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Pistoia

Termovalorizzatore. All’orizzonte una proroga di almeno tre anni

Da sinistra il sindaco  di Quarrata Gabriele Romiti  e quello di Montale Ferdinando Betti
Da sinistra il sindaco di Quarrata Gabriele Romiti e quello di Montale Ferdinando Betti

Il progetto dei sindaci di Montale e Quarrata per il rinvio della chiusura

11 febbraio 2024
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MONTALE. Potrebbe essere un referendum a decidere il futuro del termovalorizzatore di Montale. Ad oggi l’impianto dovrà cessare la sua attività a fine 2024, per poi iniziare una nuova vita, completamente ed ecologicamente trasformato, o, addirittura, essere demolito per lasciare spazio a un impianto del tutto diverso per il trattamento dei fanghi di depurazione. Ad oggi. Perché adesso i tre Comuni proprietari ( sono i Comuni di Agliana, Quarrata e Montale a detenere le quote del Cis) hanno un progetto alternativo: quello di prorogare il funzionamento dell’attuale impianto per ulteriori tre anni più uno, riaprendo nel frattempo i termini di presentazione di manifestazioni di interesse da parte delle aziende che dovranno progettare l’impianto del futuro. Ed è qui che entrerebbero in gioco i cittadini, chiamati ad esprimersi entroil 2025 con un referendum consultivo su tali progetti. Un parere di cui, le amministrazioni comunali, dovrebbero tenere conto. Almeno secondo i sindaci di Quarrata e Montale, che ieri mattina hanno presentato questo loro progetto partecipativo, che dovrà in ogni caso essere approvato dai consigli comunali.

«Il referendum fa parte di un piano di percorso partecipativo che seguirebbe la proroga di tre anni più uno del funzionamento dell’attuale impianto di termovalorizzazione – spiega il sindaco di Montale Ferdinando Betti – Prevista anche la riapertura dei termini della manifestazione di interessi per individuare nuovi percorsi tecnologici per il funzionamento dell’impianto. Questa iniziativa deve però ricevere il gradimento dei tre consigli comunali coinvolti, che entro il 31 marzo possono scongiurare la chiusura dell’impianto, fissata per il 31 dicembre 2024. Il referendum, pur avendo per legge un valore consultivo, per le tre amministrazioni avrebbe tuttavia un significato politico da cui non potrebbero prescindere».

Ma cosa ha spinto i sindaci di Quarrata e di Montale ad affidarsi a un percorso a ostacoli così irto di difficoltà? «Intanto – spiega Gabruele Romiti, sindaco di Quarrata – non dobbiamo dimenticarci dei 34 dipendenti che lavorano nell’impianto. Anche e soprattutto per loro non possiamo accettare una chiusura a cuor leggero. Inoltre, un’eventuale dismissione della struttura, con annessa bonifica dell’area, porterebbe i tre Comuni a sostenere spese elevatissime che, giocoforza, andrebbero a ricadere sui bilanci».

Sullo sfondo, si staglia comunque il piano regionale dei rifiuti che, non prevedendo la costruzione di impianti di trattamento nell’area fiorentina per i prossimi anni, sconsiglia la dismissione degli impianti attuali, fra cui appunto quello di Montale.

Parzialmente diversa la posizione del sindaco di Agliana Luca Benesperi: «Agliana sarà il primo Comune a dare il via a un percorso partecipato con la popolazione. Intanto chiederemo una proroga più breve per la vita dell’impianto così com’è. Siamo d’accordo con la riapertura dei termini per le manifestazioni di interesse. Vogliamo assolutamente una quarta e nuova proposta che sia differente da quelle finora presentate. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a un impianto a rifiuti zero, che poggi il suo funzionamento sul riciclo totale, non producendo scarti e non ricorrendo in alcun caso alla combustione».

Fatto sta che, come sottolineano Betti e Romiti, «i primi che dovranno assumersi le proprie responsabilità sono i nostro consiglieri comunali. Un no equivarrebbe alla chiusura entro l’anno dell’impianto e a prevedere, negli anni a venire, di ingenti spese di smantellamento e di bonifica del suolo. Il Cis, inoltre, gode di una grande stabilità economica: il 30 giugno prossimo, con il pagamento dell’ultima rata di un mutuo, si libererà di ogni residuo debitorio. Può quindi assicurare un futuro all’impianto, con nuove tecnologie che saranno appositamente individuate».

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