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Docenti rischiano il licenziamento dopo aver vinto il concorso per il ruolo

Valentina Petroni
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Valentina Petroni

Il caso di due insegnanti pistoiesi: la vicenda ruota intorno a un ricorso al Consiglio di Stato

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PISTOIA. Rischiano il licenziamento le due docenti pistoiesi che avevano potuto partecipare al concorso "docenti 2020" in virtù di prove scritte suppletive. Il Consiglio di Stato non ha infatti riconosciuto gli effetti di una sentenza del Tar del Lazio che imponeva al ministero il varo di prove suppletive in casistiche particolari come una pandemia.

Adesso, per sensibilizzare l'opinione pubblica, i docenti che rischiano il licenziamento hanno costituito un apposito comitato e promosso una petizione on line da presentare al Parlamento. Questa petizione, in solo due giorni, ha già raccolto oltre 2000 firme. Il concorso, bandito in piena pandemia, prevedeva che gli scritti si sarebbero dovuti tenere fra il novembre e il dicembre del 2021 ma, in quel periodo, il virus costrinse a casa moltissimi dei candidati, come racconta Valentina Pedroni, docente pistoiese di scuola primaria: «In quei giorni risultavo ancora positiva al virus e non riuscì a recarmi a Firenze per le prove scritte. Ritenendo ingiusta la mia esclusione, aderì a un ricorso collettivo promosso tramite la Flc Cgil al Tar del Lazio, il cui responso fu quello di evidenziare l'illogicità di mancanza di prove suppletive in un contesto di pandemia».

Il ministero però non si arrese promuovendo a sua volta un ricorso al Consiglio di Stato per invalidare la validità delle prove suppletive. Quest'organo, con l'ordinanza 735 del 2023, respinse l'istanza del ministero, riservandosi però di emettere una sentenza definitiva sulla vicenda. Questa è arrivata il 24 gennaio scorso, riconoscendo le ragioni del ministero e quindi la non validità delle prove suppletive. Questa sentenza irrompe quindi pesantemente sulla vita professionale di quei docenti che sono approdati al ruolo fruendo a suo tempo della possibilità di avvalersi delle prove suppletive in quanto la loro non negatività al virus impediva loro la mobilità. Così infatti prosegue Valentina Pedroni: «In Toscana fummo in 7 ad accedere agli orali che si tennero a Montevarchi. Io e l'altra mia collega pistoiese in corsa per un ruolo alla scuola primaria, riuscimmo a superare anche questa prova. In base all'ottimo punteggio ottenuto nel concorso, io sono riuscita a tornare alla Raffaello, la scuola dove insegnavo da precaria».

Adesso però, questa condizione potrebbe ancora una volta ripetersi nella vita della docente: «La sentenza del Consiglio di Stato annulla di fatto la nostra assunzione. Adesso saranno gli uffici scolastici provinciali a muoversi di conseguenza. Mi auguro che almeno ci sia consentito di arrivare fino a giugno per assicurare la continuità didattica ai nostri studenti. Nel mio caso specifico, avevo avuto assegnata una prima classe proprio per potermi occupare pienamente del loro inserimento nella scuola primaria. Nel frattempo, come gli altri docenti nella mia condizione, sto svolgendo tutte le ore supplementari e gli adempimenti che comportano il ruolo. Adesso però tutto appare vanificato non solo per me ma anche per i miei piccoli studenti. Mi auguro dunque, a questo punto, che il potere politico si faccia carico di quest'assurda situazione provvedendo ad emettere un provvedimento specifico ». Da giugno poi Valentina Pedroni potrà reiscriversi alle graduatorie delle supplenze, in attesa di un altro concorso.
 

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