Toscana
Pistoia, appello agli imprenditori per rifare il tetto della chiesa
Il parroco: «Gran parte delle donazioni detraibili fiscalmente»
PISTOIA. Ci vorranno circa 250mila euro per rifare il tetto della chiesa di Sant’Agostino. La cifra è decisamente importante, ma il parroco don Luciano Tempestini crede, oltre che nei miracoli, anche nella generosità dei suoi parrocchiani. Tant’è che per raggiungere l’obiettivo di metterla insieme è nato un apposito comitato, che incontrerà i fedeli giovedì 30 novembre, alle 21.
«Reperire questa somma sarà un’impresa difficile ma non certo impossibile – spiega don Luciano – Il comitato incaricato della raccolta fondi, presieduto da Luigi Pratesi, ha già mosso i primi passi nella giusta direzione, ma ancora resta tanta, tanta strada da fare. Certo è che, una volta avviato il cantiere, non ci limiteremo soltanto al rifacimento del tetto, ma provvederemo anche a rintonacare la facciata e a una revisione totale dell’impianto elettrico e di quello per il riscaldamento, perché vogliamo assicurare alla struttura molti anni di funzionalità».
I buoni propositi di don Luciano, vanno però a scontrarsi con la dura realtà, fatta di progetti, permessi e fatture. Che può essere però affrontata con un consistente numero di donazioni “ a chilometro zero”, come dice lo stesso parroco.
«Sant’Agostino era un tempo il contado di Pistoia – spiega – Adesso, da molti anni ormai, la chiesa è completamente circondata dalla grande area industriale e artigianale che ha preso il nome dalla parrocchia. Dove non ci sono fabbriche, ci sono vivai specializzati in coltivazioni di alta qualità. Il vecchio mondo agricolo ha insomma ceduto il terreno a una miriade di imprenditori industriali, artigianali e agricoli dai quali è lecito aspettarsi più di un gesto di solidarietà verso la parrocchia su cui insistono le loro attività».
La parrocchia di Sant’Agostino ha dei confini veramente estesi, che vanno dalle mura medievali a ovest fino a Pontenuovo a est, e da via Pratese, con la frazione del Chiodo, a sud, fino alla tangenziale e al centro commerciale Panorama a nord. All’interno di questo perimetro vivono oltre tremila parrocchiani e un numero imprecisato di imprese e realtà commerciali di vario genere.
«Le imprese che fanno donazioni per il restauro di opere d’arte ed edifici storici o di culto possono portare in detrazione gran parte della somma versata – spiega don Luciano – Tutti, è chiaro, possono contribuire, e anche la più piccola offerta sarà gradita, ma, per le aziende, esiste anche il vantaggio di un miglior trattamento fiscale. Sarà comunque l’apposito comitato a destreggiarsi in queste vicende e, sono certo, che lo farà benissimo».
La chiesa di Sant’Agostino risale alla seconda metà del 1700 ed è molto conosciuta a Pistoia perché, nel piazzale antistante, ospita il monumento alla medaglia d’oro al valor militare Giovanni Marini, alla cui memoria è stata anche intitolata la caserma pistoiese che ospita il 183° reggimento paracadutisti Nembo. Al suo interno vi sono inoltre alcuni pregiati dipinti risalenti al Settecento e all’Ottocento, fra cui due monumentali opere settecentesche provenienti dal soppresso convento agostiniano di San Lorenzo. I pistoiesi sono poi soliti visitare la parrocchia nei primi tre fine settimana di luglio, quando la sagra parrocchiale “San’Agostino in festa” riconcilia tutti con la buona tavola. Adesso però, la festa più grande sarebbe quella di reperire i fondi per ridarle nuova vita, ricostruendo in tempi brevi il tetto della chiesa.
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