Gioco
Truffa del finto carabiniere arrestato grazie a un tassista
Un ventenne era riuscito a farsi consegnare 8mila euro da un’anziana
PISTOIA. «Dai, dai, fai veloce che è già pronta». Di recente lo aveva letto sul giornale e ne aveva sentito parlare alla televisione. Per cui, ascoltando quella conversazione in viva voce ha intuito che quel cliente dal marcato accento napoletano che stava accompagnando col proprio taxi a Santomoro poteva essere proprio uno di quei truffatori che raggirano gli anziani. E non appena il giovane è sceso dall’auto, lui ha telefonato al 112. Era il pomeriggio di lunedì scorso. È stato grazie all’immediata segnalazione ricevuta dal tassista pistoiese che i poliziotti della squadra mobile hanno arrestato il 24enne truffatore: nascosti negli slip aveva ancora i quasi 8mila euro che aveva sottratto poco prima a un’anziana residente della frazione collinare, convinta che quei soldi – come le aveva fatto credere al telefono un sedicente maresciallo dei carabinieri – servissero per impedire che il fratello venisse arrestato dopo un incidente stradale.
A finire in carcere con l’accusa di truffa aggravata in concorso, Giuseppe Bove, residente a Napoli, con alle spalle numerosi precedenti proprio per lo stesso tipo di reato.
Quella del “finto carabiniere”, così come la variante del “finto avvocato”, è una delle truffe messe a segno più di frequente in tutto il Paese. La tecnica è quella di fare telefonate a tappeto nelle case di persone anziane e, una volta capito che dall’altra parte della cornetta c’è la persona giusta, far credere alla vittima di turno che un familiare ha appena causato un grave incidente e che c’è bisogno di pagare immediatamente una grossa cauzione per evitare che possa finire in carcere. L’interlocutore a quel punto spiega all’anziano che di lì a poco riceverà la visita di una persona incaricata di prelevare il denaro (in mancanza di contanti, anche gioielli e preziosi vari vanno bene).
Ed è questo il ruolo che aveva nel raggiro il 24enne napoletano. Che, non appena ha avuto il via libera telefonico dal complice, è arrivato in treno a Pistoia e dalla stazione ha preso un taxi per raggiungere l’abitazione della vittima, una 73enne di Santomoro. Non facendo però i conti con il fatto che il tassista che lo stava portando là avesse un udito e, soprattutto, un senso civico, ben superiore alla media. E che avvertisse la polizia dei propri sospetti.
Così, immaginando che il probabile truffatore, una volta messo a segno il colpo, sarebbe tornato a prendere il treno sempre utilizzando un taxi, immediatamente una pattuglia della squadra mobile si è diretta verso la frazione collinare, mentre altre si sono appostate nei pressi della stazione. I poliziotti della prima pattuglia hanno così potuto incrociare il giovane dalla folta barba nera descritto dal tassista mentre, a bordo, appunto, di un altro taxi, stava tornado verso la città, e lo hanno seguito fino a piazza Dante Alighieri. Dove, mentre stava acquistando il biglietto per Napoli, è stato bloccato dagli altri investigatori della mobile. Che lo hanno portato in questura.
Dove, nel frattempo, era arrivata la telefonata da parte dell’anziana donna che si era accorta a quel punto di aver appena subito un raggiro da un truffatore, la cui descrizione corrispondeva a pieno a quella del giovane fermato: nascosta nei suoi slip, i poliziotti hanno trovato la busta della farmacia con dentro il denaro ricevuta dalla vittima. Perciò è scattato l’arresto e Bove, su disposizione della procura, è stato trasferito in carcere. L’anziana donna ha spiegato di essere andata in confusione quando il sedicente maresciallo le aveva detto che il fratello aveva investito con l’auto una mamma con la figlia nel passeggino.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
