Sicurezza
Truffe agli anziani, denunciati due minorenni
I complici, dalla Campania, telefonavano nelle abitazioni. Individuati dalla polizia due giovani, uno era appena uscito da una casa con i gioielli
Pistoia. La bugia raccontata è, quasi sempre, quella del finto incidente in cui è rimasto coinvolto un parente. Un figlio, una figlia, il marito. Telefonando a caso nelle abitazioni capita che l’anziano o anziana che risponde, dica: “Quale figlio? Non ne ho”. E allora il truffatore riaggancia.
L’esponenziale aumento di segnalazioni ricevute dalla sala operativa della questura nelle ultime settimane, ha prodotto un aumento di controlli. Che dieci giorni fa hanno dato i loro frutti: gli agenti della Squadra mobile hanno individuato e fermato, uno in flagranza di reato, due minorenni originari della Campania. Per loro l’accusa è di truffa pluriaggravata.
“Nelle ultime settimane – spiega la commissario capo della Mobile Veronica Brustenghi – abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di tentate truffe ai danni di anziani. Lo schema è sempre il solito: dalla Campania partono le telefonate nelle abitazioni. Chi cade nella trappola del parente coinvolto in un finto incidente e si rende disponibile a consegnare soldi e gioielli, riceve la visita del complice”. I minorenni si presentavano alla porta.
Lunedì 15 gennaio una pattuglia ha individuato un giovane alla stazione. Il suo fare sospetto e l’assenza di valigia li hanno convinti a fermare il ragazzo per un controllo. Alla fine questi ha ammesso di essere parte di un’organizzazione, e che il 4 gennaio, con la truffa del finto incidente si era fatto consegnare soldi e gioielli da un’anziana pistoiese.
Il 16 gennaio un’altra pattuglia ha proprio scorto un giovane uscire da un’abitazione del centro con uno zaino. Il ragazzo si era appena fatto consegnare i monili da una donna truffata.
L’escalation di questo tipo di crimine ha convinto la procura a dare il via libera al questore Marco Dalpiaz per la convocazione di una conferenza stampa in cui invitare la popolazione a non cadere nella trappola e a segnalare alle forze dell’ordine: “Non sappiamo se c’è un organizzazione strutturata dietro tutto questo – dice Brustenghi – di sicuro c’è un gruppo di persone che hanno la propria base in Campania e da lì tentano truffe in tutto il Paese”. Anche usando ragazzini.
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