Sicurezza
Omicidio di Alessio Cini, il cerchio degli inquirenti si stringe: la pista della lite
Caccia all’assassino dell’operaio di 57 anni, nuove testimonianze dei vicini
AGLIANA. Il senso delle parole non lo hanno capito, però, dal tono delle voci che provenivano dall’interno dell’abitazione della vittima, sono sicuri che si trattava di una lite. Avvenuta un paio d’ore prima che, lunedì mattina, Alessio Cini fosse aggredito a colpi di spranga nella corte di casa e dato alle fiamme. Stanno lavorando anche su questo elemento, emerso dalle testimonianze rese dai vicini, gli investigatori dei carabinieri che stanno indagando sull’omicidio del 57enne operaio tessile di Agliana. Così come stanno cercando conferme all’ipotesi che l’uomo, nelle prime ore dell’8 gennaio scorso, sempre prima di essere ucciso, si sia allontanato a bordo del proprio furgone per poi tornare il via Ponte dei Baldi.
Insomma, una caccia all’assassino che ormai da cinque giorni non ha visto soste, con l’attenzione degli inquirenti che si sta sempre più focalizzando in una direzione ben precisa: sembra che il cerchio si stia stringendo attorno a un sospettato ben preciso, forse anche grazie ai risultati del nuovo sopralluogo condotto sulla scena del crimine giovedì, nel corso del quale pare siano stati sequestrati capi di abbigliamento nella villetta trifamiliare dove, al primo piano, Alessio Cini abitava con la figlia quattordicenne, mentre al piano di sotto vivono la sorella della ex moglie col marito e la loro figlia. Mentre nel terzo appartamento abita il vicino che, scorgendo il corpo del 57enne operaio avvolto dalle fiamme attorno alle sei e mezzo di lunedì mattina avrebbe telefonato al 118 per chiedere aiuto.
Per quanto riguarda il movente del brutale omicidio, il cognato esclude che Alessio Cini avesse problemi economici. Il fatto che l’abitazione in cui risiedeva fosse all’asta non dipendeva da lui, ma da dei debiti della moglie, da cui era separato ma a cui l’immobile è intestato. Anzi, la sua intenzione sarebbe stata proprio quella di acquistarla lui all’asta, non appena il prezzo fosse sceso a sufficienza: come riporta il portale Astegiudiziarie.it, per giovedì era fissata l’udienza per la terza vendita, partendo da un prezzo di 169mila euro (la prima si era svolta il 10 gennaio 2023, con una base d’asta di 300mila euro).
Per il resto, così come descritto da amici e compagni di lavoro, Alessio Cini non aveva nemici. Devoto alla famiglia, oltre ad essere molto legato alla figlia, che gli era stata affidata dopo la separazione, si occupava col fratello della sorella affetta da disabilità, che abita a Sant’Ippolito di Prato assieme alla madre, scomparsa qualche mese fa. Grande anche il suo impegno sociale: oltre ad essersi candidato nel 2004 alle elezioni comunali di Prato con la lista Sinistra per Prato Viva, da ambientalista si batté contro la realizzazione dell’inceneritore a Case Passerini e nei primi anni Duemila fu presidente del circolo Arci di Sant’Ippolito, impegnandosi attivamente anche del gruppo Ciclistica Feraglia.
Quel che al momento sembra essere una delle poche certezze è che Alessio Cini, lunedì mattina, è stato aggredito alle spalle e colpito alla testa senza che se ne accorgesse. Un colpo così violento da causargli lesioni cerebrali che lo avrebbero portato alla morte anche se l’assassino (o gli assassini) dopo averlo colpito ancora mentre era a terra (fratturandogli alcune costole) non lo avesse cosparso di liquido infiammabile per poi dargli fuoco.
A dare l’allarme, al 118, alle 6,32, sarebbe stato il vicino che vive nella villetta trifamiliare, quando ha scorto il corpo in fiamme. Inutilmente i soccorritori sono accorsi sul posto, ma fin da subito hanno notato che c’era qualcosa che non tornava rispetto all’ipotesi del suicidio, a partire dalla vasta pozza di sangue attorno alla testa della vittima e all’assenza vicino al cadavere di un accendino e di una tanica che avrebbero dovuto contenere il liquido infiammabile eventualmente utilizzati dall’operaio per darsi fuoco. E poi quella ferita alla testa che, sebbene resa indistinta dalle ustioni, sembrava essere compatibile con un colpo inferto con una spranga.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
