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Alluvione a Montale, cumuli di detriti dopo 20 giorni: le aziende sono ancora bloccate

Alluvione a Montale, cumuli di detriti dopo 20 giorni: le aziende sono ancora bloccate

Gli imprenditori: servono lavori sull’Agna, ci sono infiltrazioni

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MONTALE. Sono passati più di 20 giorni dall'alluvione ma nella zona industriale di Montale la situazione è sempre drammatica.

La maggior parte delle attività industriali non ha potuto riprendere la produzione, anche perché la viabilità dell'area produttiva viene di fatto impedita da grandi cumuli di terra e di detriti che il torrente Agna ha sparso ovunque. Fuori dai capannoni, ci sono montagne di rifiuti speciali che Alia, lentamente, sta provvedendo a rimuovere di pari passo che le strade vengono liberate. I campi che circondano gli stabilimenti sono invasi da scarti di ogni genere ma anche da auto spinte lì dalla furia delle acque.

Caustico è il parere degli industriali della zona che, ogni giorno che passa, si sentono sempre più abbandonati dalle istituzioni. Questo è quanto afferma Nicola Mariotti, uno dei tre soci della Marbec, industria chimica di prodotti per la pulizia e la manutenzione della casa con sede in via Croce Rossa : «La Regione aveva promesso un grande spiegamento di mezzi per rimuovere tutta la terra portata qui dall'Agna ma, a oggi, di questi mezzi ne sono stati avvistati appena due.

L'argine che ha ceduto non è stato riparato in via definitiva, visto che ancora ci sono delle forti infiltrazioni d'acqua. Non occorre però solo rattoppare il vecchio argine ma anche sostituirlo con uno nuovo, che dia opportune garanzie per il futuro. Se non si procederà in tal senso, esiste il serio rischio che nessun imprenditore voglia, un domani, investire in quest'area poiché giustamente ritenuta a eccessivo rischio di alluvioni».

I suoi timori, sono attualmente più che giustificati visto che nelle strade più in pendenza scorrono rigagnoli d'acqua che, 20 giorni dopo l'evento, non dovrebbero davvero esserci.

Mariotti guarda al futuro. La prossima settimana torneranno in fabbrica tutti i macchinari attualmente in manutenzione e la produzione potrà riprendere, ma il suo pensiero è turbato dalle scadenze fiscali che bussano alle porte e si fanno minacciose: «Ancora non sono stati previsti rinvii e questo ci potrebbe mettere in ginocchio». La sua attenzione e quella di tutti gli imprenditori e dei residenti danneggiati dall'alluvione, è concentrata sul consiglio comunale di mercoledì 29 novembre. Al punto 5 c'è infatti una mozione presentata dal gruppo Centrodestra per Montaleche prevede il rinvio delle scadenze di Imu e Tari sia per le famiglie che per le imprese che hanno subìto danni.

Intanto, poche decine di metri più in là, c'è invece chi non riesce ancora a vivere degnamente il presente. È il caso di Silvano Verniani, uno dei titolari della Sima, un'azienda che si occupa della commercializzazione di tessuti in via Guido Rossa: "«Abbiamo danni per un milione e mezzo di euro. Si tratta esclusivamente di merce da noi già pagata. Con tutta quella terra in strada, i camion non possono entrare e noi non possiamo riprendere il nostro lavoro. Se qualcosa è stato fatto e se un po' di terra è stata rimossa, il merito è dei singoli imprenditori non delle istituzioni». La percezione di essere stati abbandonati a sé stessi, è condivisa anche da Mariotti: «Il comune si è dimostrato assente e così tutte le istituzioni. Con quello che è successo, occorreva l'intervento di tutti, invece, ancora siamo qua a leccarci le ferite».

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