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Evasione fiscale, artigiano assolto dopo dieci anni
Pistoia, omessa dichiarazione ma dovuta all’arresto del commercialista
PISTOIA. Era finito sotto processo per evasione fiscale, e poi condannato, per non aver presentato la dichiarazione dei redditi relativa al 2013, e neppure il relativo ricorso quando gli era stato notificato il verbale di accertamento. Fin da subito, sia ai finanzieri che al magistrato, aveva spiegato che quell’omissione non era stata colpa sua, bensì era dovuta al fatto che il suo commercialista era stato arrestato dalla Dda e che tutta la documentazione relativa all’imposta sui redditi e all’Iva era rimasta nel suo studio, messo sotto sequestro. Documenti che aveva potuto riavere solo dopo due anni e mezzo.
L’altra mattina, dopo quasi dieci anni, per Angelo De Vivo, 60 anni, muratore pistoiese all’epoca dei fatti titolare di una ditta individuale, è arrivata la fine dell’odissea: accogliendo le motivazioni del ricorso presentato dal suo avvocato difensore Giuseppe Roscitano, i giudici della Corte d’appello di Firenze lo hanno assolto per non aver commesso il fatto.
Dopo quasi quattro anni di processo, il 4 novembre 2022, l’artigiano non solo era stato condannato a un anno di reclusione – con la sospensione condizionale della pena – ma il giudice monocratico del tribunale di Pistoia aveva disposto anche la confisca per equivalente dei suoi beni pari all’importo che, con l’evasione contestata, avrebbe sottratto all’Erario a causa della mancata dichiarazione dei redditi: 122mila euro di Irpef e 53mila di Iva.
Il procedimento penale aveva avuto origine da a un accertamento da parte della guardia di finanza scattato in seguito alla mancata presentazione della dichiarazioni dei redditi 2013. De Vivo aveva consegnato ai finanzieri tutti i documenti che erano in suo possesso, ma non quelli che si trovavano nello studio del commercialista, sequestrato dopo l’arresto del professionista nell’ambito di una vasta indagine condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze.
«Le carte della ditta – spiega l’avvocato difensore Giuseppe Roscitano – non vennero mai consegnate dal commercialista al mio assistito, neppure per poter ricostruire il periodo in questione, né tanto meno per impugnare le cartelle esattoriali a lui notificate e iscritte ai ruoli».
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