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Pistoia, l'addio a Giuliano Gori: in centinaia al funerale del padre dell'arte, il ricordo della nipote: «I supereroi esistono davvero»

Le persone al funerale e a destra Giuliano Gori
Le persone al funerale e a destra Giuliano Gori

Per omaggiarlo oltre 400 persone sono salite fino alla Fattoria di Celle dove, nella cappella settecentesca, era adagiato il feretro per il rito funebre. Lì in mezzo alla natura Gori ha dato vita a una vera e propria galleria punto di riferimento per artisti e appassionati

29 gennaio 2024
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PISTOIA. Una stupenda giornata di sole - lunedì 29 gennaio - ha reso meno amaro l’ultimo saluto a Giuliano Gori, il profeta dell’arte ambientale morto nella serata del 25 gennaio a 94 anni. Per dargli l’ultimo saluto, oltre 400 persone sono salite fino alla Fattoria di Celle dove, nella piccola e graziosa cappella settecentesca, era adagiato il suo feretro per il rito funebre.

Tutto il mondo politico pistoiese ha voluto rendere omaggio a Giuliano Gori. Ad accompagnare il sindaco Alessandro Tomasi c’era non solo la sua giunta ma tutto il consiglio comunale che ha fatto slittare a martedì 30 la seduta in programma lunedì 29 gennaio. Il saluto di Prato, sua città d’origine, lo hanno portato invece il sindaco Matteo Biffoni, l’assessore alla cultura Simone Magnani e moltissimi altri componenti della giunta e del consiglio comunale. Particolarmente scossi, sono apparsi i numerosi artisti e intellettuali che sono venuti per salutare uno degli ultimi mecenati del panorama artistico italiano.

C’era lo scrittore Sandro Veronesi, lo scultore Luigi Magnolfi, l’architetto Gianni Pettena, la critica d’arte Adriana Polveroni e lo storico dell’arte Bruno Corà. Presente anche il marchese Lorenzo Bini Smaghi, presidente del Centro Pecci, accompagnato dal direttore Stefano Collicelli Cagol mentre Alberto Pecci e Antonio Lucchesi hanno portato la vicinanza del mondo dell’industria pratese. A officiare congiuntamente il rito funebre don Paolo Tofani, parroco di Santomato, don Giuliano Favillini parroco di San Bartolomeo e Don Bernardo Gianni, conosciutissimo abate di San Miniato al Monte che ha detto durante la sua omelia: «Per Giuliano Gori la bellezza era davvero un bene comune, di cui tutti dovevano fruire. Me lo immagino nelle immensità celesti mentre rende belli quegli spazi in attesa di accoglierci». Il grande prato antistante la chiesetta, ha consentito di posizionare moltissime sedie che, tuttavia, non sono bastate per tutti i presenti. Un potente impianto di amplificazione ha invece consentito di seguire perfettamente i vari momenti della cerimonia. Tutti coloro che sono saliti fino al magico regno di Giuliano Gori, dove l’arte contemporanea e la natura si fondono, lo hanno fatto non tanto per piangere la sua morte quanto per ringraziarlo di aver dato a suo tempo una scossa all’ambiente culturale della Piana.

Esiste quindi un “prima” e un “dopo” Giuliano Gori, come riconosce lo stesso sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi: «Sono venuto in segno di estrema gratitudine. Il dibattito che ha acceso è per l’intera comunità un lascito tanto importante quanto la stessa Fattoria di Celle. Lucido e lungimirante fino alla fine, ha saputo dare l’input decisivo al progetto della Serra dei poeti, realizzata con il paesaggista e musicista Andrea Mati e con lo scrittore Sandro Veronesi proprio nella sua Fattoria di Celle».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Prato Matteo Biffoni: «Con Giuliano Gori se ne va un protagonista assoluto del Novecento, che ha saputo credere nell’innovazione e nell’armonizzazione dell’arte con il paesaggio circostante».

L’opera d’arte in cui tuttavia Giuliano Gori ha creduto maggiormente, e che ha realizzato egli stesso grazie all’amore, è stata la sua splendida famiglia. Insieme alla moglie Pina, ha avuto 4 figli, 13 nipoti e 12 bisnipoti. Fianco a fianco, sul sagrato della chiesa, i figli Fabio, Paolo, Patrizia e Stefania hanno ringraziato tutti i presenti, facendo notare che, da oggi in poi, inizierà per loro una navigazione in mare aperto, tanto importante era il padre come punto di riferimento.

In particolare, Fabio Gori ha affermato: «Nostro padre aveva un carattere unico. Nei suoi confronti, tutti diventavano al più presto il miglio amico, il miglior figlio o il miglior nipote». Tanto è stato lo choc per la sua scomparsa che, per molte ore, i suoi stessi figli stentavano a credere alla realtà, come ha detto la figlia Patrizia: «Per 24 ore nessuno di noi ci voleva credere».

Toccante è stato poi quanto detto dalla nipote Caterina: «Ci hai insegnato a prenderci cura del proprio progetto di vita. Adesso so che i Supereroi esistono davvero». Ugualmente toccanti anche i saluti di Giacomo, Tommaso, Ida e Marianna, convinti di aver avuto un nonno davvero speciale. Terminata la cerimonia, in molti lo hanno salutato laicamente con un cenno di saluto mentre altri si sono fatti il segno della croce. La sua salma ha preso poi la direzione di Firenze, dove nel cimitero di Trespiano avverrà la cremazione.

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