Il Tirreno

Pistoia

Il bilancio di Natale

Regionali, quasi no di Tomasi «Ancora tre anni per Pistoia»

di Lorenzo Carducci
   Regionali, quasi no di Tomasi  «Ancora tre anni per Pistoia»

Gli obiettivi del sindaco da adesso alla fine del suo mandato

23 dicembre 2023
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PISTOIA. I cantieri più vasti, come San Lorenzo – dove restano da avviare solo i lavori alla piazza – e Bottegone, con le piazze e le ciclabili terminate e il resto, in primis la palestra King, da completare entro il 2025. Il museo Marini, la Pistoiese, Vicofaro, gli impianti sportivi e il nodo Pallavicini, l’area ex Breda e tanto altro. Come un allenatore nel vivo del campionato, il sindaco Alessandro Tomasi coglie l’occasione della tradizionale conferenza stampa pre natalizia per fare il punto su tutte le principali “partite” che lui stesso, la sua giunta e il Comune sono chiamati a giocare contemporaneamente.

Sulle prossime elezioni regionali si dice «lusingato» che sia stato fatto il suo nome come potenziale candidato del centrodestra alla presidenza, ma conferma di voler restare «concentrato sulla città nei tre anni che mancano ancora alla fine del mandato».

Del bilancio di previsione 2024-2026 appena approvato in consiglio comunale, sottolinea tra le varie cose i 300mila euro per l’aiuto affitti, gli interventi sulle scuole, le piste ciclabili e la “Ciclovia del sole”, parte dei 31 milioni di fondi intercettati dal Pnrr.

Museo Marini

«Abbiamo i soldi (250mila euro, nda) per sistemare l’antincendio di Palazzo del Tau – premette Tomasi, che fa sapere di aver scambiato le prime informazioni col commissario straordinario della fondazione Raffaele Ruberto – ma vogliamo creare un museo Marini più bello e più grande nell’area di San Lorenzo, che sarà riqualificata e permetterà la creazione di un percorso museale anche in chiave turistica con il Ceppo, il Duomo e il museo arte contemporanea. Palazzo del Tau potrà rimanere la sede della fondazione per le attività di ricerca e gli archivi».

Vicofaro, migranti e rsa

Sono due questioni separate, che interessano lo stesso luogo, Vicofaro. Da un lato i migranti ospiti di don Massimo Biancalani, dall’altra la costruzione di due rsa da 160 posti totali per la quale, a ottobre, non senza polemiche, è stata approvata la variante urbanistica.

«La chiesa finalmente è liberata e questo è un primo passo – afferma il primo cittadino – La mia ordinanza di sgombero (risalente a luglio, nda) non ha niente di politico, è dovuta soltanto al sovraffollamento e alle condizioni igienico-sanitarie in cui abbiamo trovato la chiesa e la canonica, col rischio di diffusione della tubercolosi, quindi soprattutto per tutelare la salute dei ragazzi. Il percorso non è ancora finito, se si vuole fare accoglienza va fatta nel rispetto delle regole. Ho agito nelle leggi, senza battibecchi, perché tengo più all’immagine della mia città che a me stesso. Adesso puntiamo a un totale decongestionamento».

Poi le rsa: «Consapevoli che non può essere l’unica soluzione sanitaria, in un’area urbanisticamente abbandonata da decenni e in assenza di decisioni e piani da parte della Regione, abbiamo visto l’opportunità di riqualificare un’area, dare posti di lavoro e fare qualcosa per l’invecchiamento della popolazione».

Palazzetto Pallavicini

Tra le ultimissime querelle del 2023, la richiesta alla Regione di spostare un milione di euro destinato inizialmente alla realizzazione del nuovo palasport polifunzionale nell’area Pallavicini (i cui costi sono lievitati da 6 a 16 milioni), alla ristrutturazione del Teatro Manzoni. Mossa letta dalle opposizioni come una contraddizione da parte dell’amministrazione, che aveva partorito il progetto sul nuovo impianto.

«Le opposizioni non vogliono il palasport, ma quando si sposta un milione a favore del teatro si arrabbiano – commenta ironicamente Tomasi – In realtà il motivo è meramente contabile, cioè chiudere quanto prima il quadro economico per la sistemazione del Manzoni, che è più importante. Ma l’impianto sportivo serve, non solo a Pistoia, e ci continuiamo a lavorare, perché non abbiamo strutture intermedie capaci di attrarre eventi nazionali e internazionali. Stiamo valutando modalità di partnerariato pubblico privato».

Urbanistica ed ex Breda

Sull’atteso rinnovamento degli strumenti urbanistici, Tomasi ammette «un leggero ritardo anche per il cambio della dirigente, che ha l’input di lavorare a testa bassa al piano strutturale per poi passare al piano operativo. Pensiamo di portarli in adozione nel 2024, perché contengono punti importante come l’ampliamento dell’area industriale di Sant’Agostino, la variante Montalese e l’asse dei vivai».

E l’area ex Breda? «La proprietà (la società Tred, nda) ha ingaggiato due studi di architetti ed è in contatto con noi per capire come attuare la convenzione, ma soprattutto quali funzioni mettere nel progetto. I masterplan sono migliorativi, con più verde: si punta a residenza di qualità, che è più appetibile».

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