Gioco
Alluvione, cominciata l’operazione di recupero dell’archivio storico di Quarrata
I primi faldoni sono arrivati a Calenzano, dove saranno conservati sotto zero
QUARRATA. Ieri sera il primo contingente di documenti dell'archivio storico di Quarrata è giunto a Calenzano. Ad attenderlo alcuni grandi container refrigerati della Regione Toscana, dove i plichi e i faldoni strappati alle acque saranno conservati sotto zero in attesa delle operazioni di recupero a cui verranno sottoposti.
L'archivio storico di Quarrata è costituito da faldoni contenenti contratti di compravendita, situazioni anagrafiche e altri atti amministrativi che testimoniano l'evoluzione storica del territorio. I documenti più antichi risalgono al 1400 mentre i più recenti sono del 1952, pochi anni prima che Quarrata diventasse il capoluogo del comune sottraendo questa prerogativa a Tizzana. A coordinare l’operazione di salvataggio che durerà ancora una decina di giorni è la dottoressa Claudia Cappellini, responsabile del settore cultura del Comune. Accanto a lei, i carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio artistico che, sin da sabato, sono intervenuti prontamente per salvare una memoria storica che non può andare perduta. Così spiega infatti Cappellini: «Con i carabinieri il confronto è stato immediato. Dopo aver studiato la situazione, è stato stilato un piano di lavoro che ha potuto iniziare però soltanto da ieri (martedì, ndr). L'archivio storico si trova infatti nel piano interrato, e fino a quando non è stata fatta defluire l'acqua, non è stato possibile dare il via al recupero. Il corridoio è stato liberato e lentamente si sta procedendo a svuotare l'intero ambiente dall'acqua. Adesso i faldoni storici dovranno essere trasportati a Calenzano nei locali refrigerati. Per terminare questa operazione ci vorrà una decina di giorni».
Niente da fare invece per tanti volumi del magazzino della biblioteca, andati perduti. «Si trattava di libri né antichi né preziosi. Erano seconde o terze copie oppure libri un po' troppo usurati. Averli visti però scomparire così è comunque un dispiacere immenso», conclude la funzionaria.
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