocchina sono il 24,2%, gli albanesi il 23,7% mentre il 16% proviene dalla Nigeria.
Per far fronte alle molteplici necessità di questo spicchio di umanità bisognosa la Caritas, su base provinciale, ha potuto contare su 450mila euro che sono stati spesi, principalmente, per il pagamento di utenze, per l’acquisto di generi alimentari e per poter affrontare le varie criticità improvvise.
«Questi fondi – ha fatto notare il direttore della Caritas di Pistoia Marcello Suppressa – provengono sia dal gettito dell’8 per mille ma anche da sostanziosi e generosi contributi della Fondazione Caript, che conosce perfettamente la situazione che dobbiamo affrontare». Per affrontare la quotidiana battaglia contro la povertà, esistono nelle due diocesi 43 centri ascolto Caritas dove prestano la loro opera a favore degli ultimi circa 550 volontari, di cui circa 400 nella Pistoia Caritas di Pistoia e circa 150 in quella di Pescia. In tutte le 200 parrocchie delle due diocesi amministrate da monsignor Tardelli, sono comunque attivi centri parrocchiali di aiuto e sostegno per i più poveri. I più colpiti dalla povertà sono in genere le persone un tempo definite “di mezza età”. L’età media degli assistiti è infatti di 49 anni e 4 mesi, con gli italiani che fanno ricorso alla Caritas sensibilmente più anziani degli stranieri (57,2 anni contro il 42,7). Sul territorio della Caritas di Pescia, l’età media generale si attesta invece sui 50 anni e 6 mesi. Nel complesso comunque quasi la metà degli accessi a Caritas viene fatto da persone dai 35 e i 54 anni, gli under 25 sono solo il 2,3% mentre gli anziani sono il 15,5% del totale, mentre il 5,5% ha più di 75 anni.
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