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L’invasione della vespa velutina azzera la produzione di miele in Toscana: cos’è l’insetto alieno che arriva dalla Cina
Allarme degli apicoltori pistoiesi, l’insetto alieno è arrivato in provincia
PISTOIA. La vespa velutina, originaria della Cina e dei paesi dell’estremo oriente, è arrivata anche nelle campagne e sulle colline pistoiesi, contribuendo al crollo della produzione di miele. Come conferma Giacomo Bucci, titolare dell’azienda agricola il Novelleto, che, sulle colline di Sant’Alessio, sopra Candeglia, schiera ben 40 alveari.
«Il clima impazzito, con estati torride e stagioni che non si alternano più con regolarità, è senz’altro la causa scatenante della penuria di miele – spiega – Inoltre, la presenza di queste vespe che provengono dall’estremo oriente non fa altro che peggiorare le cose perché, assediando le api nei loro alveari, impediscono loro di uscire per andare a impollinare i fiori e a succhiarne il nutrimento».
Questi invasori hanno la caratteristica di muoversi in sciame e ogni sciame è composto da una cinquantina di esemplari. A differenza del calabrone nostrano, che ha la pancia, il pungiglione e la parte posteriore del corpo di colore giallo, nella vespa velutina il colore predominante è l’arancione. Ora, entrambe queste specie, sono ghiotte di miele e, per procurarselo, danno l’assalto agli alveari. Contro un solo calabrone, le api riescono però a organizzarsi e ad annientarlo ma, di fronte a una schiera che può anche superare le 50 unità, gli operosi insetti si terrorizzano, rinunciando a uscire all’esterno La loro sorte è quindi la morte per fame.
Giacomo Bucci ha visto svuotarsi, nell’ultimo anno, ben 25 dei suoi 40 alveari. Destino che lo ha unito agli altri produttori dell’associazione Toscana miele di Prato e Pistoia. Nella sua azienda agricola non ha potuto produrre né il miele di ciliegio, né quello di acacia, né tanto meno di tiglio. Anche il millefiori, la melata e il miele di rovo sono ormai un ricordo, come spiega sconsolato l’apicoltore: «Quest’anno, le nostre api hanno potuto produrre soltanto il miele di castagno, ma in una quantità troppo modesta per poter essere commercializzato. Un vero dramma economico perché la produzione di miele è una voce importante in un’azienda agricola di dimensioni ridotte come la mia. Inoltre, per produrre il miele, un agricoltore deve far fronte a un investimento che sfiora i mille euro, senza contare i corsi di formazione e di aggiornamento».
Ma come si fa a riconosce i nidi delle vespe velutine e, soprattutto, cosa bisogna fare in caso di avvistamento? A rispondere a queste domande provvede ancora il nostro apicoltore: «I nidi di questi insetti hanno una caratteristica forma a palla. Adesso, che molti alberi sono privi di foglie a causa della stagione invernale, può essere anche più facile individuarli. In caso di avvistamento non bisogna assolutamente procedere in autonomia, ma segnalarne la presenza ai carabinieri forestali o ai vigili del fuoco. Questi soggetti mettono in atto delle procedure per la rimozione del nido, impedendo che gli insetti possano spostarsi altrove. Fare da soli è anche estremamente pericoloso visto che, muovendosi in gruppo, questi insetti possono investire un individuo e pungerlo ripetutamente con effetti che possono essere letali».
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