Gioco
Trasporto pubblico a Pistoia, da novembre via al taglio da 670mila chilometri: cosa cambia
La Provincia: «All’inizio dovevano essere 800 mila, ci siamo fatti sentire»
PISTOIA. La nuova fase del trasporto pubblico locale al via dal 1° novembre – in corrispondenza del nuovo contratto stipulato dalla Regione con Autolinee Toscane e valevole per i prossimi 11 anni – porta alla provincia di Pistoia un taglio complessivo di 670 mila chilometri e una serie di modifiche che implicano una minor copertura degli itinerari da parte degli autobus e una rimodulazione degli orari. L’impatto si concentra soprattutto sulle zone collinari e periferiche.
In Provincia, dove grazie al pressing sulla Regione sono arrivati recentemente 80 mila euro da destinarsi al mantenimento di alcune corse, si rivendica lo sforzo compiuto sia per limare l’entità del taglio (da 800 mila a 670 mila chilometri, salvandone in precedenza altri 300 mila) da cui è stato tenuto immune il trasporto scolastico, sia per ottimizzare il monte chilometri. La sperimentazione durerà 6 mesi, in estate sarà poi possibile pensare ai correttivi da attuare.
Cosa cambia
Secondo quanto riporta At circa le modifiche del servizio zona per zona, nella nostra provincia si contano sette linee soppresse e cinque introdotte ex novo. Partendo dall’itinerario urbano di Pistoia, non ci saranno più le linee 3 e 7-M, rimpiazzate dalla nuova linea 4 che collegherà la zona industriale con la parte di Pistoia Ovest transitando dalla stazione. La linea 5 invece non transiterà più dal villaggio San Biagio e coprirà il percorso anche della linea 1, fino al parcheggio Stadio o a piazza Oplà. Nuove anche la linea 8, l’unica che continuerà a transitare dal centro storico, la “circolare” di Pescia e la SvP, che raggruppa le soppresse P804, P805, P806, P858, presidi di collegamento da e per la montagna pesciatina. Restando in Valdinievole, in partenza anche la “circolare” tra la stazione di Montecatini e Montecatini Alto. Una decina dunque le tratte interessate dalle modifiche di percorso, più di trenta quelle i cui orari sono stati ritoccati.
Servizio a chiamata
Il cosiddetto lotto debole – ossia le zone più periferiche, dove la domanda del servizio è minore perché c'è meno utenza – sarà coperto da una parte di corse fisse di circa 370 mila chilometri e una parte di circa 400 mila chilometri demandata al servizio a chiamata. Quest'ultimo, pensato principalmente per favorire gli spostamenti di persone anziane, permette all'utente di prenotare la corsa, attiva nella fascia oraria 9-12,30 e 15-18, il giorno prima per il giorno dopo telefonando ad un apposito numero del gestore. Sul sito di At tutti i dettagli .
«Un lavoro importante»
Ieri dalla sala Nardi di piazza San Leone, il presidente della Provincia di Pistoia Luca Marmo ha tenuto a sottolineare il monitoraggio attivo svolto dall’ente in questa delicata fase di transizione.
«Di fronte al problema della riduzione di chilometraggio concentrata nelle aree periferiche e montane (orientata a seguito delle indagini sull’utenza delle varie linee, nda), consapevoli delle difficoltà e della scarsità di risorse – la sua premessa – abbiamo interloquito con la Regione, con i Comuni e col gestore per risolvere le criticità. Un lavoro importante che ci sentiamo di rivendicare, sapendo che nei prossimi mesi metteremo a fuoco questa trasformazione ai fini di un miglioramento del servizio».
«Dopo una serie di incontri siamo riusciti a riottenere 130 mila chilometri in modo da alleviare le sofferenze delle nostre linee – così Lisa Amidei, consigliera provinciale delegata al trasporto pubblico e privato –. Siamo consapevoli che il taglio c’è e lo dobbiamo digerire, sicuramente ci sarà qualcosa da correggere. Quel che ci consola è che il trasporto scolastico puro è stato preservato in toto. Ci siamo poi battuti per diverse linee extraurbane, conservando ad esempio parte della Montecatini-Lucca, utilizzata tanto dai pendolari. Una soluzione è garantita anche dal servizio a chiamata».
A livello scolastico, non mancano tuttavia le lamentele di studenti e famiglie per i disagi subiti. Da Montemagno e Lucciano c’è chi ha visto addirittura sparire l’unico autobus con cui poter andare a scuola. «È un disagio dovuto purtroppo alla carenza di mezzi – afferma la funzionaria Francesca Petreni, che prosegue assieme ad Amidei – aspetto a cui l’azienda deve sicuramente far fronte».
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