Il Tirreno

Pistoia

La storia

Pistoia, imprenditrice aiuta artista malata gravemente e le organizza una mostra in San Giovanni

di Paolo Gestri
L’imprenditrice alla mostra da lei organizzata per l’artista umbra
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L’imprenditrice alla mostra da lei organizzata per l’artista umbra

Cristina Dolfi ha conosciuto per caso la pittrice Maria Assunta Toniacci che poi è morta: «Mi ha colpito la sua forza, quel dimostrare che bisogna vivere la vita il meglio possibile»

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PISTOIA. Cristina Dolfi, imprenditrice pistoiese, ha incontrato su Facebook Maria Assunta Toniacci, pittrice di Massa Martana (in provincia di Perugia) . Tra loro è nata una bella storia d’amicizia e di stima reciproca, una vera e propria corrispondenza di affetti. Ma l’artista è morta recentemente in seguito a una grave malattia.

Cristina non l’ha dimenticata e le ha dedicato una mostra che si è chiusa da poco. «Ci siamo conosciute per caso su Facebook, nel periodo del Covid. Lei vendeva l’opera “L’ape” che era tra i primi suoi quadri. Non ci siamo mai incontrate di persona, ma ci siamo conosciute attraverso videochiamate. «Peccato che siamo così distanti, mi ha detto una volta. Ma siamo diventate amiche lo stesso – racconta l’imprenditrice - Mi ha colpito la sua forza, quel suo dimostrare contro tutto e tutti, che bisogna vivere al meglio possibile la propria vita giorno per giorno. Pur consapevole del proprio stato di salute, diceva che proprio quella che stava vivendo era la sua esistenza, quella che pochi eletti sanno vedere ed accettare. E non aveva neppure voglia di arrendersi. Al contrario, sognava tanti progetti. Aveva fede e, peraltro, c’era sua figlia da aiutare a crescere». Dolfi racconta ancora. «Era straordinario quel suo modo di vedere la vita e il mondo in positivo, a dispetto della malattia. Né si era affatto inasprita. Al contrario era rimasta generosa e continuava a mandare soldi ai bambini africani».

«Aveva imparato a dipingere durante la malattia, ed ecco il miracolo - va avanti l’imprenditrice - ogni volta che dipingeva, sapeva reinventarsi e realizzare sempre qualcosa di nuovo, direi di imprevisto; vedere quelle sue immagini era per me scoprire in lei una continua metamorfosi. Ed io ero rimasta affascinata, oltre che dalla pura bellezza, dalla luce interiore che vedevo illuminare i suoi dipinti. E così che abbiamo pensato ad esporli a Pistoia ». Maria Assunta avrebbe partecipato all’evento. Purtroppo è morta prima e non ha potuto vedere l’esposizione dei suoi quadri. Così la mostra, chiusa da poco, nell’ex chiesa di San Giovanni Battista a Pistoia, «l’ho realizzata da sola, per dare voce a lei stessa. I suoi quadri sono lei. Da parte mia, ho semplicemente messo in atto ciò che avevo sentito da sempre e per me è stato come tener fede ad una parola data. Anche perché avevamo molto in comune: l’attaccamento alla vita prima di tutto che lei dimostrato a dispetto dei dolori fisici e morali, con la forza di cercare oltre, qualcosa che il mondo non sembra è in grado di dare».

Dolfi aggiunge: «Sono contenta. Perché, con i quadri tutti insieme, è come se lei avesse passato di nuovo con me attimi della sua vita; un ricordo in ogni quadro. La rivedo una lottatrice, una sognatrice, una romantica; con i bambini, con gli animali». «Dirò di più - conclude – come imprenditrice mi sono messa al servizio dell’arte, come facevano nobili antichi. D’altronde, è quasi impossibile trovare un’anima simile alla sua, che ti ascolta, ti consola e ti consiglia. In effetti, avevo trovato la mia anima gemella. Nel mio piccolo ho cercato di aiutarla a raggiungere i suoi obbiettivi, mentre ritenevo una fortuna sentire le sue gioie, le sue tristezze, i dolori e le umiliazioni che però sapeva vincere con volontà di ferro e sempre in lode alla vita».

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