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Agliana, termovalorizzatore: chiesti i documenti dei tre progetti

Agliana, termovalorizzatore: chiesti i documenti dei tre progetti

Biagioni: «Mancano elementi per una valutazione sulla trasformazione dell’impianto». Il sindaco Benesperi: «Se rimarrà al suo posto, dovrà essere profondamente ripensato»

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AGLIANA. Clima mai sopra le righe alla commissione ambiente del Comune svoltasi nella sala del consiglio. Tema in discussione l’esame delle tre proposte di ammodernamento e trasformazione dell’impianto di termovalorizzazione di Montale, presentate dall’amministratore Edoardo Franceschi e dai rappresentanti di Ladurner, dell’accoppiata Hera ambiente-Alia e di Iren. Mentre i primi due soggetti propongono una versione riveduta e corretta della termovalorizzazione, Iren prospetta invece l’utilizzo dell’impianto per il trattamento dei fanghi civili. Al termine del dibattito seguito alla presentazione dei tre differenti progetti di intervento sull’impianto, il sindaco di Agliana Luca Benesperi ha detto: «In tanti anni che sono presente in consiglio comunale, seppur con ruoli diversi, ho sempre mantenuto una posizione di estremo scetticismo verso la presenza del termovalorizzatore a Montale. Sono però dell’avviso che adesso dobbiamo affrontare la questione senza trincerarci dietro a steccati ideologici».

Con queste parole il sindaco di Agliana Luca Benesperi ha aperto quindi alla possibilità che l’impianto possa restare in funzione una volta sottoposto a un profondo rinnovamento strutturale. Per chiarire meglio il suo pensiero, il primo cittadino ha aggiunto: «Non basterà una semplice “verniciata” per tirare avanti. Se l’impianto dovrà restare al suo posto, dovrà essere profondamente ripensato e essere di utilità ad Agliana». Se non si tratta ancora di “disco verde” quindi, poco ci manca. La presidente della commissione ambiente, la forzista Francesca Biagioni, ha tuttavia fatto notare che ancora mancano tutti gli elementi per una chiara e nitida valutazione: «I documenti ufficiali ancora non sono pervenuti e per questo sono certa e auspico un’ulteriore riunione della commissione quando ne saremo in possesso». La prossima tappa di questa questione, sarà comunque quasi certamente un consiglio comunale aperto da tenersi nel più breve tempo possibile e in un luogo capace di ospitare le tantissime persone che vorranno accorrere a dire la loro. A lanciare questa proposta è stato il consigliere di maggioranza Alfredo Fabrizio Nerozzi (Forza Agliana Piana pistoiese per la Toscana) , che ha peraltro le deleghe della transizione ecologica e della tutela ambientale: «Si tratta di un tema di vitale importanza per il nostro territorio, che deve vedere necessariamente il coinvolgimento, in prima persona, di tutta la cittadinanza». I cittadini che ieri sera erano presenti, intanto, non hanno esitato a dire la loro. Favorevole, senza se e senza ma, all’ammodernamento dell’impianto di termovalorizzazione si è detto l’ingegnere ambientale Antonino Oliveri: «Un’area così grande composta da ben 58 comuni non può essere priva di un impianto del genere. L’impianto di Montale viene inoltre monitorato continuamente dalla Asl e da Arpat e i dati sulle emissioni sono sempre e comunque inferiori ai parametri di legge. Ricordo infine che non tutti i rifiuti possono essere recuperati totalmente mentre in questo modo forniscono energia». Di parere diametralmente opposto Fabrizio Bertini: «Tutta la Piana soffre per questo mostro. La politica dovrebbe puntare alla realizzazione di un impianto a freddo, archiviando per sempre la termovalorizzazione che, oltretutto, ormai in ambito europeo viene considerata come l’ultima strada». Ancora più caustico il commento di Barbara Innocenti, residente a Montale: «È ora di dire basta al termovalorizzatore. Questa zona soffre da 40 anni per la sua presenza». Ci va giù pesante anche Anita Ferri: «La Piana è una delle zone più inquinate della regione e non vedo, da parte della politica, una reale volontà di invertire questa tendenza. Basta pensare che ancora non sono giunti i documenti ufficiali dei progetti».

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