La manifestazione
Pistoia, addio a Marino Benesperi: fondo l’Avis
Presidente onorario Avis, era uno dei tredici soci fondatori dell’associazione. Ha avuto un infarto mentre coglieva mimosa, a trovarlo un passante
PISTOIA. Anche a gennaio e nel periodo di carnevale, nelle mattine più fresche e movimentate di gente, non ha mancato la sua visita al mercato settimanale agli amici dell’Avis. La sua Avis. «È stato un punto di riferimento imprescindibile per noi», dice commosso Igli Zannerini, presidente provinciale dell’associazione.
Marino Benesperi se n’è andato, stroncato da un infarto, all’età di 90 anni. Ne avrebbe compiuti 91 a settembre. «Era andato a cogliere della mimosa per la moglie Graziella, ha avuto un malore quando il mazzo era già pronto». A trovarlo il cane di un passante, che ha richiamato l’attenzione del padrone. Erano passate da poco le nove del mattino. In via Chiesanuova sono sopraggiunti i carabinieri, a cui è toccato il compito di informare la moglie e le figlie Patrizia ed Emanuela.
Un grand’uomo, il signor Marino, dice Igli Zannerini. Uno di quelli che ha convinto migliaia di pistoiesi dell’importanza del donare. E lo ha fatto con impegno e ingegno, girando per la provincia a bordo di un’autoemeroteca. «Un autobus dotato di due lettini per donare il sangue».
L’Avis, nella sede del Ceppo, è stata aperta l 1955. Marino Benesperi ne è stato uno dei 13 soci fondatori. «Era l’ultimo rimasto, adesso sono morti tutti». Ha fatto parte in maniera attiva dell’associazione da quando aveva 20 anni, ricoprendo nel tempo la carica di consigliere e poi quella di vicepresidente, fin dagli anni ’60. «Non è mai stato presidente – spiega Zannerini – ma nel 2017 ha ricevuto la carica di presidente onorario: una testimonianza del nostro affetto e della nostra riconoscenza per il suo impegno».
Quando, nel 1955, lui e altri 12, fondarono l’Avis, compirono il primo passo verso il superamento del mercato del sangue: «Sì – spiega Zannerini – il sangue si vendeva. C’era chi chiedeva soldi, Marino e gli altri avevano raggiunto un accordo coi macellai della Sala e ad ogni donazione regalavano una bistecca». Tanta roba, a quei tempi. Ma dopo un anno i macellai della Sala chiesero il conto e non era un conto leggero: «Venne in loro aiuto il Monte dei Paschi, ma è chiaro che fu la prima e unica volta». Ecco che Benesperi s’ingegnò con il suo emeroteca, con le due postazioni per la donazione del sangue: «Girava per tutta la provincia, cercando di convincere le persone. E piano piano i donatori sono cresciuti, e ci hanno permesso di far nascere le prime sedi locali». Adesso le sedi Avis sono 13, 3mila i donatori a Pistoia, 11mila in provincia. Ma ne servono ancora un migliaio. Chissà che alcuni non si convincano nel ricordo di Marino.
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