Il Tirreno

Pistoia

A Quarrata

Il precedente irrisolto: nel 1996 Romana Bonacchi fu uccisa con 27 coltellate

di Tiziana Gori
Romana Bonacchi fu uccisa con 27 coltellate il 9 febbraio 1996. Il suo omicidio è ancora irrisolto. Viveva alla Ferruccia di Quarrata
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Romana Bonacchi fu uccisa con 27 coltellate il 9 febbraio 1996. Il suo omicidio è ancora irrisolto. Viveva alla Ferruccia di Quarrata

Un altro “delitto d’inverno” avvenuto a Ferruccia: rimane il “cold case” più misterioso della provincia di Pistoia

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QUARRATA. Ferruccia, la parte quarratina della frazione, si svegliò con il gelo nelle ossa. E non perché allora, come ora, era inverno (il 10 febbraio 1996). Un crimine efferato si era consumato il giorno prima in via Ceccarelli.

Romana Bonacchi, 55 anni, era stata massacrata con un coltello da cucina nel pomeriggio di venerdì 9 febbraio. Il suo corpo fu trovato la mattina seguente dai vigili del fuoco che avevano sfondato la porta d’ingresso: la donna, sempre puntuale, non si era presentata all’appuntamento con la sua parrucchiera, e da 24 ore non rispondeva al telefono.

Già prima delle otto era arrivata una telefonata di un amico di famiglia al nostro giornale: «Vieni alla Ferruccia – era stato detto al collega – c’è qualcosa di strano, è morta la Romana. Pare sia caduta dalle scale».

Altro che scale, povera Romana. Donna nubile, con buone risorse economiche, riservata. Romana non era morta per una caduta. Aveva aperto la porta al suo assassino. O assassina. Ferruccia fu sconvolta da quel delitto cruento: era impensabile, nel 1996, un assassinio con 27 coltellate in quel pezzo di pianura tra la chiesa e il circolo “La Tranquillona”, tra il camposanto e la parrucchiera.

All’arrivo del sostituto procuratore Rossella Corsini, il corpo di Romana Bonacchi era pietosamente coperto da un lenzuolo. Alzato, mostrerà il golfino rosa della donna (stesa a faccia in giù) intriso di sangue.

L’arma del delitto fu trovata quasi subito: un coltello da cucina che l’assassino aveva lavato e messo a scolare con punta in basso nell’acquaio. Un gesto che fece molto riflettere gli inquirenti. Delle 27 coltellate sferrate alla schiena solo un paio, rivelerà l’autopsia, erano state fatali.

Nessun segno di effrazione. Romana aveva fatto entrare chi avrebbe posto fine alla sua vita. Negli anni sono tante le piste seguite e poi cadute per catturare l’omicida della ricca possidente quarratina.

Nel 2020, poi, l’inchiesta è stata riaperta. Furono riascoltate le testimonianze di parenti, amici, vicini. Secondo il profiler del Reparto analisi criminologiche dell’Arma chi aveva ucciso Romana aveva uno stretto rapporto di amicizia con la donna (lei gli aveva aperto in pantofole. E avrebbe agito in preda a un raptus, in un impeto di rabbia scattata per questioni strettamente personali. Non nell’ambito di un tentativo di rapina finito male.

Il Ris (che nel ’96 non era stato istituito) prelevò i campioni delle tracce biologiche a loro tempo trovate sul luogo del delitto, in primis quelle sul coltello e sulla bottiglia con cui romana era stata prima colpita alla testa, assieme a un ciuffo di quelli che sembravano capelli o peli strappati dal bavero di pelliccia di un cappotto. Romana Bonacchi li stringeva in una mano.

Ma a tutt’oggi, dopo 27 anni, quello di Romana Bonacchi rimane il “cold case” più misterioso della provincia di Pistoia.

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