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Pistoia, verifiche sulle pensioni: in mille recuperano 110mila euro non riscossi
Lo Spi Cgil: sempre opportuno far controllare l’indennità
PISTOIA. Sono state oltre mille le verifiche fatte dallo Spi Cgil sull'importo delle pensioni dei suoi iscritti in provincia di Pistoia, con 110 mila euro recuperati a loro vantaggio.
Fra i mille accertamenti effettuati dallo Spi, oltre 100 hanno riguardato iscritti residenti nel comune di Pistoia. Ma perché questi assegni mensili non erano dell'importo adeguato? A dare una spiegazione provvede Andrea Brachi, segretario dello Spi Cgil di Pistoia: «Molti pensionati non si rendono ancora conto che, per poter reclamare un diritto nei confronti dell'Inps, occorre fare un'apposita domanda. L'Istituto di previdenza infatti non può muoversi in autonomia se non è a conoscenza della reale situazione del singolo pensionato. Così capita spessissimo che chi ha diritto a prestazioni o sostegni come gli assegni familiari, l'indennità di accompagnamento per una persona invalida oppure la semplice quattordicesima, non li richieda come impone invece la normativa vigente. Senza aver effettuato apposita domanda, l'Inps non eroga quindi quanto dovuto».
Fra le motivazioni che possono concorrere a rendere non adeguato l'assegno pensionistico, ci possono essere poi degli errori commessi in buona fede dall'Inps, come rileva ancora Andrea Brachi: «Anche i lavoratori dell'Inps possono sbagliare in buona fede ed è per questo che un'azione supplementare di verifica non guasta mai».
La verifica può portare spesso gradite sorprese, come dice soddisfatto il segretario dello Spi pistoiese: «Nei mesi scorsi ci sono stati dei nostri iscritti che si sono visti riconoscere arretrati anche di 7.500 euro. Si tratta di somme sostanziose per chi magari è abituato a dover contare su una pensione piuttosto magra. La legge consente di poter risalire, nel reclamare i propri diritti, fino a 5 anni indietro ed è per questo che invito tutti coloro che pensano di non riscuotere quanto credono giusto di rivolgersi con fiducia agli sportelli dello Spi Cgil».
Andrea Brachi, tuttavia, tiene moltissimo a fare chiarezza su quella che è la reale "missione" del sindacato di cui è presidente per la provincia di Pistoia: «Lo Spi Cgil si occupa esclusivamente dell'aspetto pensionistico non della ricostruzione del percorso contributivo che, alla fine, genera la pensione. Si tratta di due versanti diversi e ben distinti. Di tutto ciò che riguarda la regolarità della contribuzione ai fini pensionistici, si occupa infatti il patronato mentre il nostro compito è quello di assistere gli iscritti dal momento della pensione in avanti».
Ma quali sono i motivi per cui molti pensionati pistoiesi incorrono in inconvenienti simili? Così conclude Andrea Brachi: «Ancora c'è in molti l'errato modo di pensare che con la pensione si possa tirare i remi in barca. Questa è una mentalità sbagliatissima perché la pensione è una fase della vita come tutte le altre e va vissuta con la massima partecipazione. La nostra soddisfazione più grande è quando riusciamo a far capire che, al di là del risarcimento, occorre una vigilanza continua e costante dei propri diritti che solo l'appartenenza sindacale può assicurare».
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