Il Tirreno

Pistoia

La testimonianza

Alluvione a Quarrata, la ditta di infissi Sealt devastata da acqua e fango: «Danni sui 100mila euro»

di Lorenzo Carducci
L’interno dell’officina col pavimento ricoperto
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L’interno dell’officina col pavimento ricoperto

L’azienda che produce serramenti in alluminio si trova a pochi passi dal Ponte Torto dove lo Stella ha rotto gli argini: «I mobili delle case intorno a noi trascinati nel piazzale»

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PISTOIA. «La conta dei danni è ancora agli inizi, ma sarà difficile scendere sotto i 100 mila euro tra computer, macchinari, strutture e piazzale. E per fortuna che i nostri macchinari hanno i motori alti, alcuni sono partiti mentre altri fanno i capricci e vediamo se riusciremo a ripristinarli. Le assicurazioni non coprono perché si tratta di calamità naturale e i fondi in aiuto bisogna sperare che arrivino, ma sarà difficile».

Nonostante l’amarezza, Alessandro Turi, socio di Sealt srl – azienda quarratina che produce e installa serramenti in alluminio, rivestimenti e facciate continue e dà lavoro a 12 dipendenti – non si ferma un attimo. La sua ditta si trova lungo la statale tra le frazioni di Catena e Casini, a poche decine di metri da quel Ponte Torto dove lo Stella ha rotto gli argini per ben due volte.

«Con la prima acquata di giovedì notte l’officina è stata invasa da settanta centimetri di acqua stagnante rimasta lì per due giorni – racconta Turi – sabato mattina l’acqua non c’era più così siamo intervenuti con amici e parenti. Avevamo la mobilia e gli infissi di molte abitazioni vicine nel piazzale dell’azienda. Difatti lo abbiamo dovuto liberare, prima di entrare a vedere. Sabato sera poi la nuova beffa, anche se la seconda volta è entrata meno acqua. Stiamo ancora togliendo il fango e sistemando il tutto con le idropulitrici».

«Al momento – continua uno dei soci della ditta – abbiamo ko un Ducato, un muletto e una fotocopiatrice nuova da qualche migliaio di euro, in più quasi tutti i computer e l’arredo degli uffici rifatti l’anno scorso. Sulla merce in azienda, l’alluminio è un materiale resistente alle ossidazioni e quindi se già verniciato basta sciacquarlo e si salva, il resto in legno e policarbonato però lo abbiamo dovuto buttare via, mentre il ferro lo abbiamo recuperato pezzo per pezzo, pulito e oliato per non far venire la ruggine».

Alessandro e gli altri soci tuttavia non si sono persi d’animo. L’azienda è un pezzo essenziale della loro vita e con l’aiuto di amici e parenti, spalata dopo spalata, passo dopo passo e con tutte le cautele necessarie, stanno salvando quanti più ingranaggi possibili dell’officina.

«Fortunatamente non siamo mai rimasti soli e questo ci dà un minimo di conforto – aggiunge Turi – . Da ieri mattina ci sono venuti in aiuto anche i dipendenti, a titolo volontario: ognuno si è preso il proprio angolo di lavoro ed essendo esperti del settore nessuno meglio di loro sa cosa e come fare. Vogliamo partire il prima possibile, speriamo prima di lunedì anche se per domani c’è allerta meteo».

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